Articoli Istituto Luce 2014

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Note di regia

L'Ultima voce, Guido Notari

Da documentario a ricerca indiziaria. Tutto comincia con l'incontro milanese con i discendenti di Guido e l'apertura di una valigia

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Una voce senza corpo, che tutti ascoltano alla radio ma poi inesorabilmente si perde nell'etere: la sua rappresentazione per immagini ha costituito per noi una sfida avvincente.

Una voce celebre, ma sempre impersonale e anonima, anche per favorire l'identificazione con l'autorità e l'ufficialità.

Un personaggio scomparso dalle cronache, su cui nessuno degli interrogati sapeva dare notizie precise: poche note a piè di pagina in qualche libro, e nulla più. La sua discendenza diretta si è estinta: l'unico figlio Brunello muore giovane in un incidente stradale in piena notte, ai Castelli Romani, come il Toby Dammit di Fellini.

Il documentario si è tramutato in una ricerca indiziaria, svolta all'Università - il luogo primario di lavoro del regista - dove l'avvento del sonoro è un tema di studio. Finalmente rintracciato, il nipote Giancarlo Notari ci ha dato indicazioni decisive e ci ha consegnato una valigia piena di oggetti, fotografie private e foto di scena, articoli di giornale, lettere. Per questo abbiamo scelto di iniziare con l'incontro milanese con i discendenti di Guido e l'apertura della valigia.

Giorgio Zanchini, una voce nota della radio di oggi, ha costituito l'alter ego vivente di Notari; non solo una voce narrante, ma un testimone, una presenza in carne ed ossa che Guido ha avuto solo quando il cinema si è interessato a lui.

I luoghi di Notari hanno avuto uno strano destino: in parte sono ancora oggi le sedi dei media (la Rai), in parte (la prima sede dell'Istituto Luce, quella della Incom) sono distrutti, negati, in rovina. Una rimozione sui cui abbiamo voluto far luce, perché capitoli essenziali della nostra storia non andassero perduti. Ma non ci sfugge che la rovina di quei luoghi coincide con la fine di un modo di narrare e di una voce unica, quella di Guido Notari, travolta dall'avvento della televisione e della pubblicità. Di qui il nostro titolo: "L'ultima voce".