Conclave elezioni del papa 2013

Oggi Sodano, otto anni fa Ratzinger:
i toni dell'omelia pre-Conclave

Il futuro Papa scosse i cardinali con il suo appello a fermare "la dittatura del relativismo". L'attuale decano chiede ai pastori il contatto con le sofferenze di ANDREA GUALTIERI 

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CITTA' DEL VATICANO -  Carità, unità, continuità. Sono tre i temi sui quali insiste Angelo Sodano nell'omelia della Messa pro eligendo pontefice. Si tratta dell'ultimo contatto pubblico dei cardinali prima di entrare nella cappella sistina e le parole che pronuncia il decano del collegio cardinalizio - in questo caso escluso per limiti d'età dalla votazione, ma artefice finora della gestione del dibattito tra i porporati - compongono la filigrana di quanto maturato nelle congregazioni generali in vista della scelta del pontefice. Otto anni fa, nella stessa occasione, Joseph Ratzinger scosse definitivamente i suoi confratelli con un chiaro messaggio che focalizzava l'attenzione su quella che definì "una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".

Era il manifesto di quello che poi sarebbe diventato il suo pontificato, già dalla Messa d'inizio del ministero petrino del 24 aprile 2005, quando evocò la suggestiva immagine del deserto: "La Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto" disse, spiegando che "vi sono tante forme di deserto", da quello della povertà, della fame e della sete, a quello dell'abbandono, della solitudine, dell'amore distrutto, dell'oscurità di Dio.

Alla vigilia del conclave che dovrà scegliere il suo successore, Benedetto XVI viene applaudito per oltre un minuto quando Sodano gli rivolge un asciutto pensiero di gratitudine. E la missione che l'attuale decano indica ora alla Chiesa come guida nella scelta del nuovo pontefice sembra intersecare in diversi punti i temi proposti otto anni fa. Con toni più velati, però. 

Laddove Ratzinger sottolineò che "la carità senza verità sarebbe cieca", Sodano si concentra proprio sul concetto della carità da concretizzare per i pastori e per il Papa in particolare nel "contatto con la sofferenza, l'ingiustizia, la povertà, con tutte le fragilità dell'uomo". È quella che definisce "missione di misericordia", che però, precisa il decano, trova la sua massima attuazione proprio nella predicazione della verità, che per la Chiesa è l'evangelizzazione. Un passaggio che aggancia così quello che il Papa emerito accennò nella sua ultima Messa da cardinale e che poi sviluppò fino al messaggio per l'ultima Quaresima, citato oggi dal decano: "Non c'è azione più benefica, e quindi caritatevole, verso il prossimo che spezzare il pane della Parola di Dio".

La continuità con Benedetto XVI ma più in generale con "gli ultimi pontefici", Sodano la invoca esplicitamente: "Sono stati artefici di tante iniziative benefiche anche verso i popoli e la comunità ecclesiale, promuovendo senza sosta la giustizia e la pace. Preghiamo perché il futuro papa possa continuare quest'incessante opera a livello mondiale".

Ma nell'omelia che precede il conclave chiamato a spazzare via corvi e scontri tra fazioni, non manca un richiamo specifico all'unità ecclesiale. Lo spunto arriva dalla lettera di Paolo agli Efesini: "Tutti noi  -  dice Sodano  -  siamo chiamati a cooperare con il successore di Pietro", che è "fondamento visibile" dell'unità della Chiesa. Ratzinger, otto anni fa non parlò di unità ma di "comunione delle volontà" e la indicò come sinonimo della "amicizia" con Dio da proiettare anche all'interno della Chiesa. Poi, invece, arrivò la stagione dei veleni.