O'Malley: "Ma io torno a Boston.
Magari con la statua di Santa Teresa"
di ANDREA GUALTIERI
L'arcivescovo di Boston, frate cappuccino, celebra messa nella chiesa di Santa Maria della Vittoria. Piena di fedeli.
ROMA - Sorride, il cardinale Sean Patrick O'Malley, quando padre Rocco Visca, superiore provinciale dei carmelitani lo accoglie nella chiesa di Santa Maria della Vittoria dicendo: "Speriamo che sia l'ultima visita da cardinale nella sua chiesa di titolarità". Sorride, ma aspetta l'inizio dell'omelia per rispondere: "Quando ho preso possesso di questa bellissima sede cardinalizia ho detto scherzando che volevo portare via la statua di Santa Teresa del Bernini. Dopo il conclave tornerò da cardinale e forse stavolta riuscirò a portarla con me a Boston".
Ha il timbro di voce profondo e lo spirito brillante, il frate che molti vedono come futuro papa. "Ha solo un limite: sarebbe il primo pontefice cappuccino dopo Sisto V", ha scherzato ancora padre Rocco nell'introdurlo. Tra le prime file dei banchi della chiesa barocca c'erano anche alcune suore francescane, accorse proprio per vedere da vicino il più papabile tra gli eredi del car…
Ha il timbro di voce profondo e lo spirito brillante, il frate che molti vedono come futuro papa. "Ha solo un limite: sarebbe il primo pontefice cappuccino dopo Sisto V", ha scherzato ancora padre Rocco nell'introdurlo. Tra le prime file dei banchi della chiesa barocca c'erano anche alcune suore francescane, accorse proprio per vedere da vicino il più papabile tra gli eredi del car…
ROMA - Sorride, il cardinale Sean Patrick O'Malley, quando padre Rocco Visca, superiore provinciale dei carmelitani lo accoglie nella chiesa di Santa Maria della Vittoria dicendo: "Speriamo che sia l'ultima visita da cardinale nella sua chiesa di titolarità". Sorride, ma aspetta l'inizio dell'omelia per rispondere: "Quando ho preso possesso di questa bellissima sede cardinalizia ho detto scherzando che volevo portare via la statua di Santa Teresa del Bernini. Dopo il conclave tornerò da cardinale e forse stavolta riuscirò a portarla con me a Boston".
Ha il timbro di voce profondo e lo spirito brillante, il frate che molti vedono come futuro papa. "Ha solo un limite: sarebbe il primo pontefice cappuccino dopo Sisto V", ha scherzato ancora padre Rocco nell'introdurlo. Tra le prime file dei banchi della chiesa barocca c'erano anche alcune suore francescane, accorse proprio per vedere da vicino il più papabile tra gli eredi del carisma di Assisi. Molti anche gli americani presenti, tra i quali numerosi seminaristi. Quello dell'accesso ai seminari è uno dei fronti sui quali, nell'arcidiocesi di Boston, O'Malley è riuscito a sanare le ferite legate agli scandali che hanno travolto il suo predecessore, Bernard Francis Law. Per uno strano scherzo legato ai titoli e alle sedi simboliche dei porporati, i due presuli si sono trovati a celebrare la Messa domenicale ai due lati della stessa strada: di qua O'Malley, di là, in Santa Susanna, Law. Ma la gente è tutta per il cardinale francescano: Santa Maria della Vittoria è stracolma.
"Mai vista tanta gente, speriamo che torniate tutti tranne i giornalisti", ha commentato il superiore carmelitano, citando Dan Brown e "Angeli e demoni": "E' inutile che cerchiate di intervistare O'Malley, il decano del collegio cardinalizio ha imposto il silenzio e noi lo faremo uscire da passaggi segreti: del resto l'avete letto che noi coi cardinali ci sappiano fare, uno addirittura sarebbe stato bruciato proprio davanti alla statua di Santa Teresa".
O'Malley sorride ancora, allentando l'espressione che era contratta sin dal suo arrivo con l'auto vaticana davanti alla chiesa di via XX settembre, mezz'ora prima della funzione prevista per le 10,30. Talare rossa imposta da un protocollo che lo ha costretto a rinunciare al saio, dopo aver benedetto la gente si è tuffato in sacrestia e ne è uscito solo in processione. Non si concede altre battute, dopo la risposta al superiore. Ma nell'omelia torna sul tema del conclave. "Questa domenica è speciale, grazie per essere venuti a pregare in un momento così importante", dice, prima di ricordare la Pentecoste e la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli che avevano trascorso nove giorni di preghiera: "Lo Spirito di Dio illumini anche noi per scegliere un nuovo Papa". Usa poi un'espressione che lascia trasparire cosa lui si aspetti dal futuro pontefice: una figura che sembra conciliare l'aspetto dottrinale con una forte componente pastorale, se è vero che il successore di Benedetto XVI, secondo O'Malley, "potrà confermarci nella fede", ma anche "rendere più visibile l'amore del buon pastore che viene a cercare la sua pecora smarrita, guarire il malato e dare un abbraccio al figliol prodigo".
Quella del giovane che ritorna nella casa paterna dopo aver dilapidato il proprio patrimonio è l'immagine evangelica offerta dalla liturgia della quarta domenica di Quaresima. "Si può lasciare la Chiesa per tanti motivi: ignoranza, scarsa accoglienza, esperienze non positive, scandali, mediocrità spirituali. Spesso ci si considera dentro la Chiesa ma non si vive la vita della Chiesa". Ma la vita, ha aggiunto, "presenta molto presto il conto" e a chi "si rende conto di ciò che si è perduto" O'Malley annuncia la compassione divina: "Dio rimarrà sempre vicino a chi ha il cuore spezzato". E la Chiesa, ha aggiunto, deve saper fare altrettanto.
Ha il timbro di voce profondo e lo spirito brillante, il frate che molti vedono come futuro papa. "Ha solo un limite: sarebbe il primo pontefice cappuccino dopo Sisto V", ha scherzato ancora padre Rocco nell'introdurlo. Tra le prime file dei banchi della chiesa barocca c'erano anche alcune suore francescane, accorse proprio per vedere da vicino il più papabile tra gli eredi del carisma di Assisi. Molti anche gli americani presenti, tra i quali numerosi seminaristi. Quello dell'accesso ai seminari è uno dei fronti sui quali, nell'arcidiocesi di Boston, O'Malley è riuscito a sanare le ferite legate agli scandali che hanno travolto il suo predecessore, Bernard Francis Law. Per uno strano scherzo legato ai titoli e alle sedi simboliche dei porporati, i due presuli si sono trovati a celebrare la Messa domenicale ai due lati della stessa strada: di qua O'Malley, di là, in Santa Susanna, Law. Ma la gente è tutta per il cardinale francescano: Santa Maria della Vittoria è stracolma.
"Mai vista tanta gente, speriamo che torniate tutti tranne i giornalisti", ha commentato il superiore carmelitano, citando Dan Brown e "Angeli e demoni": "E' inutile che cerchiate di intervistare O'Malley, il decano del collegio cardinalizio ha imposto il silenzio e noi lo faremo uscire da passaggi segreti: del resto l'avete letto che noi coi cardinali ci sappiano fare, uno addirittura sarebbe stato bruciato proprio davanti alla statua di Santa Teresa".
O'Malley sorride ancora, allentando l'espressione che era contratta sin dal suo arrivo con l'auto vaticana davanti alla chiesa di via XX settembre, mezz'ora prima della funzione prevista per le 10,30. Talare rossa imposta da un protocollo che lo ha costretto a rinunciare al saio, dopo aver benedetto la gente si è tuffato in sacrestia e ne è uscito solo in processione. Non si concede altre battute, dopo la risposta al superiore. Ma nell'omelia torna sul tema del conclave. "Questa domenica è speciale, grazie per essere venuti a pregare in un momento così importante", dice, prima di ricordare la Pentecoste e la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli che avevano trascorso nove giorni di preghiera: "Lo Spirito di Dio illumini anche noi per scegliere un nuovo Papa". Usa poi un'espressione che lascia trasparire cosa lui si aspetti dal futuro pontefice: una figura che sembra conciliare l'aspetto dottrinale con una forte componente pastorale, se è vero che il successore di Benedetto XVI, secondo O'Malley, "potrà confermarci nella fede", ma anche "rendere più visibile l'amore del buon pastore che viene a cercare la sua pecora smarrita, guarire il malato e dare un abbraccio al figliol prodigo".
Quella del giovane che ritorna nella casa paterna dopo aver dilapidato il proprio patrimonio è l'immagine evangelica offerta dalla liturgia della quarta domenica di Quaresima. "Si può lasciare la Chiesa per tanti motivi: ignoranza, scarsa accoglienza, esperienze non positive, scandali, mediocrità spirituali. Spesso ci si considera dentro la Chiesa ma non si vive la vita della Chiesa". Ma la vita, ha aggiunto, "presenta molto presto il conto" e a chi "si rende conto di ciò che si è perduto" O'Malley annuncia la compassione divina: "Dio rimarrà sempre vicino a chi ha il cuore spezzato". E la Chiesa, ha aggiunto, deve saper fare altrettanto.