VENEZIA - Erano partiti, secondo le stime della Digos, in circa cinquecento ma alla fine il conteggio è arrivato ad almeno un migliaio: è il numero di dipendenti del Comune di Venezia che oggi, durante il giorno di inaugurazione della 71esima Mostra del Cinema, hanno formato un corteo di protesta contro i tagli ai loro stipendi. Con loro c'erano anche alcuni rappresentanti dei centri sociali e dei comitati contro le grandi navi. A partire dal pomeriggio i dipendenti hanno coperto in oltre un'ora, attraverso il Gran Viale e il lungomare, i nemmeno due chilometri che separano il terminal dei vaporetti e degli autobus di Santa Maria Elisabetta al Lido dal Palazzo del Cinema.
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Il corteo, che manifestava per protestare contro i tagli di servizio e salario decisi dal commissario prefettizio Vittorio Zappalorto, è stato fermato da un cordone di polizia all'altezza del famoso "buco" nel quale avrebbe dovuto sorgere il nuovo Palazzo del Cinema, a poche decine di metri dalla passerella di fronte alla Sala Grande. Una delegazione ha successivamente ottenuto di oltrepassare lo sbarramento.
Tra bandiere sindacali e striscioni (il più rappresentativo recitava "Con Zappalorto lo stipendio è morto"), megafoni e trombe, il rumoroso corteo si è mosso con ordine, mentre una delegazione delle Rsu e alcuni rappresentanti sindacali, locali e nazionali, incontravano il segretario generale della Presidenza della Repubblica Carlo Guelfi. "Abbiamo espresso le nostre problematiche", ha spiegato Antonio Vanacore delle Rsu, al termine dell'incontro, durato oltre mezz'ora", consegnando la comunicazione e il volantino che avevamo preparato. Il segretario, premettendo che le competenze del Presidente non gli permettono di intervenire direttamente, ha detto comunque di condividere i problemi che riguardano la cittadinanza, a partire dalle questioni di sicurezza".
"Ci ha assicurato", ha aggiunto Carmelo Sorgon, della Cisl funzione pubblica, "che farà presente a Napolitano le nostre richieste e che ci farà pervenire le sue risposte, puntando su una sorta di 'moral suasion' nei confronti del commissario, per riallacciare quei rapporti che a oggi non ci sono".
"Mi sembra", ha confermato Federico Bozzanca, segretario della funzione pubblica della Cgil, "che ci fosse massima disponibilità al dialogo, per risolvere i problemi all'interno delle competenze del Presidente, lavorando da ponte con il commissario, da parte del quale è necessario un passo avanti, così come è necessario che, come nella vicenda del Comune di Roma, serve che anche il Governo faccia la sua parte".
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Il corteo, che manifestava per protestare contro i tagli di servizio e salario decisi dal commissario prefettizio Vittorio Zappalorto, è stato fermato da un cordone di polizia all'altezza del famoso "buco" nel quale avrebbe dovuto sorgere il nuovo Palazzo del Cinema, a poche decine di metri dalla passerella di fronte alla Sala Grande. Una delegazione ha successivamente ottenuto di oltrepassare lo sbarramento.
Tra bandiere sindacali e striscioni (il più rappresentativo recitava "Con Zappalorto lo stipendio è morto"), megafoni e trombe, il rumoroso corteo si è mosso con ordine, mentre una delegazione delle Rsu e alcuni rappresentanti sindacali, locali e nazionali, incontravano il segretario generale della Presidenza della Repubblica Carlo Guelfi. "Abbiamo espresso le nostre problematiche", ha spiegato Antonio Vanacore delle Rsu, al termine dell'incontro, durato oltre mezz'ora", consegnando la comunicazione e il volantino che avevamo preparato. Il segretario, premettendo che le competenze del Presidente non gli permettono di intervenire direttamente, ha detto comunque di condividere i problemi che riguardano la cittadinanza, a partire dalle questioni di sicurezza".
"Ci ha assicurato", ha aggiunto Carmelo Sorgon, della Cisl funzione pubblica, "che farà presente a Napolitano le nostre richieste e che ci farà pervenire le sue risposte, puntando su una sorta di 'moral suasion' nei confronti del commissario, per riallacciare quei rapporti che a oggi non ci sono".
"Mi sembra", ha confermato Federico Bozzanca, segretario della funzione pubblica della Cgil, "che ci fosse massima disponibilità al dialogo, per risolvere i problemi all'interno delle competenze del Presidente, lavorando da ponte con il commissario, da parte del quale è necessario un passo avanti, così come è necessario che, come nella vicenda del Comune di Roma, serve che anche il Governo faccia la sua parte".