Canonizzazione Papi

Parte la vigilia di preghiera dei giovani. I ricordi dei due storici segretari

(ansa)
Countdown, le ultime dal Vaticano. Sono state esposte le gigantografie dei due Papi. In sala stampa Navarro racconta: "Per lui pregare era come respirare". Parlano anche Dwiwisz e Capovilla
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CITTA' DEL VATICANO  -  Giovani, studenti e testimoni sono i protagonisti dell'odierna giornata di anti vigilia delle canonizzazioni di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, le cui due gigantografie, che faranno da sfondo al rito, stamane sono state esposte sulla facciata della basilica di S. Pietro. Conto alla rovescia, dunque, in vista della kermesse di domenica con le parole e i ricordi di chi ha vissuto vicino ai 2 papi e di chi, i giovani, ne hanno solo sentito parlare, o visti attraverso foto e filmati. "E' vedendolo pregare che capii che era avviato verso la santità", confida Joaquin Navarro-Valls, ricordando nella Sala stampa vaticana quando era portavoce di Wojtyla. "Il suo motto era pregare, lavorare, sorridere, e  -  aggiunge Navarro - qualsiasi immagine che lo ritrae pregando è eloquente. Per Wojtyla pregare era come respirare, un bisogno dell'anima. Si vedeva da come pregava che era già un santo".

Ricordi anche dai 2 storici segretari papali, i cardinali Stanislao Dziwisz e Loris Francesco Capovilla, che intervengono dal Media Center nell'aula Paolo VI. "L'ho accompagnato per 40 anni. Dopo i funerali mi sentii smarrito perché non potevo più servirlo, ma ora so che Wojtyla non è solo...", confida Dziwisz, che ripete: "Ho avuto il privilegio di vivere accanto ad un santo, ma da vivo". "Ed io ho servito un padre, Giovanni XXIII, che ha amato tanto la sua Chiesa e tutti gli uomini di buona volontà, col dialogo e l'amore, senza guardare a differenze o a coloriture politiche", gli fa eco Capovilla. Altro testimone, il fotografo di Wojtyla, Arturo Mari: "Sono stato 8 ore vicino al suo letto. Quando mi vide, mi riconobbe, mi sorrise. Prima di morire mi carezzò e mi disse più volte 'Arturo, grazie, grazie'".

Ricordi personali, inediti e commoventi. Ma non solo. Oggi è suonata anche l'ora dei giovani e degli studenti che  -  informa il Vicariato  -  danno il via al ''Cammino di Santita''',  il meeting di veglie e preghiere che farà da battistrada spirituale alla "Notte bianca di preghiera" di domani sera in 11 chiese di Roma, con analoghe iniziative della Comunità di S. Egidio alla chiesa di S. Bartolomeo sull'Isola Tiberina e nel Centro Giovanile "Giovanni Paolo II" delle Acli a piazza Navona. Oggi primo raduno dei fedeli francofoni nelle 5 chiese francesi di Roma con riflessioni su fede ed arte. Dalle ore 15.00  incontro di studenti universitari nella cappella San Tommaso d'Aquino dell'Università Tor Vergata che si confrontano su ''Nuovo umanesimo in Giovanni Paolo II'', col vescovo argentino Eduardo Maria Taussig e Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma.

Dalle 20.30 presso le Pie Discepole del Divin Maestro in via Portuense incontro sul tema: ''365 motivi per non avere paura'', con don Maurizio Mirilli, direttore della pastorale giovanile del Vicariato. Altre iniziative collaterali, l'esposizione all'ospedale Bambino Gesù, domani e domenica, delle reliquie dei due papi santi, una ampolla col sangue di Wojtyla e la ''papalina''  -  il copricapo dei pontefici  -  che Giovanni XXIII nel 1958 per gioco mise in testa ad alcuni bambini durante la visita dopo l'elezione papale. La storia dei due pontefici è invece raccontata in una mostra fotografica allestita nei Musei Vaticani. La rassegna  -  curata da Paola Di Giammaria  -  presenta 120 foto scattate nei momenti salienti dei due pontificati.