Si chiude la nona edizione della Festa che si chiama ancora Festival. La kermesse romana diretta da Marco Mueller, in scadenza a dicembre, si è conclusa con la premiazione presentata dalla madrina Nicoletta Romanoff. Per la prima volta la scelta è caduta interamente sulle spalle del pubblico (che però rispetto alle scorse edizioni è diminuito) che ha potuto votare attraverso la app e il sito ufficiale del festival, oltre alle tradizionali postazioni nei foyer delle sale. Gli spettatori hanno assegnato il premio del Pubblico BNL nella sezione Gala a Trash di Stephen Daldry, una favola ambientata nelle favelas di Rio con protagonisti tre ragazzini brasiliani, Rooney Mara e Martin Sheen (presentato in collaborazione con Alice nella città), per Cinema d'Oggi il premio è andato a 12 Citizens di Xu Ang, remake cinese de La parola ai giurati di Lumet, uno dei film più rifatti della storia del cinema.
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Mondo Genere, la sezione dedicata alle anteprime mondiali, internazionali o europee di pellicole che trattano vari generi cinematografici, vede la vittoria di Haider dell'indiano Vishal Bhardwaj; anche qui si tratta di un adattamento ma dall'Amleto di Shakespeare. Per la sezione Cinema Italia (Fiction) è stato premiato il film in partecipazione Fino a qui tutto bene di Roan Johnson, storia di cinque universitari che per anni hanno diviso un appartamento. Nella sezione Documentario: è stato scelto Looking for Kadija di Francesco G. Raganato, che racconta l'incredibile storia di un ufficiale di cavalleria, Amedeo Guillet, che dopo la sconfitta dell'esercito italiano in Nord Africa, assunse il comando della resistenza eritrea contro l'esercito inglese.
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Oltre ai premi del pubblico esisteva anche una giuria di addetti ai lavori che ha assegnato due riconoscimenti. La giuria presieduta da Jonathan Nossiter (regista) e composta da Francesca Calvelli (montatrice), Cristiana Capotondi (attrice), Valerio Mastandrea (regista, attore, produttore) e Sydney Sibilia (regista) ha assegnato il Premio TAODUE Camera d'Oro alla migliore opera prima ad Andrea Di Stefano regista di Escobar: Paradise Lost (Gala), film dedicato alla figura del più potente e pericolso trafficante di cocaina della storia, interpretato da Benicio Del Toro. Un riconoscimento anche a Laura Hastings-Smith produttore di X+Y di Morgan Matthews (Alice nella città) e una menzione speciale per Last Summer di Lorenzo Guerra Seràgnoli (Prospettive Italia). Tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) hanno concorso all'assegnazione di questo riconoscimento.
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Il premio DOC/IT al miglior documentario italiano è stato assegnato a Largo Baracche di Gaetano Di Vaio (Prospettive Italia) mentre una menzione speciale è andata a Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni (Prospettive Italia). La giuria era presieduta da Federico Schiavi (produttore) e composta da Valeria Adilardi (produttrice), Mario Balsamo (regista), Ilaria De Laurentiis (montatrice) e Paolo Petrucci (regista e montatore).
Tra i premi collaterali il premio L. A. R. A. (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) al miglior interprete italiano è andato a Marco Marzocca per il film Buoni a nulla di Gianni Di Gregorio, menzione speciale a Silvia D'Amico per il film Fino a qui tutto bene di Roan Johnson. Il Premio Farfalla d'Oro Agiscuola è andato a Gone girl di David Fincher; 'The Signis Award - Ente dello Spettacolo' è andato ex aequo a Fino a qui tutto bene di Roan Johnson e Wir sind jung. Wir sind stark. / We are young. We are strong di Burhan Qurbani; menzione speciale per Biagio di Pasquale Scimeca. Il premio A.I.C. per la migliore fotografia è andato a Luis David Sansans per Escobar: Paradise Lost di Andrea Di Stefano; il premio A.M.C. al miglior montaggio a Julia Karg per Wir sind jung. Wir sind stark. / We are young. We are strong; premio al miglior suono - A.I.T.S. A 'Last Summer' di Leonardo Guerra Seragnoli. Due i premi 'La Chioma di Berenice' al miglior truccatore e al miglior acconciatore vano rispettivamente a Simona Castaldi e a Fabio Lucchetti per Soap Opera di Alessandro Genovesi. Il premio Akai International Film Fest va a Fino a qui tutto bene di Roan Johnson; il Green Movie Award va a Biagio di Pasquale Scimeca, che vince anche il premio di critica sociale 'Sorriso diverso Roma 2014'. Il premio al miglior film straniero va a Wir sind jung. Wir sind stark. / We are young. We are strong.
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Mondo Genere, la sezione dedicata alle anteprime mondiali, internazionali o europee di pellicole che trattano vari generi cinematografici, vede la vittoria di Haider dell'indiano Vishal Bhardwaj; anche qui si tratta di un adattamento ma dall'Amleto di Shakespeare. Per la sezione Cinema Italia (Fiction) è stato premiato il film in partecipazione Fino a qui tutto bene di Roan Johnson, storia di cinque universitari che per anni hanno diviso un appartamento. Nella sezione Documentario: è stato scelto Looking for Kadija di Francesco G. Raganato, che racconta l'incredibile storia di un ufficiale di cavalleria, Amedeo Guillet, che dopo la sconfitta dell'esercito italiano in Nord Africa, assunse il comando della resistenza eritrea contro l'esercito inglese.
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Oltre ai premi del pubblico esisteva anche una giuria di addetti ai lavori che ha assegnato due riconoscimenti. La giuria presieduta da Jonathan Nossiter (regista) e composta da Francesca Calvelli (montatrice), Cristiana Capotondi (attrice), Valerio Mastandrea (regista, attore, produttore) e Sydney Sibilia (regista) ha assegnato il Premio TAODUE Camera d'Oro alla migliore opera prima ad Andrea Di Stefano regista di Escobar: Paradise Lost (Gala), film dedicato alla figura del più potente e pericolso trafficante di cocaina della storia, interpretato da Benicio Del Toro. Un riconoscimento anche a Laura Hastings-Smith produttore di X+Y di Morgan Matthews (Alice nella città) e una menzione speciale per Last Summer di Lorenzo Guerra Seràgnoli (Prospettive Italia). Tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) hanno concorso all'assegnazione di questo riconoscimento.
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Il premio DOC/IT al miglior documentario italiano è stato assegnato a Largo Baracche di Gaetano Di Vaio (Prospettive Italia) mentre una menzione speciale è andata a Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni (Prospettive Italia). La giuria era presieduta da Federico Schiavi (produttore) e composta da Valeria Adilardi (produttrice), Mario Balsamo (regista), Ilaria De Laurentiis (montatrice) e Paolo Petrucci (regista e montatore).
Tra i premi collaterali il premio L. A. R. A. (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) al miglior interprete italiano è andato a Marco Marzocca per il film Buoni a nulla di Gianni Di Gregorio, menzione speciale a Silvia D'Amico per il film Fino a qui tutto bene di Roan Johnson. Il Premio Farfalla d'Oro Agiscuola è andato a Gone girl di David Fincher; 'The Signis Award - Ente dello Spettacolo' è andato ex aequo a Fino a qui tutto bene di Roan Johnson e Wir sind jung. Wir sind stark. / We are young. We are strong di Burhan Qurbani; menzione speciale per Biagio di Pasquale Scimeca. Il premio A.I.C. per la migliore fotografia è andato a Luis David Sansans per Escobar: Paradise Lost di Andrea Di Stefano; il premio A.M.C. al miglior montaggio a Julia Karg per Wir sind jung. Wir sind stark. / We are young. We are strong; premio al miglior suono - A.I.T.S. A 'Last Summer' di Leonardo Guerra Seragnoli. Due i premi 'La Chioma di Berenice' al miglior truccatore e al miglior acconciatore vano rispettivamente a Simona Castaldi e a Fabio Lucchetti per Soap Opera di Alessandro Genovesi. Il premio Akai International Film Fest va a Fino a qui tutto bene di Roan Johnson; il Green Movie Award va a Biagio di Pasquale Scimeca, che vince anche il premio di critica sociale 'Sorriso diverso Roma 2014'. Il premio al miglior film straniero va a Wir sind jung. Wir sind stark. / We are young. We are strong.
Se non ti colpisce, non so cosa possa scuoterti"" class="lazyload" width="70" height="70">