Canonizzazione Papi

La corsa per Wojtyla del maratoneta polacco

42 anni, vincitore di una medaglia d'argento allo Spartathlon, Piotr Kurylo è arrivato in piazza San Pietro a piedi. Oltre 2mila chilometri in 40 giorni. Pur di assistere alla canonizzazione del suo Papa

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Questa, per Piotr Kurylo, maratoneta polacco di 42 anni, non è stata una corsa come le altre. Corridore professionista, vincitore della medaglia d'argento allo Spartathlon del 2007, è arrivato ieri in Piazza San Pietro dopo quaranta giorni passati a percorrere l'Europa. E' partito dalla sua città natale, Studzieniczna, nell'estremo nord-est della Polonia, e ha corso per oltre duemila chilometri pur di assistere alla canonizzazione del "suo" Papa, Giovanni Paolo II. A casa ha lasciato una moglie e due figlie che, abituate a vederlo correre in ogni parte del mondo, lasciano che faccia quello che più lo rende felice.

E' stata una corsa spirituale, quella che lo ha portato a Roma. "I pellegrini  -  spiega Kurylo - sono venuti in aereo,  in pullman o in auto. Io ho corso, perché correre è il mio talento. Mentre correvo, pregavo molto. Ho incontrato tante persone che mi hanno affidato le proprie preghiere da portare a in piazza San Pietro. Alcuni, poi, mi spedivano le loro richieste tramite sms o sulla mia pagina Facebook". Altri, invece, si sono uniti a lui per alcuni tratti di strada: in Polonia, ma anche negli ultimi tre giorni di corsa attraverso l'Italia centrale con un gruppo di pellegrini polacchi. E molti lo hanno aiutato per strada, indirizzandolo o semplicemente sostenendolo: "Grazie a queste persone che mi hanno continuamente motivato  -  racconta  -  la mia maratona è stata più semplice".

Per tutti i 2 mila chilometri ha corso con un carrello legato in vita: dentro c'erano dei vestiti, del cibo e la notte il carrello si trasformava nel suo letto. "Correvo dalle sei del mattino  -  continua  -  fino alle sette, otto di sera. Facevo brevi pause per mangiare e mi sistemavo a dormire in luoghi isolati, per non essere disturbato". Integratori, cibi energetici, ma soprattutto pane e latte: "Danno energia e mantengono leggeri".

Un "eroe della fede", come lo ha definito padre Marek Matusik, sacerdote della parrocchia di Borki dove Piotr ha fatto una sosta per riposare, Kurylo non poteva mancare alla canonizzazione di Karol Wojtyla: "Per me è una persona santa, lo era già quando era ancora in vita. La sua figura mi ha spinto e mi ha guidato lungo tutto il percorso".  Ha cominciato a correre a 30 anni, dopo che alla televisione aveva saputo della maratona di Varsavia. Poi sono arrivati lo Spartathlon e il giro del mondo correndo attraverso Europa, Stati Uniti e poi Russia. Sempre solo, senza un allenatore né un preparatore. Dopo Roma, parteciperà alla maratona ungherese lungo il lago Balaton (Ultrabalaton) e poi gareggerà di nuovo nello Spartathlon, 246 chilometri da Atene a Sparta. "Ma questa per la canonizzazione del Papa  -  conclude  -  è tutta un'altra corsa".