VENEZIA - La confessione sentimentale di Silvio Berlusconi arriva sul grande schermo mentre scorrono immagini di un'Italia in bianco e nero. Un monologo, il suo, che si affianca quelli di tre altri politici europei: il portoghese Passos Coelho, il francese Nicolas Sarkozy e la tedesca Angela Merkel. Sfoghi ironico-malinconici messi in scena dal regista portoghese Miguel Gomes in Redemption, redenzione, mediometraggio da 27 minuti presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia. "Tutti i testi sono frutto dell'immaginazione degli autori", si legge dopo il cartello finale che rivela l'identità dei personaggi. Il mediometraggio, che uscirà in sala con Istituto Luce-Cinecittà, è una coproduzione internazionale. Dice il regista: "Ho voluto che il film fosse intimista, quasi confessionale, composto di immagini d'archivio, molto in super8, con una dimensione anonima, privata, personale. E al contempo ho voluto che fosse il contrario di quel che ho appena detto".
La Rosabella del Citizen Berlusconi. Milano, 13 luglio 2011. Mentre scorrono immagini di Piazzale Loreto e Miracolo a Milano, Silvio esordisce: "Tutti a frugare nella mia biografia: giornalisti, poliziotti, buffoni. Ma sarete condannati al fallimento, uomini idioti e presuntuosi. Perché la verità profonda delle cose non viene alla luce attraverso inchieste giornalistiche o processi giudiziari basati su testimonianze false e pretenziose di gente che non sa nulla. Come si fa a saperla se, tolti tre o quattro compagni della quarta elementare, lì non c'era nessun altro?". Ecco quindi si svela la Rosabella del Citizen Berlusconi: il primo amore, dieci anni, capelli biondi e dita nel naso: Alessandra. "Erano le 11 di sera in un'area incolta nelle periferia di Milano. Ero davanti alla fabbrica e le gambe mi tremavano. Avevo dieci anni e tre pietre in mano: quegli imbecilli dei miei compagni mi insultano, convinti che mi tremassero le gambe perché non avevo le palle, ma credo che al giorno d'oggi nessuno contesterà che ci sono pochi italiani con le palle più grandi delle mie. Non avevo paura della polizia, né del guardiano grasso e ubriaco che sonnecchiava al suo posto. Ho lanciato le pietre gridando 'fuori i fascisti'. Dopo una settimana il proprietario ha venduto la fabbrica per due soldi e ha lasciato Milano per andarsene chissà dove, portandosi dietro moglie e la figlia Alessandra, il mio amore". E poi: "Sono un uomo vecchio, ho avuto una vita piena e per questo esposta alla calunnia e all'invidia degli altri. Ho molti amici e altrettanti nemici, ho amato più di mille donne e presumo che anche qualcuna di loro mi abbia amato. Sono fatti pubblici, ma chi crede di conoscere la mia storia non sa, non saprà mai quante volte mi sono svegliato in lacrime nel cuore della notte gridando il suo nome: Alessandra dove sei? Hai mai intuito fino a che punto ti amavo? Ti sei sposata, Alessandra? Hai avuto figli? Hai votato per me, Alessandra?".
L'insostenibile leggerezza di papà Sarkò. Parigi, 6 maggio 2012. Quella di Sarkozy è una lettera aperta alla figlia piccina, ambientata il giorno prima del verdetto che determinerà la sua uscita dalla scena politica. "Qualunque cosa tu diventerai da grande, ballerina o procuratore della Repubblica, campionessa olimpica di equitazione, è probable che tu non avrai mai un vero padre e se un giorno mi rinfaccerai queste parole io negherò. Anche allora ci saranno i segni delle mie inettitudini, il non saper cambiare una lampadina o decidere la cena. Oggi la Francia decide il mio futuro, domani sarò ancora tuo padre, pagherò le tue lezioni di danza e di equitazione, i corsi di legge. Quando cercherai le mie foto vecchie alle feste e non ricorderai una giornata insieme al parco, non ti arrabbiare, ricordati che è più tristere perdere quel che si aveva".
Merkel, passione Wagner. Germania, 3 settembre 1977. I turbamenti del cancelliere tedesco sono ambientati nel giorno delle nozze, mentre scorrono scene di sesso e di matrimoni, il padre rigido, gli ospiti illustri dell'università di Lipsia, la soddisfazione del partito e della chiesa luterana. Ma rimpiange, pur con vergogna, la felicità provata a un concerto di musica Wagner "e se quel fascista non tace con le sue melodie potrei chiedere il divorzio e tradire la rivoluzione socialista".
La Rosabella del Citizen Berlusconi. Milano, 13 luglio 2011. Mentre scorrono immagini di Piazzale Loreto e Miracolo a Milano, Silvio esordisce: "Tutti a frugare nella mia biografia: giornalisti, poliziotti, buffoni. Ma sarete condannati al fallimento, uomini idioti e presuntuosi. Perché la verità profonda delle cose non viene alla luce attraverso inchieste giornalistiche o processi giudiziari basati su testimonianze false e pretenziose di gente che non sa nulla. Come si fa a saperla se, tolti tre o quattro compagni della quarta elementare, lì non c'era nessun altro?". Ecco quindi si svela la Rosabella del Citizen Berlusconi: il primo amore, dieci anni, capelli biondi e dita nel naso: Alessandra. "Erano le 11 di sera in un'area incolta nelle periferia di Milano. Ero davanti alla fabbrica e le gambe mi tremavano. Avevo dieci anni e tre pietre in mano: quegli imbecilli dei miei compagni mi insultano, convinti che mi tremassero le gambe perché non avevo le palle, ma credo che al giorno d'oggi nessuno contesterà che ci sono pochi italiani con le palle più grandi delle mie. Non avevo paura della polizia, né del guardiano grasso e ubriaco che sonnecchiava al suo posto. Ho lanciato le pietre gridando 'fuori i fascisti'. Dopo una settimana il proprietario ha venduto la fabbrica per due soldi e ha lasciato Milano per andarsene chissà dove, portandosi dietro moglie e la figlia Alessandra, il mio amore". E poi: "Sono un uomo vecchio, ho avuto una vita piena e per questo esposta alla calunnia e all'invidia degli altri. Ho molti amici e altrettanti nemici, ho amato più di mille donne e presumo che anche qualcuna di loro mi abbia amato. Sono fatti pubblici, ma chi crede di conoscere la mia storia non sa, non saprà mai quante volte mi sono svegliato in lacrime nel cuore della notte gridando il suo nome: Alessandra dove sei? Hai mai intuito fino a che punto ti amavo? Ti sei sposata, Alessandra? Hai avuto figli? Hai votato per me, Alessandra?".
L'insostenibile leggerezza di papà Sarkò. Parigi, 6 maggio 2012. Quella di Sarkozy è una lettera aperta alla figlia piccina, ambientata il giorno prima del verdetto che determinerà la sua uscita dalla scena politica. "Qualunque cosa tu diventerai da grande, ballerina o procuratore della Repubblica, campionessa olimpica di equitazione, è probable che tu non avrai mai un vero padre e se un giorno mi rinfaccerai queste parole io negherò. Anche allora ci saranno i segni delle mie inettitudini, il non saper cambiare una lampadina o decidere la cena. Oggi la Francia decide il mio futuro, domani sarò ancora tuo padre, pagherò le tue lezioni di danza e di equitazione, i corsi di legge. Quando cercherai le mie foto vecchie alle feste e non ricorderai una giornata insieme al parco, non ti arrabbiare, ricordati che è più tristere perdere quel che si aveva".
Merkel, passione Wagner. Germania, 3 settembre 1977. I turbamenti del cancelliere tedesco sono ambientati nel giorno delle nozze, mentre scorrono scene di sesso e di matrimoni, il padre rigido, gli ospiti illustri dell'università di Lipsia, la soddisfazione del partito e della chiesa luterana. Ma rimpiange, pur con vergogna, la felicità provata a un concerto di musica Wagner "e se quel fascista non tace con le sue melodie potrei chiedere il divorzio e tradire la rivoluzione socialista".