Lui, lei e la 'Madre': a Venezia l'incubo casalingo di Darren Aronofsky
Chiara Ugolini
Jennifer Lawrence, Michelle Pfeiffer e Javier Bardem protagonisti del thriller metafisico. Il regista: "La storia è frutto di un sogno febbricitante"
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Dopo il bagno di folla per George Clooney il Lido si prepara a un'invasione di teenager venuti qui per vedere Jennifer Lawrence. In una Mostra che ha offerto al pubblico tanti mostri sacri (da Judi Dench a Helen Mirren, da Donald Sutherland a Robert Redford, da Jane Fonda a Michael Caine) oggi l'età media degli stazionatori da tappeto rosso si abbassa per i fan dell'attrice che, a fronte dell'Oscar per Il lato positivo e di molti altri ruoli, rimane per molti Katniss, l'eroina apocalittica di Hunger Games.
'Madre!', le prime immagini del film di Aronofsky
A Venezia per presentare Mother!, il controverso film di Darren Aronofsky che ha diviso la sala tra estimatori e detrattori, l'attrice ventisettenne riflette bene prima di rispondere alla domanda su un parallelo tra l'invasione di ammiratori che il poeta protagonista del film vive insieme alla compagna e quello dei suoi fan. "Io sono molto grata per il grande supporto che ho dai fan, senza di loro non potrei fare questo lavoro che amo. È importante però separare gli ambiti ed essere consapevole che loro amano i miei personaggi e di me non sanno nulla. Attraversando le folle evito di pensare: 'oddio mi amano' perché non lo fanno. Il nostro è un lavoro, qualche volta ti amano, qualche volta ti odiano soltanto perché esci dalla macchina e entri in un ristorante senza dir loro una parola. A me piace cercare di fare più foto e autografi possibili sul tappeto rosso, ma può anche capitare che io scenda da un aereo e abbia voglia solo di andare a casa a mettermi in pigiama".
Michelle Pfeiffer e Jennifer Lawrence, due bionde al Lido
Due bionde per il demoniaco Darren Aronofsky. Jennifer Lawrence e Michelle Pfeiffer con Javier Bardem a Venezia per presentare Mother!, thriller metafisico in concorso alla Mostra del Cinema
Non sarà sicuramente in pigiama questa sera quando sfilerà sotto gli occhi dei fan che aspettano la coppia al varco; regista e attrice infatti non hanno mai parlato apertamente della relazione che gli "insider" dicono essere nata proprio sul set. In conferenza stampa però l'intimità è palpabile, uno finisce le frasi dell'altra e quando l'interrompe viene sgridato come farebbe una moglie con il marito in una cena tra amici. Quando Michelle Pfeiffer rivela che di questo progetto quello che l'ha attratta è il regista, Jennifer Lawrence non si lascia scappare l'occasione: "Ha attratto anche me" dice col sorriso. E tocca a Aronofsky continuare lo scherzo chiedendolo a Javier Bardem: "E a te?". "A me no".
Bardem e Lawrence, quella casa è un incubo: fischi per 'Mother!', il thriller di Aronofsky
Il film di Aronofsky, abituato alle contestazioni (lui stesso definisce il suo The Fountain, "un flop veneziano") è il racconto di quel che accade nella grande casa isolata dove vivono la "madre" e "lui". Bardem interpreta un poeta in piena crisi creativa e Lawrence la sua giovane compagna che ha ricostruito completamente la grande villa dove vivono che era stata distrutta in un incendio.
"Ci ho messo degli anni per realizzare tutti i film che ho fatto, per Il cigno nero ce ne ho messi addirittura dieci, mentre questo film è fluito fuori di me in cinque giorni - ha detto il regista - la storia è scaturita come frutto di un sogno febbricitante pensando al nostro pianeta come a una casa che stiamo distruggendo. Questo è un film nato dalla rabbia di vedere cosa succede all'unica casa che abbiamo e non poter far nulla".
Il regista è consapevole che il suo film non è adatto a tutti gli spettatori "so che è un cocktail forte che qualcuno può rifiutare di bere, ma basta leggere i giornali e vedere i notiziari. Tutti sappiamo che quello che succede a Pechino ha un effetto in Italia, che un luogo bellissimo come Central Park convive con l'orrore della Siria". Aronofsky si dice ambientalista militante e spiega che l'ispirazione per questo film gli è venuta durante una spedizione nell'Antartico, dove ha incontrato una scrittrice nativa che gli ha parlato del parallelo tra la violenza perpetrata nei confronti delle donne aborigene e quella nei confronti del pianeta.
Così è nato il personaggio di "mother", una donna il cui corpo, la cui bellezza, la cui maternità viene completamente divorata dall'uomo che le è accanto. "Darren mi ha messo in contatto con una parte di me che non conoscevo, con un tipo di donna completamente diversa da qualunque abbia mai interpretato, è stato difficile ma è stato bello". Tocca a Javier Bardem, in spagnolo, tornare ad alleggerire quando parla del rapporto con gli ammiratori: "A me i fan non mi hanno ancora mangiato. E' un onore partecipare a un film con questi talenti, un artista ha una sola responsabilità, la sua opera, il suo lavoro. La mia vita è un'altra cosa. E a me, comunque, non mi ha mai mangiato nessuno".