Roma 2013

<a href="https://puntoitalia.online/speciali/cinema/roma/edizione2013/" title="https://puntoitalia.online/speciali/cinema/roma/edizione2013/">IL PERSONAGGIO</a>

Festival di Roma, Checco Zalone superstar: "La critica? Mi basta quella del web"

L'attore, forte del successo del suo "Sole a catinelle", ospite al festival per un incontro con il pubblico. "Ora vorrei nascondermi un po', quando mi guardo allo specchio dico 'oddio, questo sta pure qua?'. Il mio è un lavoro fatto anche di pause"

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Trentasette milioni e mezzo in quindici giorni, comunque la si pensi un fenomeno. Ora il fenomeno, accolto come una rockstar, tirato per la giacca come un parente che ha vinto la lotteria, sembra quasi intimidito: Checco Zalone sfila sul red carpet accolto dal grido: "Zalone, Zalone, prestaci un milione". Protagonista dell'incontro col pubblico al Festival di Roma, sul palco con Marco Giusti, lo dice subito: "Ho già subìto un'umiliazione, sono uscite tutte ste ragazze con i cartelli: Hunger, Hunger, pensavo fosse il mio soprannome, invece aspettavano questa Jennifer.

VIDEO "Sole a catinelle" / FOTO

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Occhi da panda, il comico che con Sole a catinelle sta battendo tutti i record d'incassi rivela che si andrà a nascondere per un po', come Mina, "perché anche quando mi guardo allo specchio mi dico: oddio, questo sta pure qua? Questo lavoro è fatto anche di momenti di pausa". Giusti lo provoca: hanno scritto che il film non è cinema. "Ho letto sui social la polemica sull'uso dei soldi incassati, di come vengono impiegati ma fanno bene anche alle pizzerie" dice Zalone, all'anagrafe Luca Medici, "il mio cinema fa bene alle pizzerie e anche alla pirateria. Io e Gennaro Nunziante abbiamo passato quattro mesi al montaggio, abbiamo buttato certa roba inguardabile che avrebbe dato da mangiare ai critici. Ma col cavolo che gliela diamo. La critica? È soppiantata da quella del web, spingi il pulsante recensione ed esce fuori quella del gommista. I critici scrivono: 'Una volta c'era Pasolini, oggi c'è Zalone' e si asciugano la kefiah".

Politicamente scorretto, ironico, canzoni comiche piene di doppisensi (Uominisessuali, La ragazza senza u culu, samba su una brasiliana triste senza fondoschiena), quando si racconta Zalone è timido. "Berlusconi starebbe meglio di me su questo palco - spiega - io sono apolitico, il comico che mi piace più di tutti è Beppe Grillo... No, scherzo, il più grande è Alberto Sordi, una spanna più degli altri. Inarrivabile. Tra gli americani mi piacciono Ben Stiller e Sacha Baron Cohen". Il suo film racconta l'Italia: "Quando scriviamo, con Gennaro Nunziante, ci ispiriamo alla commedia all'italiana. Il mio film non parla della crisi, che è triste e sappiamo tutti cos'è: muove dalla crisi per raccontare altro".

Continua a vivere in Puglia, a Capurso, lontano da Roma, "perché ho bisogno di ispirarmi". Racconta di quando era stato invitato a un Festival di Sanremo e c'era Povia con la sua canzone sul gay. "Io volevo entrare in scena col Frocedil 600 forte, che faceva passare l'omosessualità. Mi ha detto che era un po' forte come gag...".

Pubblico in delirio, il tema della critica torna nella conversazione. "Non sono un attore, sono terribile quando esco dal personaggio. Se girerei un film da 4 stelle di Mereghetti? Ma non incasserebbe un c...!".

Imita Vendola che recensisce Sole a catinelle, con quella "s" strisciante: "Un film sinuoso, sostenibile, sincero, sontuoso" e il pubblico è tutto dalla sua parte. I soldi sono un tema ricorrente: "Il mondo dei ricchi è fantastico, io consiglio a tutti di essere ricchi...". Chiusura con Maremoto a Porto Cervo e Angela, due classici.