Matt Damon, una star in versione 'ridotta': "C'è sentimento ma anche divertimento"
Chiara Ugolini
L'attore premio Oscar al Lido insieme al regista Alexander Payne per presentare 'Downsizing', che aprirà la Mostra. Una commedia che affronta tematiche importanti come la sovrappopolazione, i problemi ambientali, il futuro dell'umanità
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Venezia 74 parte tra risate e applausi: la suggestiva immagine di un Matt Damon alto dodici centimetri conquista la Mostra. Downsizing di Alexander Payne è un film che gioca coi generi: inizia come un film di fantascienza, prosegue come commedia, ha momenti commuoventi e altri di grande romanticismo ma senza mai cadere nel sentimentale. E affronta tematiche alte come il sovrappopolamento, i problemi ambientali, il futuro dell'umanità. Tutto sulle spalle dell'antidivo Matt Damon, nei panni di Paul Safranek un terapista occupazionale di Omaha, che in una grande fabbrica di lavorazione della carne cerca di alleviare gli operai dalle conseguenze fisiche di ore e ore di lavoro alla catena. Avrebbe voluto fare il medico, aiutare gli altri ma quel che è riuscito a offrire è solo qualche consiglio di ergonomia. Così quando - oppresso dalle difficoltà economiche - insieme alla moglie Audrey (Kristen Wiig) ha la possibilità di farsi rimpicciolire, grazie all'incredibile scoperta di uno scienziato svedese che ha trovato nella miniaturizzazione la risposta al sovrappopolamento globale, non ha tentennamenti. Una sfida straordinaria che porterà Paul in luoghi inesplorati e a fare esperienze che lo cambieranno profondamente permettendogli di trovare quel senso dell'esistenza che credeva avere perduto.
Matt Damon, la superstar apre la Mostra: arriva al Lido per presentare 'Downsizing'
È ancora una volta una produzione statunitense, firmata da Alexander Payne, il regista di 'Sideways' e 'Nebraska', ad aprire ufficialmente la Mostra del Cinema numero 74. Nel cast della commedia, che seguela vita di Paul Safranek (Matt Damon), un uomo ordinario di Omaha che insieme alla moglie Audrey (Kristen Wiig) sogna una vita migliore, ci sono anche Christoph Waltz e Laura Dern. Il premio Oscar Matt Damon è sbarcato al Lido con il regista Alexander Payne e la protagonista Kristen Wiig per presentare questa storia fantascientifica in cui, per rispondere alla crisi mondiale causata dalla sovrappopolazione, gli scienziati hanno sviluppato una soluzione radicale che permette di rimpicciolire gli essere umani
Per Alexander Payne il film non si discosta poi molto dalle tematiche affrontate nella sua filmografia (Sideways, A proposito di Schmidt, Paradiso amaro): "Anche se è un film di fantascienza ha lo stesso tono e lo stesso umorismo - spiega il regista, che ha scritto il film insieme all'amico di sempre Jim Taylor - è una storia che ha elementi di ottimismo e di pessimismo e non ho idea di come il pubblico reagirà. L'America di Trump? Non so quale reazione avrà alla visione del film: io l'ho fatto per tutti". E se qualcuno gli chiede di elaborare un po' sul significato politico o sull'interpretazione metaforica del rimpicciolimento il regista si schernisce: "Non voglio interferire con l'interpretazione del pubblico, ognuna è buona per me".
Matt Damon: "A Venezia per farvi ridere e pensare. E stare col mio amico George"
Chissà se anche questo film, che arriverà nelle sale italiane nel gennaio 2018 distribuito dalla 20th Century Fox, entrerà nel cuore dei giurati dell'Academy come è stato negli ultimi anni per i film di apertura della Mostra: Gravity, Birdman, La La Land. Tocca quindi al protagonista condurre lo spettatore nel cuore del film: "Downsizing affronta tanti temi e vorremmo che tutti arrivassero al pubblico ma più di ogni altra cosa vorremmo farlo ridere. Questa è la bellezza del film: c'è molto sentimento ma è anche molto divertimento - spiega Damon - Spero di aver reso con la mia recitazione tutto il viaggio emotivo del personaggio, Alexander ha realizzato una sceneggiatura precisa e sul set ha girato ogni ciak come un pezzo di un puzzle. Io per lui avrei recitato anche l'elenco telefonico".
E se il regista non sa cosa aspettarsi dalla première di questa sera anche Damon non fa previsioni: "E' la prima mondiale, chissà. Quello che noi speriamo è che il film parli agli spettatori nel modo in cui ha parlato a me la prima volta che ho letto la sceneggiatura, ho pensato che fosse bellissimo e anche molto originale. E' difficile fare film così a Hollywood, oggi i margini sono molto stretti e le persone non hanno molta voglia di prendere rischi ed è stato bello che la Paramount abbia deciso di correrli e credere in noi. Speriamo di aver realizzato il film che tutti volevamo".
Dopo l'inaugurazione questa sera, alla presenza del presidente Mattarella in un Lido in cui le misure di sicurezza sono imponenti (+30 per cento) ma tutto sommato discrete, Damon rimane al Lido ("mia moglie sta arrivando" racconta) perché protagonista anche del film dell'amico George Clooney, Suburbicon da una sceneggiatura anni Ottanta dei fratelli Coen. "Tornare a lavorare con George è stato fantastico. E' molto facile lavorare con lui, come con Alexander, è un regista veramente preparatissimo, ogni giorno sul set va esattamente come previsto. Non c'è mai bisogno di fare le cose due volte".
"Suburbicon", il film di Clooney in concorso a Venezia 74
E per l'antistar di Jason Bourne e della saga di Ocean's arrivare al Lido è un po' tornare a casa: "Io amo Venezia, qui ho girato Il talento di Mr Ripley, ho vissuto in città per un mese. Sono venuto almeno cinque volte al festival e poi l'ultima volta che sono stato qui è stato per il matrimonio di George: è un posto magico e qui mi sono sentito sempre il benvenuto".