PORTO ALEGRE - Poi uno dice le coincidenze. In poche ore il Brasile concentrerà il meglio di sé: calcio e amore, conditi entrambi dalla musica, possibilmente bella, non quella che esce da quasi tutti i negozi (ormai un "crossover" senza identità). Si comincia alle 17 con la partita inaugurale, balleranno per vincere Neymar e compagni. E dopo? Dopo (finita la manifestazione per le vie del centro storico) è San Antonio, il San Valentino dei brasiliani. In questo paese "o dias do namorados" cade il 12 giugno. I ristoranti più intimi sono pieni da giorni, i gestori si scusano ma non possono accettare prenotazioni. Qualcuno festeggia a casa ma le scaramanzie "perché il legame nasca, duri e si concretizzi" funzionano anche se il lume di candela è una lampada al neon e la "mesa" con vista mare è soltanto il tavolino della cucina in un appartamentino di Boa Vista, qui a Porto Alegre, o di Auxiliadora. Riti propiziatori cui i single speranzosi e i fidanzati che sognano di andare oltre, condividere di più, un anello, una casa, un sì fatale, non si possono sottrarre. Riti che peraltro debbono essere effettuati al rintocco della mezzanotte, riti dunque di passaggio. Perché? Perché domani, 13 giugno, in un calendario fittissimo di appuntamenti gioiosi, si festeggia S. Antonio, il cosiddetto santo "casamentario", ovvero il protettore dei matrimoni, il facilitatore. Non a caso in Brasile si suole considerare giugno il mese ideale per sposarsi.
Nel Nordeste soprattutto resiste una vecchia tradizione. Augurandosi che oggi possa venire anticipata e benedetta da una vittoria contro la Croazia, la tradizione consiste in questo: le ragazze in cerca di matrimonio o di un semplice fidanzato prendono (meglio se rubano) una statuetta di S.Antonio e la nascondono nell'armadio appesa a testa in giù dopo averla, pensate un po', minacciata, con questa frase apotropaica: "Ti raddrizzo solo dopo che avrai portato a termine la tua missione". Il santo in ostaggio e col sangue alla testa sarà restituito al legittimo proprietario (chi potrebbe essere mai?) solo al compimento del sortilegio. Si racconta che lo stesso Neymar sia stato un frequentatore delle sere "do namorados". Dunga raccontò di essersi fidanzato proprio il 12 giugno, era ancora ragazzo, e per due anni rimase convinto di aver fatto la scelta giusta grazie a S. Antonio. Chissà se andò a protestare da lui quando la storia finì. Un'altra usanza delle ragazze "single", racconta David Luiz, uno che a giudicare dal fascino che emana in patria (fascino ad uso esclusivo del pubblico femminile) non dovrebbe aver mai avuto bisogno di ricorrere a S. Antonio, è di mettere tre foglietti sotto il cuscino con i nomi di tre potenziali fidanzati nella notte fra il 12 e il 13 giugno: "Una volta uscii io", prosegue il nuovo difensore del Psg. La ragazza però non gli piaceva. E chi era questo S. Antonio "sensale"? Era un frate portoghese vissuto nel XIII secolo. Ma la verità è che la faccenda del "dias do namorados" non è così antica come sembrerebbe, non c'è da camminare all'indietro, scavando fra i secoli. Non è vicenda da fattucchiere, né stregoni, né fate turchine o verdeoro. Al contrario. Risale al 1949 e a un fortunato slogan di un'agenzia pubblicitaria: "Non è solo con i baci che si dimostra di amare". Prosaicamente, sfruttando la notorietà di quel "claim", la Camera di Commercio indisse un giorno in cui scambiarsi non solo baci potesse portare fortuna agli innamorati e qualche soldo in più a negozianti e ristoratori. Venne scelto il 12 giugno. Fu allora, secoli dopo la sua morte, che S. Antonio, in paradiso si presume, venne informato di essere diventato, almeno nella cultura brasiliana, il "santo "casamentario". Quello che combinava matrimoni a testa in giù. Rimane una certezza: stasera i ristorantini da innamorati sono tutti pieni. Chi non è brasiliano, chi non ama niente e nessuno, i soli, i vagabondi, i delusi, i tristi solitari y final, o anche una normale comitiva di amici senza grilli amorosi per la testa, sono vivamente pregati di contentarsi di una burbera churrascaria.
Nel Nordeste soprattutto resiste una vecchia tradizione. Augurandosi che oggi possa venire anticipata e benedetta da una vittoria contro la Croazia, la tradizione consiste in questo: le ragazze in cerca di matrimonio o di un semplice fidanzato prendono (meglio se rubano) una statuetta di S.Antonio e la nascondono nell'armadio appesa a testa in giù dopo averla, pensate un po', minacciata, con questa frase apotropaica: "Ti raddrizzo solo dopo che avrai portato a termine la tua missione". Il santo in ostaggio e col sangue alla testa sarà restituito al legittimo proprietario (chi potrebbe essere mai?) solo al compimento del sortilegio. Si racconta che lo stesso Neymar sia stato un frequentatore delle sere "do namorados". Dunga raccontò di essersi fidanzato proprio il 12 giugno, era ancora ragazzo, e per due anni rimase convinto di aver fatto la scelta giusta grazie a S. Antonio. Chissà se andò a protestare da lui quando la storia finì. Un'altra usanza delle ragazze "single", racconta David Luiz, uno che a giudicare dal fascino che emana in patria (fascino ad uso esclusivo del pubblico femminile) non dovrebbe aver mai avuto bisogno di ricorrere a S. Antonio, è di mettere tre foglietti sotto il cuscino con i nomi di tre potenziali fidanzati nella notte fra il 12 e il 13 giugno: "Una volta uscii io", prosegue il nuovo difensore del Psg. La ragazza però non gli piaceva. E chi era questo S. Antonio "sensale"? Era un frate portoghese vissuto nel XIII secolo. Ma la verità è che la faccenda del "dias do namorados" non è così antica come sembrerebbe, non c'è da camminare all'indietro, scavando fra i secoli. Non è vicenda da fattucchiere, né stregoni, né fate turchine o verdeoro. Al contrario. Risale al 1949 e a un fortunato slogan di un'agenzia pubblicitaria: "Non è solo con i baci che si dimostra di amare". Prosaicamente, sfruttando la notorietà di quel "claim", la Camera di Commercio indisse un giorno in cui scambiarsi non solo baci potesse portare fortuna agli innamorati e qualche soldo in più a negozianti e ristoratori. Venne scelto il 12 giugno. Fu allora, secoli dopo la sua morte, che S. Antonio, in paradiso si presume, venne informato di essere diventato, almeno nella cultura brasiliana, il "santo "casamentario". Quello che combinava matrimoni a testa in giù. Rimane una certezza: stasera i ristorantini da innamorati sono tutti pieni. Chi non è brasiliano, chi non ama niente e nessuno, i soli, i vagabondi, i delusi, i tristi solitari y final, o anche una normale comitiva di amici senza grilli amorosi per la testa, sono vivamente pregati di contentarsi di una burbera churrascaria.