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Festa di Roma, Vanessa Redgrave: "Il mio film sui profughi, perché i bambini muoiono, muoiono, muoiono"

L'attrice inglese debutta dietro la macchina da presa con 'Sea Sorrow', un film che racconta i migranti di oggi e la sua storia di bambina sfollata da Londra durante la seconda guerra mondiale
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Onesto e diretto, pieno di passione, cultura e sensibilità. Il documentario dal titolo shakespeariano Sea Sorrow, il dolore del mare, film che segna il debutto alla regia di Vanessa Redgrave è una nuova, personalissima testimonianza sull'oggi e sulla situazione dei profughi con il valore aggiunto di un profondo legame storico, artistico e familiare dell'attrice e attivista ottantenne. Perché ho fatto questo documentario? Risponde con forza la signora del cinema che ha accompagnato Sea Sorrow alla Festa di Roma “Perché i bambini profughi muoiono, muoiono, muoiono”.
Il titolo del film (in Italia si vedrà nella primavera 2018 con Ufficine Ubu) è una citazione della Tempesta di Shakespeare: quando Prospero racconta a Miranda la storia del loro "dolore marino" e come sono stati esiliati in un'isola remota, lontana da Milano, l'ex sede del suo potere e della sua prospe…
Onesto e diretto, pieno di passione, cultura e sensibilità. Il documentario dal titolo shakespeariano Sea Sorrow, il dolore del mare, film che segna il debutto alla regia di Vanessa Redgrave è una nuova, personalissima testimonianza sull'oggi e sulla situazione dei profughi con il valore aggiunto di un profondo legame storico, artistico e familiare dell'attrice e attivista ottantenne. Perché ho fatto questo documentario? Risponde con forza la signora del cinema che ha accompagnato Sea Sorrow alla Festa di Roma “Perché i bambini profughi muoiono, muoiono, muoiono”.
Il titolo del film (in Italia si vedrà nella primavera 2018 con Ufficine Ubu) è una citazione della Tempesta di Shakespeare: quando Prospero racconta a Miranda la storia del loro "dolore marino" e come sono stati esiliati in un'isola remota, lontana da Milano, l'ex sede del suo potere e della sua prosperità. Redgrave mette in scena una breve, potente lettura drammatica della scena, con Prospero interpretato da Ralph Fiennes. Sono rifugiati, a modo loro: persone come noi, europei bianchi ai quali siamo naturalmente invitati ad estendere la simpatia e la stima. Il film, prodotto dal figlio di Vanessa (e Franco Nero) Carlo Nero, è stato girato in Grecia, Libano, Italia, Calais e Londra: l'attrice in prima persona si mette sulle tracce della storia passata, evocando pagine personalissime. Quando, a due anni, l'attrice dovette fuggire da Londra allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e quando, studentessa, fece volontariato in aiuto dei rifugiati ungheresi, fino al viaggio in Libano per incontrare un bimbo palestinese di tre anni in un campo di rifugiati.
 

Vanessa Redgrave: "Tra me bambina sotto le bombe e i rifugiati di oggi"


Racconta l'attrice: “Questo film è stata una vera e propria esplorazione... Con mio figlio, che è anche il produttore, abbiamo cercato, cercato e poi cercato ancora... Non avevamo un progetto definito. Io avevo il mio spirito, i miei 80 anni, i miei ricordi di bambina durante la Guerra. Non sapevo se avrei usato i miei ricordi per questo film. Pensavo a quelli che stanno morendo oggi. E ho pensato soprattutto a quelli che stanno facendo di tutto per sopravvivere. A quel punto ho capito che grazie alla mia storia, raccontando la mia vicenda durante la Guerra,  avrei potuto raccontare meglio, con le parole, ma  anche senza parole, quello che volevo assolutamente raccontare. Era importante mostrare i piccoli palestinesi, che sono alla terza o quarta generazione vissuta da profughi. Ma ogni bambino vale lo stesso sforzo, hanno tutti bisogno di protezione. Penso soprattutto ai bambini perchè sono il nostro futuro, il futuro di tutti... Viviamo tutti nello stesso pianeta, non siamo su Marte, i diritti umani valgono per tutti, senza alcuna eccezione. Nazione, fede, gender, sono diritti di tutti. In senso laico possiamo dire che basta fare il meglio che si può per aiutare gli altri. Parlo di dare aiuto, riparo, educazione, cure sanitarie ai profughi che arrivano in Europa".
 
Ci sono poi le testimonianze di Lord Alf Dubs, laburista, che ripercorre la sua fuga dai nazisti, l'attività a Londra come rifugiato dalla Cecoslovacchia con l'operazione kindertrasport e il suo impegno per i ragazzini rifugiati perché ottengano in Inghilterra la protezione di cui hanno diritto: "Ci sono molto giovani - spiega Vanessa Regrave - che arrivano senza famiglia in Italia, come in Grecia, e non hanno nessuna speranza di trovare casa. Per questo Lord Dubs ha fatto e continua a fare in modo che il nostro governo possa accettare i giovani che hanno meno di 18 anni. L'Unione Europea ha proibito nel marzo del 2016 di accettare i giovani minori senza parenti, ma questo è un atto illegale. La legge internazionale rende obbligatoria l'accoglienza, dovremmo portare questi governi in tribunale. Il fatto è che ormai i governi stanno diventando dei mostri e questo è il vero pericolo in cui siamo tutti". Sottoinea, più volte, il non riconoscimento da parte dei paesi europei del diritto reale, sancito sia dal Diritto Internazionale come dalla legge Europea, al ricongiungimento dei minori migranti soli con i propri parenti. "Stiamo vivendo un periodo terribile in cui c'è un grande disprezzo della gente verso i profughi. Ma quello che io non riesco proprio a capire come i politici, di qualsiasi area di provenienza, non sostengano i diritti dei migranti minorenni". "Non solo i politici agiscono secondo i loro doveri, ma fanno di tutto per mettere in piedi nuove leggi che impediscano di poter intervenire con una legislazione attenta a queste cose". Sul ruolo dell'Italia in questa situazione: “Non esiste un luogo chiamato Italia. C'è un governo italiano, c'è un popolo italiano, ma cosa sia l'Italia oggi nessuno lo sa davvero. La maggior parte degli italiani sono persone umane, ma quello che conta è quello che fa il governo".