Voci dall'America

Idaho City, la città fantasma è tutta per Trump

Famosa per le sue miniere d'oro, era la città più grande dell'America occidentale. Ma quei giorni sono ormai lontani
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IDAHO CITY (Idaho) - Se Old Shatterhand uscisse correndo da uno dei suoi saloon, non se ne accorgerebbe nessuno. Idaho City sorge nel cuore del selvaggio west. Le piccole case sono costruite in legno e con il passare degli anni hanno cominciato a inclinarsi. La strada è piena di buche. Manca solo il tradizionale rotolacampo per sentirsi sul set di un film western.

La città ha raggiunto il suo massimo splendore intorno al 1870, quando era la più grande dell'America occidentale. Allora vi abitavano più di 25.000 persone, tutte alla ricerca di un'unica cosa: l'oro. Ce n'era parecchio in zona. È difficile dire quanto del prezioso metallo sia stato estratto all'epoca. Alcuni ritengono che si trattasse di oro per un valore di 300 milioni di dollari, pari ad alcuni miliardi di dollari odierni.

"Se Hillary Clinton vince, emigro in Canada", grida un giovane per strada ai suoi colleghi. Un'intenzione molto diffusa nel villaggio, che conta ancora 500 anime. Rhonda Jameson (54), insegnante del paese, ha condotto una votazione tra i suoi figli e ha ottenuto il risultato che si aspettava: 7 per Donald Trump, 0 per Hillary Clinton.

Questo è dovuto anche alla precaria situazione economica: "Prima c'è stato l'oro, poi il legno. Ora non ci resta più niente", racconta l'insegnante. E i ragazzi votano in base a quello che sentono a casa. In questa zona Donald Trump la fa da padrone – lei però non ha potuto assegnare il suo voto. "Nessuno dei due riuscirebbe a incarnare i miei valori personali".