VENEZIA - Tra tanti film belli e meno belli, finzione e storie vere, forse non è esagerato definire Human di Yann Arthus-Bertrand la presenza più necessaria e "rivoluzionaria" della Mostra. Non un film ma un ritratto del mondo, che sarà presentato sabato 12 alla Mostra e contemporaneamente alle Nazioni Unite, mentre la giornata diventerà "The human day" su Google e altre piattaforme che mostreranno estratti del grandioso progetto no-profit. Il film, tre ore di volti, parole, immagini e musica, è una minima parte delle 2500 ore, girate in due anni in 60 paesi, in 72 lingue diverse.
"C'è utopia e idealismo nel film - dice Arthus-Bertrand - ma soprattutto è un film politico. Al centro ci sono i mali dell'umanità, la povertà, la guerra, l'immigrazione, l'omofobia, chiedono risposte che i politici non sembrano dare. A migliaia di persone ho chiesto di raccontare la loro storia, la loro disperazione, la loro speranza. Non posso dire che cosa mi abbia colpito di più, le attese dei profughi di Lampedusa, la donna israeliana con la consapevolezza di sentirsi anche palestinese, anche soldato, o il bambino di Kinshasa che dice "tutti noi abbiamo una missione"".
Human ha immagini spettacolari di gente ("Ho amato girare tra la folla nelle piazze, nelle piscine, nelle strade, cercavo un film in cui il potere delle parole riecheggiasse sulla bellezza del mondo", spiega l'autore) e della natura, "devastata dagli uomini, i mammiferi che massacrano la Terra e altri mammiferi". Ma, dice il regista, "non sono un cineasta, sono un giornalista. La domanda è: che fare? Non possiamo abituarci alla guerra, non possiamo continuare, noi paesi ricchi, a consumare, sprecare, ignorare che nel mondo ci sono milioni di persone senza diritti, neanche quello della sopravvivenza. È arrivato il momento, per noi privilegiati, di restituire qualcosa alla parte del mondo che abbiamo depredato".
Human uscirà in Francia in 500 sale, si sta lavorando alla distribuzione, sempre no-profit, in tutti i paesi, le tv, le piattaforme digitali, le università, le ong, e l'adesione è incoraggiante. "Ci sono uomini di buona volontà, penso al Papa o a Bill Gates, uno che cerca di restituire. Certo, un film non salva il mondo, ma se in milioni lo vedranno e al "che fare?" risponderanno con l'amore e non con l'odio, forse un piccolo seme per un mondo migliore sarà stato gettato".
"C'è utopia e idealismo nel film - dice Arthus-Bertrand - ma soprattutto è un film politico. Al centro ci sono i mali dell'umanità, la povertà, la guerra, l'immigrazione, l'omofobia, chiedono risposte che i politici non sembrano dare. A migliaia di persone ho chiesto di raccontare la loro storia, la loro disperazione, la loro speranza. Non posso dire che cosa mi abbia colpito di più, le attese dei profughi di Lampedusa, la donna israeliana con la consapevolezza di sentirsi anche palestinese, anche soldato, o il bambino di Kinshasa che dice "tutti noi abbiamo una missione"".
Human ha immagini spettacolari di gente ("Ho amato girare tra la folla nelle piazze, nelle piscine, nelle strade, cercavo un film in cui il potere delle parole riecheggiasse sulla bellezza del mondo", spiega l'autore) e della natura, "devastata dagli uomini, i mammiferi che massacrano la Terra e altri mammiferi". Ma, dice il regista, "non sono un cineasta, sono un giornalista. La domanda è: che fare? Non possiamo abituarci alla guerra, non possiamo continuare, noi paesi ricchi, a consumare, sprecare, ignorare che nel mondo ci sono milioni di persone senza diritti, neanche quello della sopravvivenza. È arrivato il momento, per noi privilegiati, di restituire qualcosa alla parte del mondo che abbiamo depredato".
Human uscirà in Francia in 500 sale, si sta lavorando alla distribuzione, sempre no-profit, in tutti i paesi, le tv, le piattaforme digitali, le università, le ong, e l'adesione è incoraggiante. "Ci sono uomini di buona volontà, penso al Papa o a Bill Gates, uno che cerca di restituire. Certo, un film non salva il mondo, ma se in milioni lo vedranno e al "che fare?" risponderanno con l'amore e non con l'odio, forse un piccolo seme per un mondo migliore sarà stato gettato".