Ozpetek torna in Turchia: "A Istanbul tra ricordi, nostalgia e luoghi negati"
Arianna Finos
Il regista è tornato a girare nel suo paese natale. 'Rosso Istanbul' è ispirato al suo libro autobiografico: "Girando in un luogo ne assorbi l'atmosfera, c'è un filo conduttore che attraversa il film"
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Con 'Rosso Istanbul', Ozpetek torna nella sua Turchia
Ferzan Ozpetek: "In un film il ritorno alla mia Istanbul"
Nei mesi scorsi in Turchia sono successi molti eventi, da Gezi Park al fallito golpe, agli attentati. “Innanzitutto nel film ci sarà la data del 13 maggio, quando sono iniziate le riprese e prima di tanti eventi. E poi i miei riferimenti non sono mai diretti, sono più rimandi. Certo girando in un luogo ne assorbi l'atmosfera, c'è un filo conduttore che attraversa il film. Non potevo non mettere le madri del sabato, che si riuniscono con le foto dei figli scomparsi. Ma in certi luoghi non si poteva girare. E anche alcuni posti scelti per le riprese abbiamo dovuto cambiarli “è pericoloso”, ci dicevano”. Ferzan Ozpetek sul set Anche Istanbul città-cantiere è diventata personaggio del film e i rumori della città sono diventati il tema musicale. “E' il mio primo film che non è pieno di musica. In questo caso ho cambiato perché la città è piena di rumori pazzeschi. Giuliano Taviani ha fatto musiche stupende, ma le ho tolto molte musiche perché c'è una città che non puoi non far sentire. Per diciotto giorni i tecnici hanno registrato i rumori, creando una colonna sonora dei rumori dei luoghi del film”.