Conclave elezioni del papa 2013

Conclave, i prossimi giorni dei cardinali:
ancora congregazioni ma anche incontri privati

In programma altri incontri collegiali, nelle giornate di sabato e lunedì. Domenica poi i porporati potranno andare a celebrare messa nelle chiese romane
di ANDREA GUALTIERI

2 minuti di lettura
CITTA' DEL VATICANO - Ancora discussioni collegiali, conciliaboli privati. E preghiera. Le ore che separano dall'ingresso nella Cappella Sistina vedranno intensificarsi l'attività dei cardinali. Sabato mattina è prevista una nuova congregazione generale e almeno un'altra verrà pianificata per lunedì: si raggiungerà così la soglia di dieci sessioni e il numero di interventi, che si susseguono al ritmo di 16-18 per ogni incontro, supererà quota 150, con un'infinità di temi affrontati. Nella ricorrenza dell'8 marzo, ad esempio, si è parlato anche del ruolo delle donne nella vita della Chiesa. Ora, però, la discussione andrà a convergere e si focalizzerà su alcuni argomenti, tra i quali sarà centrale la definizione del profilo del futuro pontefice.

Domenica, quando le congregazioni generali saranno sospese, se ne parlerà privatamente. In mattinata, però, ogni porporato potrà andare a celebrare la Messa nella chiesa romana della quale è diventato titolare nel giorno in cui ha assunto la porpora. Escludendo i patriarchi orientali, che in questa fase sono quattro - quelli di Babilonia dei Caldei e di Alessandria dei Copti più l'attuale e l'emerito di Antiochia dei Maroniti - a tutti gli altri viene infatti attribuita una sede simbolica nella diocesi di Roma, a seconda dell'ordine cardinalizio al quale appartengono. E la festività a cavallo del preconclave, ha spiegato il direttore della Sala Stampa vaticana padre Federico Lombardi, sarà l'occasione per rinsaldare questo legame.

Ma la celebrazione più attesa è in programma per martedì. Nella basilica di San Pietro l'intero collegio cardinalizio parteciperà alla Messa "pro eligendo pontefice", che sarà presieduta dal decano, Angelo Sodano, al quale toccherà l'omelia.  La funzione, nel rispetto di quanto suggerito dalla costituzione apostolica "Universi dominici gregis", avverrà al mattino, mentre nel pomeriggio, sempre secondo il testo legislativo redatto nel 1996 da Giovanni Paolo II, dalla cappella paolina del palazzo apostolico, i 115 cardinali elettori "in abito corale" si recheranno in solenne processione, verso la cappella sistina, sede dello svolgimento dell'elezione, "invocando col canto del Veni Creator l'assistenza dello Spirito Santo".

Secondo quanto precisato da padre Lombardi, non è prevista perquisizione per i porporati, mentre il personale di servizio sarà sottoposto ai controllo dei metal detector. All'interno della cappella sarà emesso il giuramento. La formula sarà letta ad alta voce dal cardinale Giovanni Battista Re, il primo per ordine e anzianità chiamato a sostituire il decano escluso per i limiti d'età.  Dopo di lui, ciascuno dei cardinali elettori, toccando il Vangelo, pronuncerà il lungo testo, nel quale tra l'altro ci si impegna a "osservare fedelmente e scrupolosamente" tutte le prescrizioni contenute nella "Universi dominici gregis" e si promette che chiunque, "per divina disposizione", sia eletto pontefice, svolgerà "fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede".

Soprattutto, però, ci si impegna a rispettare "il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell'elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio" e a tutelare il voto da qualsiasi "interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado". Poi, sarà l'atteso momento dell'extra omnes, intimato dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, l'unico ecclesiastico ammesso nella clausura, insieme al cardinale maltese Prosper Grech, scelto per tenere la seconda e ultima meditazione. Quella che suonerà come monito finale prima delle votazioni, che potrebbero partire già in serata