Elezioni Usa, Hillary Clinton vince il primo confronto tv
Federico Rampini
Trump e Clinton sul palco al termine del dibattito (reuters)
I primi sondaggi sono favorevoli alla candidata democratica. Il duello è stato spettacolare. Trump è riuscito ad apparire presidenziale e ad evitare gli eccessi. L'ex first lady ha dato il meglio di sé negli attacchi personali all'avversario
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NEW YORK - I sondaggi istantanei danno un verdetto chiaro: il primo confronto tv lo ha vinto Hillary Clinton. Quello della Cnn, instant poll su un campione di telespettatori, dà la candidata democratica vincitrice al 62%. Fosse vero pure sui sondaggi normali, la partita sarebbe chiusa da oggi. Ma bisognerà aspettare qualche giorno, forse perfino settimane, per misurare un effetto "sedimentato" e capire se davvero il grande scontro ha potuto cambiare le sorti di questa elezione.
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Il duello del secolo, con cento milioni di spettatori, non ha deluso le attese. Spettacolare, eccitante. Forse decisivo. Hillary Clinton aveva più da perdere, perché da lei ci si attendeva il massimo della competenza, della professionalità, ma doveva evitare di aggiungerci qualche tic di superbia, arroganza, presunzione. Ce l'ha fatta, con un controllo esemplare ha dato la sensazione di essere sicura di sé senza strafare. Donald Trump doveva evitare gli eccessi, doveva trattenersi dall'istinto dello showman, per apparire presidenziale, ed effettivamente si è contenuto. Ne esce un po' meno "inverosimile" come presidente. Ha perfino dichiarato che accetterebbe una vittoria di Hillary, anziché ricorrere come fa di solito allo spettro delle elezioni truccate.
Nel merito, Trump è stato efficace quando ha attaccato Obama-Hillary per i trattati di libero scambio, le delocalizzazioni, la deindustrializzazione: era tutto cominciato molto prima di Obama, ma ai tempi di un certo Bill Clinton firmatario del trattato Nafta. È piaciuto di sicuro all'elettorato di destra quando alle tensioni razziali e al terrorismo ha risposto con lo slogan Legge e Ordine.
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Trump ha colpito nel segno descrivendo il Medio Oriente come un caos, e quindi assegnando un segno meno alla politica estera di Obama-Clinton. È riuscito a incarnare l'outsider, il non-politico, in una fase storica in cui queste figure sembrano avere il vento in poppa in molte parti del mondo. Interpreta l'umore di quella parte della nazione che pensa che l'America stia scivolando nello sfascio, nel disordine, nel declino.
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Hillary ha dato il meglio di sé negli attacchi personali, diretti a screditare l'avversario. È stata cattiva quanto basta, senza strafare e senza concedergli nulla. Gli ha rinfacciato il rifiuto di pubblicare le dichiarazioni dei redditi (prima volta in 40 anni di presidenziali), imputandolo al fatto che "probabilmente non paga tasse federali". Lo ha inchiodato per la "bugia razzista" su Obama nato all'estero e quindi ineleggibile. Ha ricordato la misoginia di Trump, i ripetuti insulti alle donne. Ha contestato la ricetta economica del candidato repubblicano, meno tasse ai ricchi: "Ottima per la famiglia Trump ma identica a quella di George Bush che ci trascinò nella disastrosa crisi economica del 2008 da cui siamo usciti con Obama". Si è distinta per un'idea inclusiva della crescita economica: rialzo del salario minimo, università gratuita per i meno abbienti.
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Quello che manca a Hillary è il carisma, la capacità di fare sognare che ha sempre avuto Obama, un'idea forte del futuro che gli speechwriter sappiano tradurre in immagini eccitanti. Trump ha il vantaggio di poterle dire: "Ci racconti queste cose da trent'anni, sei come tutti i politici, perché dovresti mantenere le promesse questa volta?" Come sempre Trump è stato avaro di dettagli sui suoi programmi, il suo messaggio agli americani è: fidatevi di me, ho avuto successo negli affari, quindi saprò rifare l'America grande. È un discorso che abbiamo già sentito. Non tutti gli americani capiscono l'impostura. Ma la prima reazione a caldo negli instant poll a tarda serata sembra dire che i trent'anni di esperienza di Hillary Clinton non sono un valore totalmente disprezzato, neppure nel clima "insurrezionale" che spesso ha segnato questa campagna elettorale anomala.
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Bar, ristoranti, sale da biliardo. Il comun denominatore dei locali Usa, ieri sera, è stata la tv sintonizzata sul dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump. Il 74% degli americani aveva dichiarato, nei giorni scorsi, che avvrebbe seguito il confronto. Il sondaggio Cnn, diffuso al termine dello scontro tra i due candidati alla Casa Bianca, dice che Hillary Clinton è uscita da vincitrice con il 62% delle preferenze degli americani (solo il 27% per Trump).