SAN PAOLO - Da Uruguay-Inghilterra, per l'Italia è arrivato il risultato peggiore: la vittoria, sacrosanta, della Celeste potrebbe mettere a repentaglio la qualificazione persino se domani gli azzurri battessero il Costarica, perché potrebbe alla fine palesarsi un ex-aequo tra tre squadre a sei punti, in mezzo al quale bisognerebbe districarsi con la differenza reti nei confronti diretti. Un ginepraio. E un minaccioso pericolo, questo Uruguay.
Tabarez non ha ancora trovato la squadra che quattro anni fa incantò il Sudafrica e che nel 2011 mise in fila tutto il Sudamerica, ma ha ritrovato Suarez e per il momento basta e avanza. Il Pistolero, a quattro settimane esatte dall'operazione al menisco, ha maltrattato gli inglesi come è abituato a fare ogni settimana in Premier: per lui, segnare a quelle mummie è un giochetto. Se poi gli si affianca Cavani (evidentemente un'altra cosa rispetto a Sturridge e Sterling, i suoi soci nel Liverpool) si va a formare una coppia formidabile, la più forte al mondo assieme a Messi-Agüero. Ma rispetto ai due argentini, Luis ed Edinson sono un corpo unico, uno fatica per l'altro (stasera, soprattutto Cavani per Suarez, che sarà al massimo al 60 per cento della condizione) con il piacere di farlo. Un assist e mezzo del Matador (che ha lavorato come un dannato a tutto campo), due gol del Pistolero: l'Uruguay è una squadra inevitabilmente al loro servizio.
L'Inghilterra è sull'orlo dell'eliminazione. Possiamo salvarla noi, battendo sia Costarica sia Uruguay. Se poi vincesse l'ultima con i Ticos, ci sarebbero tre squadre a quota tre. Ma gli inglesi non se lo meriterebbero, sono una nazionale di qualità ma senza midollo e senza cervello, non abbastanza pugnace e non in grado di decidere che corso deve prendere una partita. Difatti non è un caso che abbiano perso per due volte alla stessa maniera, tornando sotto dopo avere rimontato. Tra quattro anni saranno una squadra migliore, se qualcuno saprà educare i tanti bravi giovani che ci sono. Per il momento, però, è giusto che la possibilità di continuare ce l'abbiano l'Uruguay, il Costarica, l'Italia.
Tabarez non ha ancora trovato la squadra che quattro anni fa incantò il Sudafrica e che nel 2011 mise in fila tutto il Sudamerica, ma ha ritrovato Suarez e per il momento basta e avanza. Il Pistolero, a quattro settimane esatte dall'operazione al menisco, ha maltrattato gli inglesi come è abituato a fare ogni settimana in Premier: per lui, segnare a quelle mummie è un giochetto. Se poi gli si affianca Cavani (evidentemente un'altra cosa rispetto a Sturridge e Sterling, i suoi soci nel Liverpool) si va a formare una coppia formidabile, la più forte al mondo assieme a Messi-Agüero. Ma rispetto ai due argentini, Luis ed Edinson sono un corpo unico, uno fatica per l'altro (stasera, soprattutto Cavani per Suarez, che sarà al massimo al 60 per cento della condizione) con il piacere di farlo. Un assist e mezzo del Matador (che ha lavorato come un dannato a tutto campo), due gol del Pistolero: l'Uruguay è una squadra inevitabilmente al loro servizio.
L'Inghilterra è sull'orlo dell'eliminazione. Possiamo salvarla noi, battendo sia Costarica sia Uruguay. Se poi vincesse l'ultima con i Ticos, ci sarebbero tre squadre a quota tre. Ma gli inglesi non se lo meriterebbero, sono una nazionale di qualità ma senza midollo e senza cervello, non abbastanza pugnace e non in grado di decidere che corso deve prendere una partita. Difatti non è un caso che abbiano perso per due volte alla stessa maniera, tornando sotto dopo avere rimontato. Tra quattro anni saranno una squadra migliore, se qualcuno saprà educare i tanti bravi giovani che ci sono. Per il momento, però, è giusto che la possibilità di continuare ce l'abbiano l'Uruguay, il Costarica, l'Italia.