SAN PAOLO - Arbitri che inventano rigori, guardalinee che sventolano offside immaginari, allenatori che si infuriano e dicono "Non giochiamo più". E' il Mondiale, ma sembra la Serie A. Se qualcuno sognava di non dover affrontare anche in estate concetti terrificanti come "sudditanza psicologica", è già rimasto deluso. Dopo appena due giornate di Coppa è chiaro che ci siamo dentro, più che mai: gli errori arbitrali sono il grande motivo di scontro di queste prime briciole di torneo. E per fortuna ci hanno pensato Olanda e Cile a far parlare anche i gol e le emozioni. Prima dell'entusiasmante cinquina di Robben e compagni, però, i protagonisti si chiamavano Yuichi Nischimura e Wilmar Rolan. Con qualche critica anche per Nicola Rizzoli, passata in secondo piano di fronte al sorprendente tracollo di Del Bosque e Casillas.
Al povero Nischimura, che ha aperto il Mondiale concedendo un rigore generosissimo al Brasile contro la Croazia, tocca la sorte più amara: è ormai un eroe dei fotomontaggi sul web. I più gettonati lo vedono indossare la maglia verdeoro della Selecao o impersonare il Cristo Redentore, simbolo di Rio. La stampa brasiliana ammette e ringrazia: "Rigore inesistente" per la Folha de Sao Paulo, mentre Agora titola: "Neymar, Oscar e il giapponese danno la vittoria al Brasile". Ad accendere gli animi ci ha pensato il ct della Croazia Nico Kovac: "Basta col calcio, diamoci al basket. Dovremmo mollare tutto e andarcene a casa. Questo mondiale rischia di diventare un circo". Eppure Nishimura ha dieci anni di esperienza internazionale e ha arbitrato già al Mondiale di Sudafrica (anche il quarto di finale in cui l'Olanda eliminò il Brasile). A sostenere l'arbitro rimangono solo Fred ("Penalty netto, non sono un cascatore") e il capo del settore arbitrale Fifa Massimo Busacca ("Il contatto tra Lovren e Fred c'è stato").
Non è molto consolatorio per i croati, ma quello del giapponese è stato solo il primo di una serie di errori e decisioni dubbie. Nella seconda giornata di Coppa quantomeno il calcio si è fatto giustizia, e le scelte degli arbitri non hanno condizionato i risultati delle partite. "Ci hanno annullato due gol regolari, ma va bene lo stesso", ha commentato serafico il ct del Messico Hector Herrera dopo la vittoria col Camerun. Va bene lo stesso perché alla fine i suoi hanno vinto, ma i due fuorigioco inesistenti segnalati nel primo tempo a Giovani Dos Santos hanno innervosito non poco i messicani. Il problema dell'arbitro Wilmar Rolan da Amalfi (cittadina colombiana omonima) è in realtà il suo assistente, il disastroso Clavijo, che ha alzato un po' troppo spesso la bandierina. Facile parlare dopo, con le immagini a disposizione, però due errori così in meno di venti minuti sembrano francamente troppi. Nel primo caso, al 12', a tenere in gioco l'attaccante del Villarreal c'erano, per qualche centimetro, due difensori africani, Chedjou e N'Kolou. Dos Santos esulta di nuovo al 29', quando da pochi passi devia di testa in rete: niente da fare, bandierina alzata. Eppure il cross era stato toccato da un difensore del Camerun prima di arrivare al messicano. A smorzare le recriminazioni di Herrera arriva il gol di Peralta nel secondo tempo. Il risultato è giusto, gli errori però rimangono.
Polemiche incrociate anche durante Spagna-Olanda. Dubbio il rigore conquistato da Diego Costa, che "si fa buttare a terra" da un De Vrij un po' ingenuo. Gli olandesi protestano con Rizzoli, mentre gli spagnoli recrimineranno sul gol del 3-1 olandese dello stesso De Vrij per una presunta carica di Van Persie su Casillas. Tutto è stato poi travolto dall'incredibile risultato finale, e dalla certezza che nessun eventuale errore arbitrale ha avuto un'influenza sul match.
Adesso quello che bisogna capire, e in fretta, è se il resto del Mondiale si svolgerà coerentemente con il suo inizio. Durante Cile-Australia è comparso però anche uno stralcio di futuro, con l'utilizzo della "goal-line technology", che ha certificato il salvataggio sulla linea dell'australiano Wilkinson sul tiro di Vargas. Forse una speranza c'è, o siamo condannati a parlare più di arbitri che di gol persino al Mondiale?
Al povero Nischimura, che ha aperto il Mondiale concedendo un rigore generosissimo al Brasile contro la Croazia, tocca la sorte più amara: è ormai un eroe dei fotomontaggi sul web. I più gettonati lo vedono indossare la maglia verdeoro della Selecao o impersonare il Cristo Redentore, simbolo di Rio. La stampa brasiliana ammette e ringrazia: "Rigore inesistente" per la Folha de Sao Paulo, mentre Agora titola: "Neymar, Oscar e il giapponese danno la vittoria al Brasile". Ad accendere gli animi ci ha pensato il ct della Croazia Nico Kovac: "Basta col calcio, diamoci al basket. Dovremmo mollare tutto e andarcene a casa. Questo mondiale rischia di diventare un circo". Eppure Nishimura ha dieci anni di esperienza internazionale e ha arbitrato già al Mondiale di Sudafrica (anche il quarto di finale in cui l'Olanda eliminò il Brasile). A sostenere l'arbitro rimangono solo Fred ("Penalty netto, non sono un cascatore") e il capo del settore arbitrale Fifa Massimo Busacca ("Il contatto tra Lovren e Fred c'è stato").
Non è molto consolatorio per i croati, ma quello del giapponese è stato solo il primo di una serie di errori e decisioni dubbie. Nella seconda giornata di Coppa quantomeno il calcio si è fatto giustizia, e le scelte degli arbitri non hanno condizionato i risultati delle partite. "Ci hanno annullato due gol regolari, ma va bene lo stesso", ha commentato serafico il ct del Messico Hector Herrera dopo la vittoria col Camerun. Va bene lo stesso perché alla fine i suoi hanno vinto, ma i due fuorigioco inesistenti segnalati nel primo tempo a Giovani Dos Santos hanno innervosito non poco i messicani. Il problema dell'arbitro Wilmar Rolan da Amalfi (cittadina colombiana omonima) è in realtà il suo assistente, il disastroso Clavijo, che ha alzato un po' troppo spesso la bandierina. Facile parlare dopo, con le immagini a disposizione, però due errori così in meno di venti minuti sembrano francamente troppi. Nel primo caso, al 12', a tenere in gioco l'attaccante del Villarreal c'erano, per qualche centimetro, due difensori africani, Chedjou e N'Kolou. Dos Santos esulta di nuovo al 29', quando da pochi passi devia di testa in rete: niente da fare, bandierina alzata. Eppure il cross era stato toccato da un difensore del Camerun prima di arrivare al messicano. A smorzare le recriminazioni di Herrera arriva il gol di Peralta nel secondo tempo. Il risultato è giusto, gli errori però rimangono.
Polemiche incrociate anche durante Spagna-Olanda. Dubbio il rigore conquistato da Diego Costa, che "si fa buttare a terra" da un De Vrij un po' ingenuo. Gli olandesi protestano con Rizzoli, mentre gli spagnoli recrimineranno sul gol del 3-1 olandese dello stesso De Vrij per una presunta carica di Van Persie su Casillas. Tutto è stato poi travolto dall'incredibile risultato finale, e dalla certezza che nessun eventuale errore arbitrale ha avuto un'influenza sul match.
Adesso quello che bisogna capire, e in fretta, è se il resto del Mondiale si svolgerà coerentemente con il suo inizio. Durante Cile-Australia è comparso però anche uno stralcio di futuro, con l'utilizzo della "goal-line technology", che ha certificato il salvataggio sulla linea dell'australiano Wilkinson sul tiro di Vargas. Forse una speranza c'è, o siamo condannati a parlare più di arbitri che di gol persino al Mondiale?