Conclave elezioni del papa 2013

San Pietro, una piazza col naso all'insù.
Ecco le voci dei fedeli in attesa

In attesa delle fumate, le persone continuano a controllare i maxi schermi. Seguono file ordinate, passano sotto il colonnato per proteggersi dalla pioggia. Sono migliaia e arrivano da tutto il mondo. Per vedere il volto del nuovo Papa: "Ma non subito, adesso è ancora troppo presto"

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CITTA' DEL VATICANO - Con il naso verso l'alto. E' così piazza San Pietro da ieri. Piena di ombrelli diversi, colorati, impermeabili, stivali di gomma, strani cappelli, e nasi in sù.

"Siamo venuti anche ieri, non ce facciamo una ragione. Bisogna esserci, è un momento storico, è necessario restare qui", ha detto Michele, 18 anni. Che in piazza è venuto con Ingrid, la sua amica dalla Svezia, sua ospite. Non sanno dov'è il camino per la fumata, ma non importa, guardano i maxi schermi, perché "si vede meglio".

La piazza è ordinata, le transenne sono controllate da polizia che guarda dentro gli zaini così come nelle borse ricoperte di buste di plastica delle signore. E piene di altre buste. Lisa ha ottantadue anni. E' venuta in metropolitana e di papi ne ha visti passare almeno sei. "Raztinger è stato una stella cadente", spiega. Non dice meteora. Dice stella. "Eravamo abituati al detto 'morto un Papa se ne fa un altro'. Questo però si è dimesso. Doveva essere ben stanco. Ma il mondo va così, che ci vuole fare. Speriamo che il prossimo sia più forte".

Piove. Da due giorni, senza interruzione. Il cielo è bianco come la cupola. Le nuvole scure, come la fumata, e la seconda dall'inizio del Conclave è ancora più nera dal vivo che sui maxi schermi. "Chissà come sono concentrati questi Cardinali", dice Mauro, 55 anni. "Devono prendere una decisione importante, forse nessuno ha voglia di essere Pontefice oggi. Tra scandali e sfiducia è un'epoca buia, ci serve un Papa coraggioso e io tifo per l'Africano".

"Non c'è copertura!", urla un ragazzo, da solo, guardando il suo telefono tra le mani. "Non si mandano le foto", gli risponde qualcuno, non interpellato. Nasi in sù verso gli schermi, e nasi in giù, a guardare schermi più piccoli. La realtà si ricorda meglio se filtrata e decomposta in pixel.

In pochi guardano la finestra vuota dalla quale si affaccerà il nuovo Papa, il drappo di velluto rosso è ancora un sipario chiuso di uno spettacolo non cominciato. "Ci vuole tempo, non ci sarà Papa o fumata bianca neanche oggi", dice Jade. Ventidue anni, viene da Manchester. Lui ha scommesso, ma sugli americani.

Le telecamere sono ovunque, come le borse ricoperte dalle buste di plastica. I giornalisti parlano ogni lingua, i riflettori che illuminano gli inviati in diretta perforano la pioggia. E grazie al lavoro di tanti anche Benedetto XVI da Castelgandoflo segue il Conclave con attenzione. "Ieri in particolare aveva seguito la messa del mattino e l'ingresso nella Capella Sistina tramite la televisione. Poi ha dedicato diverso tempo della giornata alla preghiera", ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ma non sarà presente alla prima messa del nuovo Papa".

Ci sono le classi, grappoli di studenti a dividersi gli ombrelli. Quasi quattro sotto ogni scudo protettivo. Sono accompagnate dai professori che riempiono il tempo in attesa tra una fumata e l'altra con lezioni di storia. "Ma i documenti di Vatileaks voi giornalisti non li potete trovare?", chiede Matteo, 14 anni. "Se ci fosse ancora Assange in libertà, magari lui ci riusciva" aggiunge Elena. Il segreto della Chiesa, il maggiordomo, il corvo, il libro dei segreti. "Questo rende il nuovo Papa molto interessante", racconta Cristina, che insegna Storia. "Deve essere un Papa forte e moderno, che sappia prendere in mano le redini di un gregge che non è fatto più da pecorelle... Insomma, che sia 'generoso' non basta..."

La prossima fumata è attesa per il pomeriggio. In molti sanno che sarà nera. Ne sono certi. "E' troppo presto per l'habemus papam", dice Riccardo, 69 anni. "Non ci sarebbe quasi gusto".