IL Lido di Venezia tra luci rosse, sangue e polemiche annunciate. Anche quest'anno la Mostra veneziana non lesinerà titoli caldi, destinati a colpire l'immaginario degli spettatori ma anche a far discutere. E, almeno a leggere il programma sulla carta, la kermesse veneziana è destinata a surriscaldarsi soprattutto attorno a tre temi classici come il sesso, la morte e e l'ossessione religiosa.
Al primo filone appartiene Spring Breakers del regista indipendente statunitense Harmony Korine, film in teoria a più alto livello di trasgressione soprattutto perché vede tre teen-idols, nonché reginette del mondo Disney - Vanessa Hudgens, Selena Gomez, Ashley Benson, insieme all'attrice di Glee Heather Morris - costantemente ubriache, drogate e coinvolte in orgie. Nel film le quattro ragazze, annoiandosi a morte nella loro scuola nel Kentucky, decidono di rapinare un ristorante per potersi pagare le vacanze di primavera in Florida. Finiscono in prigione. Ma là incontrano il rapper e pusher James Franco che le farà uscire pretendendo del lavoro sporco in cambio. Il tutto è filmato volutamente in modo ultratrash per parodiare in modo surreale gli i cosiddetti springbreak (la settimana di vacanza che tradizionalmente alcuni studenti americani hanno a inizio primavera) della Florida degli anni '80, con le ragazze sempre in hot pants, bikini e magliette sexy, spesso impegnate in scene omosex.
C'è poi Passion di Brian De Palma, che è dichiaratamente un thriller erotico. Protagoniste due donne (Noomi Rapace e Rachel McAdams) che intessono una relazione molto particolare, con forti connotati morbosi: Christine, irreprensibile e cinica donna d'affari, e la sua diretta assistente, la dolce - e apparentemente innocua - Isabelle. Conoscendo lo stile del regista, suspence ed erotismo più o meno patinato non mancheranno.
Scene di sesso lesbo, più cannibalismo, anche nel film di chiusura della Settimana della critica, Kiss of damned della figlia d'arte Alexandra Cassavetes. Di scena due scatenate vampire sorelle-gemelle, Djuna (Anna Mouglalis) e Mimi (Roxane Mesquida) pronte ad amarsi e sbranarsi. E scandalo ci sarà anche per The Weight del coreano Jeon Kyu-hwan (Giornate degli Autori). Gli elementi ci sono tutti. Il protagonista Jung è un gobbo che lavora nell'obitorio, con il compito di ricomporre i cadaveri. Li pulisce, li veste e i cadaveri diventano suoi "amici" e modelli per la sua immaginazione.
Non solo sesso, per far discutere dentro e fuori le sale cinematografiche della Mostra. Per gli inevitabili punti in comune con le vicende di Scientology (per quanto negati dalla produzione e dal protagonista Philip Seymour Hoffman) farà parlare di sé anche The Master, l'attesissimo film di Paul Thomas Anderson sulla storia controversa della nascita di una setta religiosa con un cast d'eccezione: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman e Amy Adams. Controversa anche l'opera del regista austriaco Ulrich Seidl (che già fece scandalo a Venezia con Canicola nel 2001) dedicata al tema del fondamentalismo religioso. Dopo la sua opera precedente Paradise Love, sul turismo sessuale in Kenya di una cinquantenne austriaca, Paradise Faith - in concorso al Lido - racconta invece la storia di una missionaria in cerca dell'amore divino. Anna Maria è una cattolica convinta. Devota di Gesù Cristo e del suo esempio dedica le sue vacanze a un singolare pellegrinaggio. Nella speranza che tutta l'Austria possa essere ricondotta verso sentieri più virtuosi, Anna Maria tutti i giorni va di casa in casa con una delle sue statuette da 40 centimetri raffiguranti la Vergine Maria in modo che tutti possano adorarla.
Di fantatismo religioso ma in chiave politica si occupa anche Mira Nair nel film d'apertura (fuori concorso) The Reluctant Fondamentalist. Ma il film destinato maggiormente a dividere critici e opinione pubblica sarà sicuramente Bella addormentata di Marco Bellocchio (in competizione) che offre una riflessione sull'eutanasia, sulla vita e sulla speranza, prendendo spunto dall'eco mediatica avuta in Italia dal caso di Eluana Englaro. La polemica è garantita, in un'Italia che sui temi dei diritti civili e del rapporto con la Chiesa cattolica è ancora profondamente divisa.
Al primo filone appartiene Spring Breakers del regista indipendente statunitense Harmony Korine, film in teoria a più alto livello di trasgressione soprattutto perché vede tre teen-idols, nonché reginette del mondo Disney - Vanessa Hudgens, Selena Gomez, Ashley Benson, insieme all'attrice di Glee Heather Morris - costantemente ubriache, drogate e coinvolte in orgie. Nel film le quattro ragazze, annoiandosi a morte nella loro scuola nel Kentucky, decidono di rapinare un ristorante per potersi pagare le vacanze di primavera in Florida. Finiscono in prigione. Ma là incontrano il rapper e pusher James Franco che le farà uscire pretendendo del lavoro sporco in cambio. Il tutto è filmato volutamente in modo ultratrash per parodiare in modo surreale gli i cosiddetti springbreak (la settimana di vacanza che tradizionalmente alcuni studenti americani hanno a inizio primavera) della Florida degli anni '80, con le ragazze sempre in hot pants, bikini e magliette sexy, spesso impegnate in scene omosex.
C'è poi Passion di Brian De Palma, che è dichiaratamente un thriller erotico. Protagoniste due donne (Noomi Rapace e Rachel McAdams) che intessono una relazione molto particolare, con forti connotati morbosi: Christine, irreprensibile e cinica donna d'affari, e la sua diretta assistente, la dolce - e apparentemente innocua - Isabelle. Conoscendo lo stile del regista, suspence ed erotismo più o meno patinato non mancheranno.
Scene di sesso lesbo, più cannibalismo, anche nel film di chiusura della Settimana della critica, Kiss of damned della figlia d'arte Alexandra Cassavetes. Di scena due scatenate vampire sorelle-gemelle, Djuna (Anna Mouglalis) e Mimi (Roxane Mesquida) pronte ad amarsi e sbranarsi. E scandalo ci sarà anche per The Weight del coreano Jeon Kyu-hwan (Giornate degli Autori). Gli elementi ci sono tutti. Il protagonista Jung è un gobbo che lavora nell'obitorio, con il compito di ricomporre i cadaveri. Li pulisce, li veste e i cadaveri diventano suoi "amici" e modelli per la sua immaginazione.
Non solo sesso, per far discutere dentro e fuori le sale cinematografiche della Mostra. Per gli inevitabili punti in comune con le vicende di Scientology (per quanto negati dalla produzione e dal protagonista Philip Seymour Hoffman) farà parlare di sé anche The Master, l'attesissimo film di Paul Thomas Anderson sulla storia controversa della nascita di una setta religiosa con un cast d'eccezione: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman e Amy Adams. Controversa anche l'opera del regista austriaco Ulrich Seidl (che già fece scandalo a Venezia con Canicola nel 2001) dedicata al tema del fondamentalismo religioso. Dopo la sua opera precedente Paradise Love, sul turismo sessuale in Kenya di una cinquantenne austriaca, Paradise Faith - in concorso al Lido - racconta invece la storia di una missionaria in cerca dell'amore divino. Anna Maria è una cattolica convinta. Devota di Gesù Cristo e del suo esempio dedica le sue vacanze a un singolare pellegrinaggio. Nella speranza che tutta l'Austria possa essere ricondotta verso sentieri più virtuosi, Anna Maria tutti i giorni va di casa in casa con una delle sue statuette da 40 centimetri raffiguranti la Vergine Maria in modo che tutti possano adorarla.
Di fantatismo religioso ma in chiave politica si occupa anche Mira Nair nel film d'apertura (fuori concorso) The Reluctant Fondamentalist. Ma il film destinato maggiormente a dividere critici e opinione pubblica sarà sicuramente Bella addormentata di Marco Bellocchio (in competizione) che offre una riflessione sull'eutanasia, sulla vita e sulla speranza, prendendo spunto dall'eco mediatica avuta in Italia dal caso di Eluana Englaro. La polemica è garantita, in un'Italia che sui temi dei diritti civili e del rapporto con la Chiesa cattolica è ancora profondamente divisa.