Venezia 2017

SETTIMANA DELLA CRITICA

'Malamènti', una favola nera tra camorra e fumetti

Due killer balordi e fuori di testa nell'opera prima di Francesco Di Leva, un corto girato all'Asinara col cellulare in modalità selfie e con l'effetto cartoon

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Stranissimo e interessante, è un cartone animato ma anche un film fiction, girato col cellulare e in modalità selfie, ed è una gangster story, una favola western spregiudicata e pulp, ambientata in un luogo che sembra l'Arizona, con due killer balordi, fuori di testa e fuori dal mondo. MaLaMèNTI (scritto proprio così) dura tredici minuti che passano col gusto della scoperta. Lo si vedrà il 6 e 7 alla Sala Perla del Lido di Venezia, per la Mostra del Cinema dove è stato selezionato nella Settimana Internazionale della Critica (Sic).
 

'Malamènti', due killer tra camorra e cartoon

Un piccolo progetto di cui si parla per tante ragioni: è l'opera prima di Francesco Di Leva, l'attore napoletano che ha avuto un bel successo come protagonista di Il sindaco del rione Sanità diretto da Mario Martone, ma anche l'artefice del Nest, in breve diventato un attivissimo centro culturale polivalente, considerato un eccellente presidio culturale in un rione a rischio, per anni presidio dei camorristi, come San Giovanni a Teduccio a due passi dal centro di Napoli. Ora Di Leva ha fondato all'interno del Nest una casa di produzione, Terra Nera, con Adriano Pantaleo altro componente del Nest, ha coinvolto "Parallelo 41" di Antonella Di Nocera, figura storica del cinema partenopeo,  direttrice fino al 2011 del mitico Arci Movie di Ponticelli, e insieme hanno messo in piedi questo film dalla vocazione sperimentale, girato col cellulare, appunti, con attori in carne e ossa - lo stesso Di Leva, Ciro Petrone, e per amichevole partecipazione, Sergio Rubini, Nicola Di Pinto e Giuseppe Miale Di Mauro - ma con le tecniche del cartone animato.
  "Stiamo sempre col cellulare in mano. Mi sono detto: ci provo a girare un film - racconta Francesco Di Leva -  E volendolo recitare,  l'ho girato col selfie. Poi, siccome non avevamo soldi, per la post produzione ho trovato una app che dà alle immagini l'effetto cartoon, è un filtro grafico 'solarizzato'. E mi sembrava perfetta per un film dove volevo ricreare l'atmosfera di una favola nera che ammiccasse alle strisce dei fumetti. Il resto l'abbiamo fatto con collaboratori eccellenti, per il montaggio Gianluca Paoletti, Stefano Grosso per l'audio,  Francesco Forni per le musiche".

Il corto è il risultato di questo esperimento collettivo, curioso soprattutto per "l'effetto cartoon" delle immagini. "Mi pareva necessario - continua Di Leva - perché la storia è un paradosso, non esiste, è come una favola nera pinteriana. E infatti mi sono ispirato proprio al Calapranzi di Pinter, la pièce con quei due killer che non concludono niente, attraversata da un senso di disperazione, crudeltà e ironia". Una sottile, acida ironia pervade anche MaLaMèNTI, nel rapporto tra due sanguinari e un po' patetici malavitosi, forse due camorristi, Ciccio "O' Pazz" e Ciruzzo "Pesce Bello", presi da un delirio paranoico assassino, che sparano e uccidono tutti perfino due poveri animali, Severino l'asinello e Piero il cinghiale. 

"Volevo raccontare l'aberrazione del delirio di onnipotenza, che ti spinge a esercitare il potere senza dare valore alla vita o alla morte. La cosa divertente è che il corto l'abbiamo girato all'Asinara che mi aveva affascinato ai tempi in cui avevamo girato un film come La stoffa dei sogni dove ero nel cast. E all'Asinara esistono davvero Piero il cinghiale e Severino l'asinello: sono due istituzioni isolane, tanto che i pescatori quando tornano dal mare, portano ogni giorno il pesce a tutti e due".

Francesco Di Leva, napoletano, 39 anni, oltre che regista è un attore noto: sceneggiati tv (Il clan dei camorristi, Squadra antimafia, Tutti pazzi per amore, Distretto di polizia), tra i protagonisti di Gomorra a teatro e al cinema dove, dopo Una vita tranquilla di Cupellini, Pater familias di Patierno, in autunno lo vedremo in Bob & Marys di Francesco Prisco accanto a Laura Morante e Rocco Papaleo, in Caccia al tesoro di Vanzina con Vincenzo Salemme e in Metti la nonna in freezer, la black comedy di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi con Fabio De Luigi e Miriam Leone. "E poi c'è l'idea di un altro film mio. Lo stiamo scrivendo con Davide Morganti e Adriano Papaleo, la storia tra Napoli e New York di un bambino di sette anni nel 2050. Girata sempre col cellulare".