Canonizzazione Papi

Wojtyla e Roncalli, santi bruciando le tappe

(afp)
Per Giovanni Paolo, come voluto da Benedetto, la causa di canonizzazione è stata avviata prima dei cinque anni dalla morte. Per Giovanni XXIII la Chiesa non ha atteso la prova del secondo miracolo. Per tutti e due c'è stata addirittura l'ipotesi di una santificazione immediata. E ad accomunare i due Papi ci sono anche altre curiose coincidenze
 
3 minuti di lettura
di ANDREA GUALTIERI
Anche la strada verso la gloria degli altari ha le sue "scorciatoie". E per un curioso intreccio della storia, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II si sono trovati a ricalcare percorsi che loro stessi, da pontefici, avevano tracciato per altre grandi personalità della Chiesa.
Benedetto XVI concesse a Wojtyla la deroga che permetteva di avviare la causa di canonizzazione senza attendere i cinque anni dalla morte, proprio come aveva fatto il suo predecessore con madre Teresa di Calcutta: bastò, per entrambi, la "chiara fama di santità". E in effetti l'8 aprile 2005, l'enorme folla, che per i funerali del papa polacco aveva ingolfato piazza San Pietro, via della Conciliazione e le traverse laterali, per 4 minuti ininterrotti aveva fatto salire un grido con l'appellativo di "santo". In quegli istanti, sotto al colonnato, erano apparsi anche quegli striscioni con l'auspicio - "Santo subito" - destinato a entrare nell'immaginario collettivo. Diversi cardinali accorsi per il conclave, spinti anche da quello slancio dei fedeli, sottoscrissero una lettera per chiedere al futuro papa di abbreviare i tempi. E così avvenne.
[[ge:rep-locali:repubblica:82670274]]
Per Angelo Roncalli, invece, l'iter si è velocizzato alla fine. Ma anche la decisione di Francesco di concedere la canonizzazione senza il preliminare riconoscimento di un secondo miracolo, ha un precedente proprio negli anni di pontificato di Giovanni XXIII, quando fu firmato il decreto che sancì la santità di Gregorio Barbarigo, un cardinale del XVII secolo vescovo nei luoghi in cui, tempo dopo, sarebbe nato il futuro "Papa buono".
[[ge:rep-locali:repubblica:84197672]]
In realtà, persino la prospettiva di una santificazione per acclamazione nel 1963 fu consistente almeno quanto lo fu nel 2005. Alla riapertura del Concilio Vaticano II dopo l'elezione di Paolo VI, diversi presuli si dissero pronti a sostenere una immediata iscrizione tra le schiere celesti del pontefice che aveva radunato la Chiesa in quella assise mondiale. Montini, però, decise di attendere la fine dei lavori conciliari e poi fece partire il processo per il quale, comunque, i tempi furono velocizzati, con le prime testimonianze raccolte già nel 1967. Un anno prima di quella data, si era già verificata una guarigione che poi sarebbe stata riconosciuta prodigiosa. Suor Caterina Capitani, una religiosa lucana che all'epoca aveva 24 anni, aveva subito l'asportazione quasi completa dello stomaco e i medici le avevano dato poche ore di vita: nel letto d'ospedale invocò papa Giovanni chiedendo sollievo dalle sofferenze. Raccontò di aver avuto una visione, la febbre le scomparse e la sua ferita fu sanata in un modo che i sanitari ritennero inspiegabile. È il miracolo che Giovanni Paolo II, al termine dell'istruttoria, riconobbe al suo predecessore, proclamandolo beato con un decreto del 20 dicembre 1999.

"Di Papa Giovanni rimane nel ricordo di tutti l'immagine di un volto sorridente e di due braccia spalancate in un abbraccio al mondo intero", disse Wojtyla nell'omelia pronunciata durante la messa solenne di beatificazione del 3 settembre 2000, in piazza San Pietro, alla quale partecipò la suora miracolata.

E fu una religiosa pure la prima donna guarita per intercessione di Giovanni Paolo II. Suor Marie Simon Pierre Normand, francese di 52 anni, era affetta dal morbo di Parkinson, lo stesso che ha devastato il corpo del papa polacco nei suoi ultimi anni. La notte tra il 2 e il 3 giugno 2005, dopo mesi di sofferenza, si alzò dal letto e riprese a camminare speditamente. I neurologi non riuscirono a spiegare l'accaduto e fu questo miracolo ad entrare negli atti ufficiali della beatificazione, anche se centinaia furono le segnalazioni di eventi prodigiosi che arrivarono sin dai primi giorni di attività nell'ufficio che curava la postulazione e che il 28 giugno di quel 2005 si era insediato in un inconsueto clima di cori e bandiere sventolanti.
[[ge:rep-locali:repubblica:82683898]]
Il 19 dicembre 2009 Benedetto XVI, sulla base dei pareri raccolti nel processo, riconobbe le "virtù eroiche" e Wojtyla divenne quindi "venerabile", in attesa del via libera delle commissioni mediche e teologiche sulla guarigione di suor Marie Simon Pierre, che arrivò nel 2011. Il primo maggio, davanti a più di un milione di fedeli, Ratzinger proclamò beato Giovanni Paolo II e nell'omelia lo definì un "gigante" di Dio. Quella stessa sera,  Floribeth Mora Díaz, una donna costaricana di 48 anni, sposata e madre di 4 figli, colpita da un aneurisma dell'arteria cerebrale e data per spacciata dai medici, davanti alla cerimonia di beatificazione trasmessa in mondovisione, invocò Wojtyla prima di assopirsi. La mattina dopo si rialzò dal letto: era guarita e le successive risonanze magnetiche non trovarono traccia dell'emorragia.  Il 18 giugno 2013 la commissione dei teologi, dopo quella scientifica, ha riconosciuto la straordinarietà della vicenda. E la firma di Francesco del 5 luglio scorso e il concistoro del primo ottobre hanno accomunato Giovanni Paolo II a Giovanni XIII nel tripudio di santità del 27 aprile.
[[ge:rep-locali:repubblica:84197671]]