Venezia 2017

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Lui, lei e la 'Madre': a Venezia l'incubo casalingo di Darren Aronofsky

Jennifer Lawrence, Michelle Pfeiffer e Javier Bardem protagonisti del thriller metafisico. Il regista: "La storia è frutto di un sogno febbricitante"

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Dopo il bagno di folla per George Clooney il Lido si prepara a un'invasione di teenager venuti qui per vedere Jennifer Lawrence. In una Mostra che ha offerto al pubblico tanti mostri sacri (da Judi Dench a Helen Mirren, da Donald Sutherland a Robert Redford, da Jane Fonda a Michael Caine) oggi l'età media degli stazionatori da tappeto rosso si abbassa per i fan dell'attrice che, a fronte dell'Oscar per Il lato positivo e di molti altri ruoli, rimane per molti Katniss, l'eroina apocalittica di Hunger Games.
 

'Madre!', le prime immagini del film di Aronofsky


A Venezia per presentare Mother!, il controverso film di Darren Aronofsky che ha diviso la sala tra estimatori e detrattori, l'attrice ventisettenne riflette bene prima di rispondere alla domanda su un parallelo tra l'invasione di ammiratori che il poeta protagonista del film vive insieme alla compagna e quello dei suoi fan. "Io sono molto grata per il grande supporto che ho dai fan, senza di loro non potrei fare questo lavoro che amo. È importante però separare gli ambiti ed essere consapevole che loro amano i miei personaggi e di me non sanno nulla. Attraversando le folle evito di pensare: 'oddio mi amano' perché non lo fanno. Il nostro è un lavoro, qualche volta ti amano, qualche volta ti odiano soltanto perché esci dalla macchina e entri in un ristorante senza dir loro una parola. A me piace cercare di fare più foto e autografi possibili sul tappeto rosso, ma può anche capitare che io scenda da un aereo e abbia voglia solo di andare a casa a mettermi in pigiama".
 
Non sarà sicuramente in pigiama questa sera quando sfilerà sotto gli occhi dei fan che aspettano la coppia al varco; regista e attrice infatti non hanno mai parlato apertamente della relazione che gli "insider" dicono essere nata proprio sul set. In conferenza stampa però l'intimità è palpabile, uno finisce le frasi dell'altra e quando l'interrompe viene sgridato come farebbe una moglie con il marito in una cena tra amici. Quando Michelle Pfeiffer rivela che di questo progetto quello che l'ha attratta è il regista, Jennifer Lawrence non si lascia scappare l'occasione: "Ha attratto anche me" dice col sorriso. E tocca a Aronofsky continuare lo scherzo chiedendolo a Javier Bardem: "E a te?". "A me no".
 

Bardem e Lawrence, quella casa è un incubo: fischi per 'Mother!', il thriller di Aronofsky


Il film di Aronofsky, abituato alle contestazioni (lui stesso definisce il suo The Fountain, "un flop veneziano") è il racconto di quel che accade nella grande casa isolata dove vivono la "madre" e "lui". Bardem interpreta un poeta in piena crisi creativa e Lawrence la sua giovane compagna che ha ricostruito completamente la grande villa dove vivono che era stata distrutta in un incendio.
 
"Ci ho messo degli anni per realizzare tutti i film che ho fatto, per Il cigno nero ce ne ho messi addirittura dieci, mentre questo film è fluito fuori di me in cinque giorni - ha detto il regista - la storia è scaturita come frutto di un sogno febbricitante pensando al nostro pianeta come a una casa che stiamo distruggendo. Questo è un film nato dalla rabbia di vedere cosa succede all'unica casa che abbiamo e non poter far nulla".
 
Il regista è consapevole che il suo film non è adatto a tutti gli spettatori "so che è un cocktail forte che qualcuno può rifiutare di bere, ma basta leggere i giornali e vedere i notiziari. Tutti sappiamo che quello che succede a Pechino ha un effetto in Italia, che un luogo bellissimo come Central Park convive con l'orrore della Siria". Aronofsky si dice ambientalista militante e spiega che l'ispirazione per questo film gli è venuta durante una spedizione nell'Antartico, dove ha incontrato una scrittrice nativa che gli ha parlato del parallelo tra la violenza perpetrata nei confronti delle donne aborigene e quella nei confronti del pianeta.
 
Così è nato il personaggio di "mother", una donna il cui corpo, la cui bellezza, la cui maternità viene completamente divorata dall'uomo che le è accanto. "Darren mi ha messo in contatto con una parte di me che non conoscevo, con un tipo di donna completamente diversa da qualunque abbia mai interpretato, è stato difficile ma è stato bello". Tocca a Javier Bardem, in spagnolo, tornare ad alleggerire quando parla del rapporto con gli ammiratori: "A me i fan non mi hanno ancora mangiato. E' un onore partecipare a un film con questi talenti, un artista ha una sola responsabilità, la sua opera, il suo lavoro. La mia vita è un'altra cosa. E a me, comunque, non mi ha mai mangiato nessuno".