VENEZIA - Il caso era destinato a esplodere. E infatti, puntualmente, è scoppiato: il primo vero red carpet di questa Mostra numero 68 non vede sfilare né George Clooney, né Madonna, né uno dei tanti grandi autori che partecipano alla kermesse. Perché per la cosiddetta pre-apertura del Festival Marco Muller ha scelto "Box Office 3D", film parodia dei blockbuster americani firmato da Ezio Greggio. Un po' come se il primo film di Cannes fosse "Scary Movie". Comunque la si pensi, una presenza a dir poco insolita, anche per la sua collocazione solenne: è proprio con questa pellicola che viene inaugurata ufficialmente la Sala Grande restaurata. Tornata al suo look vintage degli anni Trenta e Quaranta.
Di fronte a tanto onore, ma anche alla perplessità che coinvolgono anche i meno snob tra gli osservatori, Greggio - sbarcato al Lido col suo cast: Maurizio Mattioli, Antonello Fassari, Biagio Izzo, Anna Falchi, Enzo Salvi, Giorgia Wurth - sceglie di prenderla con filosofia: "E' un film per famiglia, non c'è traccia di volgarità e chi ama il cinema spiritoso non sarà deluso. Io sono onorato di entrare dalla porta principale. Non ho avuto raccomandazioni politiche (in quanto volto di punta delle tv Mediaset, ndr) come è stato scritto, il film è prodotto da me e da Guglielmo Marchetti, siamo due indipendenti senza sponsor alle spalle". E ancora: "Per il mio nome e per la mia carriera non ho bisogno di cercare raccomandazioni, mi scandalizzerei io per primo se la cercassi. Se sono qui è perché credo di aver fatto un bel film, che ha divertito il direttore Marco Muller. Il posto a Venezia? Credo sia sulla scia del grande rinnovato successo della commedia all'italiana, non ci vedo nessuna anomalia".
E a dargli ragione, secondo Greggio, sono "gli applausi che ci sono stati al termine della proiezione in Sala Grande". Il regista ne parla poco dopo, quando lui e i suoi colleghi in questa avventura - tra cui spicca una Anna Falchi di rosso vestita - festeggiano il risultato sulla terrazza di Palazzo del Cinema. E' qui che il regista non solo difende la sua creatura, e l'opportunità di averle dato una vetrina qui alla Mostra. Ma sostiene anche l'importanza dell'operazione Box Office: "Negli Stati Uniti realizzano quaranta remake l'anno, e quasi tutti non sono un granché: io, col mio cast tutto italiano, li ho voluti prendere in giro, col modo di scherzare tipico del nostro Paese". Questo il punto di vista dell'autore. E poi, naturalmente, ci sono i critici: a guardare la loro faccia a fine pellicola, per alcuni deve essere stata dura...
Di fronte a tanto onore, ma anche alla perplessità che coinvolgono anche i meno snob tra gli osservatori, Greggio - sbarcato al Lido col suo cast: Maurizio Mattioli, Antonello Fassari, Biagio Izzo, Anna Falchi, Enzo Salvi, Giorgia Wurth - sceglie di prenderla con filosofia: "E' un film per famiglia, non c'è traccia di volgarità e chi ama il cinema spiritoso non sarà deluso. Io sono onorato di entrare dalla porta principale. Non ho avuto raccomandazioni politiche (in quanto volto di punta delle tv Mediaset, ndr) come è stato scritto, il film è prodotto da me e da Guglielmo Marchetti, siamo due indipendenti senza sponsor alle spalle". E ancora: "Per il mio nome e per la mia carriera non ho bisogno di cercare raccomandazioni, mi scandalizzerei io per primo se la cercassi. Se sono qui è perché credo di aver fatto un bel film, che ha divertito il direttore Marco Muller. Il posto a Venezia? Credo sia sulla scia del grande rinnovato successo della commedia all'italiana, non ci vedo nessuna anomalia".
E a dargli ragione, secondo Greggio, sono "gli applausi che ci sono stati al termine della proiezione in Sala Grande". Il regista ne parla poco dopo, quando lui e i suoi colleghi in questa avventura - tra cui spicca una Anna Falchi di rosso vestita - festeggiano il risultato sulla terrazza di Palazzo del Cinema. E' qui che il regista non solo difende la sua creatura, e l'opportunità di averle dato una vetrina qui alla Mostra. Ma sostiene anche l'importanza dell'operazione Box Office: "Negli Stati Uniti realizzano quaranta remake l'anno, e quasi tutti non sono un granché: io, col mio cast tutto italiano, li ho voluti prendere in giro, col modo di scherzare tipico del nostro Paese". Questo il punto di vista dell'autore. E poi, naturalmente, ci sono i critici: a guardare la loro faccia a fine pellicola, per alcuni deve essere stata dura...