Venezia 2012

LA GUIDA

Snella, giovane e molto indie
Così la Mostra cambia pelle

A ridosso dell'inaugurazione del 28 sera, itinerario ragionato fra tendenze, generi e personaggi di questa edizione numero 69. Divi giovani sì, superstar veterane no. Con una eccezione: il "debuttante" Robert Redford

3 minuti di lettura
LA BUONA notizia è che la Mostra di Venezia numero 69, pronta ad aprire  il 28 agosto per concludersi l'8 settembre, sarà davvero - dopo anni di annunci mai rispettati - una kermesse snella: meno film in cartellone, molte meno pellicole italiane. E con le tre tre opere nostrane in concorso - E' stato il figlio di Daniele Ciprì, La Bella addormentata di Marco Bellocchio, Un giorno speciale di Francesca Comencini - che garantiscono assoluta qualità. La cattiva notizia è che stavolta, al Lido, mancherà quel brivido divistico provato, tanto per fare un paragone, nell'edizione 2011: non ci saranno una Madonna o un George Clooney, un Johnny Depp o un duo Brangelina a tenere spasmodicamente alta l'attenzione mediatica. Interessante ma non foltissima pure la pattuglia dei grandi autori, dei maestri del cinema: anche se la presenza in cartellone del solo Terrence Malick vale un intero festival.

E allora, a ridosso dell'avvio - cerimonia di inaugurazione mercoledì alle 19, condotta dalla madrina Kasia Smutniak, e apertura con The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair - ecco una guida al meglio (almeno sulla carta) offerto dalla manifestazione diretta da Alberto Barbera. Cinque filoni da tenere d'occhio.

I giovani. Non è solo più snella, la Mostra: è anche meno attempata. E infatti gli unici veri divi che solcheranno il red carpet sono tutti idoli degli adolscenti: Selena Gomez e Vanessa Hudgens per Spring Breakers di Harnomy Korine (in concorso), Zac Efron con At Any Price di Ramin Bahrani. Non c'è solo Hollywood: i giovani attori francesi Clèment Mètayer e Lola Creton sono i protagonisti di Apre's mai di Olivier Assayas, evocazione di un '68 semi-autobiografico attraverso le vicende di un giovane diviso tra il coinvolgimento politico e la voglia di fare cinema. Tra gli italiani, da segnalare Un giorno speciale di Francesca Comencini. I protagonisti sono Filippo Scicchitano (già applaudito l'anno scorso per il suo debutto in Scialla!) e la debuttante Giulia Valentini, in una storia che si svolge nell'arco della loro prima giornata di lavoro. In Orizzonti, il film del regista sardo Salvatore Mereu, Bellas mariposas, tratto dal libro omonimo di Sergio Atzeni, narra la storia di due ragazzine, interpretate da Sara Podda e Maya Mulas, che si rapportano con le insidie di una vita marginale ambientata in un quartiere popolare di Cagliari.

Le "prime volte". Alla veneranda età di 75 anni, un divo sempre amatissimo e un regista interessante come Robert Redford fa il suo debutto alla Mostra, al seguito del suo The Company You Keep (fuori concorso). Oltre a dirigerlo lo interpreta, nei anni di un vecchio militante del movimento radicale di ispirazione comunista e rivoluzionaria Weather Underground, che infiammò l'America a cavallo degli anni Sessanta-Settanta. Tra gli altri interpreti c'è Shia LaBeouf. Debutto in Laguna anche per Susanne Bier con Den Skaldede Frisør (in concorso), con Pierce Brosnan: la cineasta, premio Oscar per In un mondo migliore, stavolta si dedica a una commedia romantica, girata in gran parte a Sorrento. Prima volta per Daniele Ciprì senza Franco Maresco in concorso con E' stato il figlio, protagonista Toni Servillo che vedremo anche nella Bella addormentata. Ma di un attore come lui non ci si stanca mai.

L'America indie. Non è per nulla hollywoodiano il cinema statunitense pronto a sbarcare al Lido. Oltre ai già citati Spring Breakers e At any price, il più atteso è sicuramente The Master, il film che Paul Thomas Anderson ha scritto ispirandosi in qualche modo alla figura del fondatore di Scientology, Ron Hubbard. Gli interpreti sono Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix. E sicuramente fuori dal circuito dai blockbuster si colloca l'ultima fatica di Terrence Malick, To the Wonder: interpretato da Ben Affleck, Rachel McAdams, Olga Kurylenko, racconta un triangolo d'amore a cavallo tra Europa e Oklahoma.

La musica. Ce ne è tanta in programma, in linea - va detto - con le ultime edizioni. Si comincia il 29 agosto con Enzo Avitabile Music Life, diretto dal premio Oscar (per Il silenzio degli innocenti) Jonathan Demme: un viaggio nel sound e nel mondo dell'artista napoletano. Ma l'opera più interessante (sempre fuori gara) è sicuramente Bad 25, che Spike Lee ha dedicato a Michael Jackson. Alle  Giornate degli autori ci sono poi Finestre rotte, grande protagonista Francesco De Gregori; e Kinshasa Kids di Marc-Henri Wajnberg, in cui l'incontro con un rapper salva alcuni bambini creduti stregoni e quindi abbandonati dalle famiglie.

Il mondo arabo. I fermenti che arrivano da lì sono uno dei punti forti di questa edizione. Grandissima curiosità la suscita Wadjda di Haifaa Al Mansour, primo lungometraggio girato da una donna in Arabia Saudita, di scena nella sezione Orizzonti. Si tratta anche del primo film girato interamente sul territorio del suo Paese, in cui - tra l'altro - non esistono sale cinematografiche. Protagonista una ragazza che sogna di avere una bicicletta, mezzo a lei proibito, e che fa di tutto per averla. Sempre in Orizzonti si parla invece di piazza Tahrir in Winter of discontent, diretto dal regista egiziano indipendente El Batout. Tre personaggi - Amr, un programmatore di personal computer, Farah, la sua fidanzata giornalista e Salah, un ufficiale della sicurezza - e il loro legame. Sullo sfondo la rivoluzione egiziana. C'è poi Yema, secondo lungometraggio della regista algerina Djamila Sahraoui: famiglia e terrorismo, negli anni più difficili del Paese. La rivolta tunisina vissuta al femminile viene raccontata con il documentario di Hinde Boujemaa, It Was Better Tomorrow, fuori concorso.