'The italian jobs', storia "d'amore" fra l'Italia e la Paramount
Da 'Ben Hur' a 'Zoolander 2' passando per 'Vacanze romane', 'Il Padrino parte II' e 'Il Padrino parte III', 'Le notti di Cabiria', 'Il conformista', 'Mission Impossible'. Solo per citare una piccolissima parte dei titoli che segnano il sodalizio fra Paramount e l'Italia. È proprio grazie a Paramount Pictures, e a due executive italoamericani, Pilade Levi e Luigi Luraschi, arrivati nel nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale, se il cinema italiano d'autore e molto cinema americano hanno trovato un approdo nel nostro Paese. Lo racconta 'The Italian Jobs: Paramount Pictures e l'Italia', il documentario di Marco Spagnoli già presentato a settembre alla Mostra del cinema di Venezia e ora, in versione definitiva, alla Festa del cinema di Roma. La voce narrante di Adriano Giannini ripercorre il rappporto che lega la Paramount Pictures, una delle più importanti case cinematografiche degli Stati Uniti, all'Italia, prima e dopo la Seconda guerra mondiale. Immagini di repertorio - molte inedite - e testimonianze di protagonisti dell'industria cinematografica italiana (Enrico Lucherini, Felice Laudadio, Roberto Faenza, Tonino Pinto, Claudio Masenza e molti altri) il documentario ricostruisce un pezzo consistente della storia del cinema. L'Italia è sempre stata, in termini produttivi, una delle mete privilegiate delle produzioni Paramount: fu proprio la major la prima, nel 1937, a mettere sotto contratto un'attrice italiana, Isa Miranda, a consentire a Anna Magnani di vincere il primo Oscar italiano - con 'La rosa tatuata' - e a scritturare attrici come Sophia Loren e Virna Lisi.