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Ermanno Olmi, l'incontro diventa un doc, un film per raccontare il maestro

Si intitola 'E venne l'uomo' il documentario di Alessandro Bignami nato da una lunga intervista del critico Federico Pontiggia a casa del maestro de 'L'albero degli zoccoli' e 'Il mestiere delle armi (2001). "
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A casa con il maestro Olmi. Con i suoi pensieri, ricordi, la sua poetica, la sua fede. Ottantacinque anni, cinquanta dei quali spesi a raccontare la realtà attraverso il cinema, del cineasta bergamasco naturalizzato altopianese. Si chiama E venne l'uomo - Un dialogo con Ermanno Olmi di Alessandro Bignami, prodotto da Rai Movie. Un bellissimo incontro, quello del critico Federico Pontiggia con Olmi, che si è consumato nel “rifugio” ad Asiago del regista, ai confini del bosco e ai piedi della montagna innevata, vicino a quello in cui visse Mario Rigoni Stern. Che include molte immagini della sua filmografia, cui aggiunge una suggestiva visita sul set di Torneranno i prati. Il film viene presentato alla Mostra di Venezia, sezione Classici.

Ermanno Olmi, il doc a Venezia: ''E venne un uomo'

Aspirante cristiano. Figlio di una famiglia profondamente cattolica, il regista consegna al suo cinema un forte senso del sac…
A casa con il maestro Olmi. Con i suoi pensieri, ricordi, la sua poetica, la sua fede. Ottantacinque anni, cinquanta dei quali spesi a raccontare la realtà attraverso il cinema, del cineasta bergamasco naturalizzato altopianese. Si chiama E venne l'uomo - Un dialogo con Ermanno Olmi di Alessandro Bignami, prodotto da Rai Movie. Un bellissimo incontro, quello del critico Federico Pontiggia con Olmi, che si è consumato nel “rifugio” ad Asiago del regista, ai confini del bosco e ai piedi della montagna innevata, vicino a quello in cui visse Mario Rigoni Stern. Che include molte immagini della sua filmografia, cui aggiunge una suggestiva visita sul set di Torneranno i prati. Il film viene presentato alla Mostra di Venezia, sezione Classici.

Ermanno Olmi, il doc a Venezia: ''E venne un uomo'

Aspirante cristiano. Figlio di una famiglia profondamente cattolica, il regista consegna al suo cinema un forte senso del sacro. Lui si definisce “aspirante cristiano”, perché qualche sulla questione temporale, sulla chiesa come istituzione, ce l'ha. “Sono un credente, non un cattolico”, disse al Cardinal Martini quando andò a intervistarlo dopo la nomina a Arcivescovo di Milano, e di cui diverrà amico.

Il maestro e la mostra. Un rapporto longevo e fecondo. Nel 1961 Il posto, il secondo film di Olmi, si aggiudica il premio della critica. Nell''87 è Leone d'argento con Lunga vita alla signora!, un anno dopo sarà Leone d'oro con La leggenda del Santo bevitore.

La storia siamo noi. Non ci sono risposte certe, nei tempi incerti in cui siamo immersi. Ma, sulla scorta di Camus – racconta – se vuoi che un pensiero cambi il mondo, prima devi cambiare se stesso”.
Il (suo) cinema che verrà. Chiusa la breve parentesi in cui affermava che avrebbe smesso con il cinema, Olmi dialoga oggi con due progetti: un documentario sul cardinal Carlo Maria Martini, che si avvarrà di una serie di materiali dell'Istituto Luce, dei loro incontri, con immagini di interni ed esterni girati nella casa torinese del Cardinale dove la sorella ne ha custodito la memoria. E a Milano e Gallarate, dove Martini morì nel 2012. Dell'altro progetto, Il paese che cammina, Olmi intende fare la supervisione, affidandone le riprese all'amico Maurizio Zaccaro. Ambientato nel 1880, racconta di un intero villaggio di contadini del Friuli salpò per la Nuova Caledonia. Dopo cento giorni in mare, giunsero alla meta e si misero a coltivare la terra con straordinaria determinazione. Il loro progetto si chiamava New Italy e ci riporta ad altre e più attuali migrazioni che Olmi ha raccontato. Ecco le immagini di Il villaggio di cartone del 2011, chiesa inagibile trasformato in luogo di accoglienza per extracomunitari: “La domenica dobbiamo andar al tempio dei villaggi di cartone”.

Il Dio che comanda. Olmi riflette anche sul presente, l'Isis, per domandarsi: "Una volta un nemico lo si riconosceva come tale. Oggi come possiamo riconoscere chi si imbottisce di esplosivo e va in mezzo al popolo, alle donne, i bambini. E questo solo perché non un uomo ma un Dio comanda?”.

Eredi. Il regista, 22 film, decine di documentari (la Palma d'Oro a Cannes per L'albero degli zoccoli nel '78) considera eredi del suo modo di fare cinema registi come Maurizio Zaccaro, Michelangelo Frammartino, e l'attrice Alba Rohrwacher.