La voce di Alberto Sordi, canta Te c'hanno mai mandato a quel paese mentre scorrono i titoli di coda del film di Ficarra & Picone e scatta l'applauso. Andiamo a quel paese è il film di chiusura del Festival di Roma, una storia in cui i due comici siciliani - registi, interpreti e coautori della sceneggiatura - cercano un modo per sbarcare il lunario e lo trovano lasciando la città e trasferendosi a Monteforte, il paese d'origine di Valentino (Picone) e di Donatella (Tiziana Lodato), la moglie di Salvo (Ficarra).
[[ge:rep-locali:repubblica:99012108]]
Come al solito è Salvo che trova la soluzione per la sopravvivenza: la casa della suocera in cui va a vivere è abbastanza grande per accogliere altri anziani parenti e diventare un piccolo ospizio improvvisato. La sola condizione è che gli ospiti abbiano diritto alla pensione e sottoscrivano la delega perché siano Salvo e Valentino a riscuoterla. Va tutto bene finché per caso e per sfortuna una serie di incidenti provoca una serie di morti e sulla casa si abbatte la diceria che sia stregata. Gli ospiti l'abbandonano, resta solo la zia Lucia. Che però ha una certa età, la pensione potrebbe non durare a lungo, ma Salvo ha un'altra delle sua brillanti idee: Valentino deve sposare Lucia, con tanto di diritto alla reversibilità. Girato a Rosolini, un paese raccolto intorno ad una grande, bella piazza in provincia di Siracusa, Andiamo a quel paese diventa una commedia corale, con gli abitanti che spettegolano sulla notizia dello strano matrimonio, il barbiere che alimenta le chiacchiere, un'ex fidanzata di Valentino che ritorna e riaccende la fiamma, un brigadiere dei carabinieri, l'unico a non capire cosa sta succedendo, e uno strano prete che si oppone fortemente al matrimonio. Ma, soprattutto, sono le anziane di Monteforte, pensionate, che sull'esempio di Lucia, recuperano un'allegra vitalità mentre i giovani disoccupati del paese rivolgono loro nuove, impreviste attenzioni.
[[ge:rep-locali:repubblica:98989928]]
Del resto, "aldilà degli 80 euro come farebbero molti giovani a campare senza l'aiuto dei pensionati?", dicono Ficarra&Picone, che, pur fedeli alla formula vincente della loro comicità, a tratti esagerata, surreale, insensata, ma garbata e mai volgare, non disdegnano stavolta accenni di satira sociale. Come il personaggio del prete, protagonista del colpo di scena sociale, che, secondo i due, "potrebbe essere un suggerimento alla svolta papale per un'apertura sulla vita privata dei sacerdoti. Noi proponiamo invece la castità per i politici, che chiusi nei monasteri, potrebbero meglio dedicarsi a lavorare per il Paese". Valentino non si sottrae neanche a un giudizio sull'operato di Renzi: "Dovrebbe stare sempre in televisione. Quando lo vedo e lo sento sto bene, mi riempio di speranze, vorrei camminare con lui, parlare, assorbire il suo ottimismo. Il problemi cominciano quando cambio canale".
Un valore aggiunto del film è il cast, nel quale i registi hanno voluto attori dal talento garantito, come Mariano Rigillo (il prete), Nino Frassica (il barbiere), Francesco Paolantoni (il brigadiere), Lily Tirrinnanzi (zia Lucia). E tutti, presenti all'incontro stampa, esprimono giudizi entusiasti su Ficarra&Picone: puntigliosi ma molto preparati, disponibili alle improvvisazioni, ottimi registi, brave persone.
[[ge:rep-locali:repubblica:99012108]]
Come al solito è Salvo che trova la soluzione per la sopravvivenza: la casa della suocera in cui va a vivere è abbastanza grande per accogliere altri anziani parenti e diventare un piccolo ospizio improvvisato. La sola condizione è che gli ospiti abbiano diritto alla pensione e sottoscrivano la delega perché siano Salvo e Valentino a riscuoterla. Va tutto bene finché per caso e per sfortuna una serie di incidenti provoca una serie di morti e sulla casa si abbatte la diceria che sia stregata. Gli ospiti l'abbandonano, resta solo la zia Lucia. Che però ha una certa età, la pensione potrebbe non durare a lungo, ma Salvo ha un'altra delle sua brillanti idee: Valentino deve sposare Lucia, con tanto di diritto alla reversibilità. Girato a Rosolini, un paese raccolto intorno ad una grande, bella piazza in provincia di Siracusa, Andiamo a quel paese diventa una commedia corale, con gli abitanti che spettegolano sulla notizia dello strano matrimonio, il barbiere che alimenta le chiacchiere, un'ex fidanzata di Valentino che ritorna e riaccende la fiamma, un brigadiere dei carabinieri, l'unico a non capire cosa sta succedendo, e uno strano prete che si oppone fortemente al matrimonio. Ma, soprattutto, sono le anziane di Monteforte, pensionate, che sull'esempio di Lucia, recuperano un'allegra vitalità mentre i giovani disoccupati del paese rivolgono loro nuove, impreviste attenzioni.
[[ge:rep-locali:repubblica:98989928]]
Del resto, "aldilà degli 80 euro come farebbero molti giovani a campare senza l'aiuto dei pensionati?", dicono Ficarra&Picone, che, pur fedeli alla formula vincente della loro comicità, a tratti esagerata, surreale, insensata, ma garbata e mai volgare, non disdegnano stavolta accenni di satira sociale. Come il personaggio del prete, protagonista del colpo di scena sociale, che, secondo i due, "potrebbe essere un suggerimento alla svolta papale per un'apertura sulla vita privata dei sacerdoti. Noi proponiamo invece la castità per i politici, che chiusi nei monasteri, potrebbero meglio dedicarsi a lavorare per il Paese". Valentino non si sottrae neanche a un giudizio sull'operato di Renzi: "Dovrebbe stare sempre in televisione. Quando lo vedo e lo sento sto bene, mi riempio di speranze, vorrei camminare con lui, parlare, assorbire il suo ottimismo. Il problemi cominciano quando cambio canale".
Un valore aggiunto del film è il cast, nel quale i registi hanno voluto attori dal talento garantito, come Mariano Rigillo (il prete), Nino Frassica (il barbiere), Francesco Paolantoni (il brigadiere), Lily Tirrinnanzi (zia Lucia). E tutti, presenti all'incontro stampa, esprimono giudizi entusiasti su Ficarra&Picone: puntigliosi ma molto preparati, disponibili alle improvvisazioni, ottimi registi, brave persone.
Se non ti colpisce, non so cosa possa scuoterti"" class="lazyload" width="70" height="70">