Venezia, giacca cravatta e baffi: al Lido c'è l'antidivo James Franco
Il cattivo di Spiderman o il giovane gay di Milk, il protagonista di una serie di successo come '22.11.63' o lo scrittore di romanzi, il professore o il regista dei classici. James Franco, al Lido per 'In dubious battle', è ormai presenza fissa alla Mostra del cinema di Venezia con i suoi film da regista, due anni fa era venuto per l’adattamento da ‘L’urlo e il furore’ di Faulkner, quest’anno porta al Cinema del Giardino la versione per il grande schermo di un romanzo di John Steinbeck. Giacca, cravatta e baffi curati, il regista – professore (ha insegnato alla New York University e ora è professore di liceo a Los Angeles) ha dichiarato il suo amore per la letterateratura: “Quando ho deciso di diventare regista ho provato ad adattare alcuni dei tanti libri che ho amato come lettore. Dopo un po’ ho capito che è il mio posto come filmaker è questo: tentare di conciliare vita accademica e cinema. Sono cresciuto leggendo i libri di Steinbeck che parlano della California, di casa mia e mi sento profondamente connesso al suo lavoro e ai suoi personaggi”. 'In Dubious Battle', film targato Ambi Pictures in collaborazione con la Rabbit Bandini Productions e la That’s Hollywood Pictures, è tratto dall’omonimo romanzo del Premio Pulitzer John Steinbeck del 1936 (in Italia conosciuto come 'La Battaglia'). Sullo sfondo di un’America degli anni Trenta in piena lotta tra lavoratori e capitalisti il film racconta la storia di un uomo (sempre interpretato da Franco) che cerca di organizzare uno sciopero dei raccoglitori di frutta nel sud della California. Alla domanda cosa direbbe Steinbeck oggi ai candidati alla presidenza Trump e Clinton, Franco risponde così: “Non so tanto cosa direbbe direttamente a Trump ma certo avrebbe molto da dire all’intero paese perché gli Stati Uniti hanno perso ogni forma di interesse nei confronti dei lavoratori. Io ho cercato di portare nel film lo spirito del tempo di Steinbeck ma cercando di metterci anche degli elementi della società contemporanea, qualcosa che riguarda la classe operaia oggi”.