2011

IL PROTAGONISTA

Il miglior Clooney, impegnato e senza gossip
"Racconto, con cinismo, il vendersi l'anima"

La Mostra ai piedi del superdivo: la sua pellicola "Le Idi di marzo" accolta da grandi applausi. Ma lui ribadisce che in politica non scenderà mai: "Voglio raccontare storie, non far male alla gente". E sul film: "Per me è molto personale"

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VENEZIA - "Un presidente può scatenare una guerra, mentire, imbrogliare, portare alla bancarotta il suo Paese. C''è un'unica cosa che non può fare: scoparsi una stagista....". La battuta è tratta da Le Idi di marzo, pellicola bella, tesa, appassionante che porta qui al Lido, nella giornata di apertura di Mostra, il superdivo George Clooney. Per lui applausi convinti al termine della proiezione della mattina per addetti ai lavori, e ovazione in conferenza stampa: "Il mio non è un film politico - spiega - ma un'opera alla Wall Street: sei disposto a vendere l'anima, per ottenere un risultato". E quanto a una sua discesa in campo, ancora una volta nega qualsiasi interesse: "A me piace raccontare storie, non prendere una decisione sbagliata che magari costa la vita a centinaia di migliaia di persone. Non voglio fare del male a nessuno. E poi, di questi tempi, decidere di voler governare è da matti...".

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Insomma, un ritorno del George migliore: di nuovo single dopo la rottura con Elisabetta Canalis, bellissimo e rilassato nel suo completo grigio con camicia a righe, porta in Laguna una pellicola di grande impegno civile. In cui alla fine non si salva nessuno: a cominciare dal governatore idealista e liberal (interpretato dallo stesso Clooney) di cui seguiamo la campagna per le primarie; e nemmeno il suo addetto stampa (Ryan Gosling, quasi un clone di lui più giovane), affascinante e intelligentissimo, anche lui in apparenza onesto. Ma tutto cambia nel corso di una serie di vicende che vedono coinvolto il suo capo (Philip Seymour Hoffman), il capo del candidato democratico avversario (Paul Giamatti). E soprattutto una stagista ventenne (Evan Rachel Wood)... Ecco come il suo autore risponde ai cronisti.

Quanto è personale questo film?
"Non tutte le pellicole che ho interpretato lo sono allo stesso modo. Certo, questa, oppure Good night and good luck o Michael Clayton sono opere di cui sono orgoglioso. Alle Idi di marzo ho lavorato molto: quasi cinque anni".

Doveva girarlo ai tempi dell'elezione di Barack Obama...
"Sì, eravamo in preproduzione nel 2007. Ma poi c'è stato il voto, che ha portato grande entusiasmo. La nostra storia, invece, è molto cinica: non ci sembrava il momento giusto. Adesso invece sì".

Quindi in questa fase prevale il cinismo?
"E' un periodo in cui è molto difficile governare, e in effetti il cinismo prevale sull'idealismo. Ma io resto ottimista: credo (o almeno spero) che tra poco le cose cambieranno".

Il titolo, Le Idi di marzo, suggerisce che certi meccanismi non mutano mai.
"E' vero, dai tempi di Giulio Cesare, così come in quelli di Shakespeare. Forse questa è la dimostrazione della nostra mancanza, come esseri umani".

Quali sono state le sue fonti di ispirazione?
"Sono cresciuto con la cultura del grandi film impegnati degli anni Settanta. Mi piacciono, e voglio fare, film che pongono più domande che risposte, che suscitano dibattito".

Il film parla anche di seduzione, e di compromesso.
"La politica è molto seducente: c'è la ricchezza, c'è il potere. Questa è una grande parte della storia che volevo raccontare. I compromessi ci sono ogni giorno, anche nel cinema, per un attore come me: la differenza è che io cn le mie decisioni non influenzo la vita della gente, non è questione di vita e di morte. Per questo non voglio fare politica: e poi un buon posto di lavoro ce l'ho già...".

Lo scandalo sessuale al centro della vicenda è molto verosimile. Cosa ne pensa invece del caso Strauss-Kahn?
"Diciamo che ogni Paese ha il suo scandalo di questo tipo: anche per questo il film è adatto a un pubblico internazionale. Quanto a episodi concreti, come quello di Strauss-Kahn, preferisco non commentare".

Continuerà a dirigere film?
"La regia mi piace molto, e mi è piaciuto dirigere me stesso. La regia ha in sé qualcosa di molto creativo che mi affascina".

Il tempo è scaduto, la conferenza stampa termina. Ma dopo questo primo bagno di folla, Clooney riappare in pubblico questa sera: star assoluta della passerella della cerimonia inaugurale. I primi fan sono in attesa, ai bordi del tappeto rosso, già da metà mattina.