'C'est la vie - prendila come viene', il trailer in anteprima
Il wedding movie, il film incentrato sulle nozze, è un genere cinematografico ben decodificato, nella variante poi della commedia vanta capolavori come l'inglese Quattro matrimoni e un funerale e l'americano Il matrimonio del mio migliore amico degli anni Novanta. Un genere che ha creato un sottogenere dedicato unicamente alla festa di addio al nubilato o celibato (i vari Notte da leoni, Wedding Party, Le amiche della sposa).
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Il "wedding movie" è un genere ben codificato nella commedia americana, l'elenco dei film ambientati durante le nozze è sterminato e vanta anche dei titoli cult come l'inglese 'Quattro matrimoni e un funerale' e 'Il matrimonio del mio migliore amico' con Julia Roberts, Cameron Diaz e Rupert Everett. Ma anche i francesi amano il topoi della festa di matrimonio e ora i registi di 'Quasi amici', Erik Toledano e Olivier Nakache, ne danno la loro versione con 'C'est la vie - Prendila come viene' in anteprima alla Festa e in sala dal 30 novembre
I due registi francesi però qui ne danno la loro personale interpretazione, concentrandosi non tanto su quelli che solitamente sono i protagonisti di un matrimonio, gli sposi, ma su tutti gli altri, quelli che vivono l'evento dietro le quinte. C'est la vie infatti racconta cosa accade in una lunga giornata che culminerà con la grande festa che Max, organizzatore di matrimoni da prima che inventassero i wedding planner (Jean-Pierre Bacri), e il suo team stanno allestendo in un grande castello fuori Parigi.
"Ci piaceva raccontare questa storia dal punto di vista di un piccolo padrone - dice Toledano a Roma insieme all'attrice Eye Haidara - solitamente ci si occupa degli operai o di altri tipi di lavoratori, invece noi volevamo raccontare quest'uomo che ha messo in piedi una piccola azienda familiare con suo cognato e deve affrontare tante problematiche. Ci siamo rifatti a una sorta di realismo poetico ispirato alla commedia italiana anni Sessanta con cui siamo cresciuti, quella di Dino Risi, Ettore Scola. Quasi amici è stato influenzato tanto da Profumo di donna, un tipo di cinema che aveva il valore di parlare della società con amore e ironia, questi sono gli ingredienti cui noi ci siamo affidati per fare la nostra commedia".
Un film corale che mette in luce la dimensione collettiva di un matrimonio che poi è anche un po' quello che accade su un set. "È vero sembra in qualche modo uno specchio del mondo del cinema, perché anche qui raccontiamo un dietro le quinte di uno spettacolo - ammette il regista - Fare un film che racconta un set cinematografici dopo Truffaut e il suo Effetto notte penso che sia difficile, ma ci interessava tornare a mostrare le mani e le braccia che realizzano una festa così". E così il film si concentra sui camerieri, i musicisti, il cuoco e la sua brigata, tutti ingranaggi di questa grande macchina che è anche la metafora per la società. "Il film parla di come sia possibile, e necessario, conservare lo spirito della festa quando tutto va storto - dice Toledano - È quello che vorremmo succedesse anche in Europa, dove le cose non vanno troppo bene, ma come dice Bacri nel film dobbiamo adattarci".
La commedia, divertente e anche poetica, è secondo il regista uno specchio della società francese di oggi: "Una società multiculturale ma in qualche modo ripiegata su se stessa. Bisogna superare gli ostacoli che ci troviamo di fronte ed esistono due modi per farlo: o si arriva insieme, oppure ognuno per conto proprio. La commedia, e sono contento di dirlo in Italia, lo dice in modo ancor più efficace rispetto a film più seri".