ROMA - Chiamatela dulce verganza, ma anche sweet revenge va bene. Luis Suarez lo dice in tutte le lingue che conosce, mostrando i suoi bei dentoni da coniglio negli spogliatoi anche se li aveva esibiti già sul prato di San Paolo, non appena la dolce vendetta s’era compiuta. Anzi, in campo s’è pure fatto un pianterello mentre i compagni lo sommergevano sotto una piramide umana di pura garra charrùa, perché era tutto troppo bello, troppo sognato, troppo realizzato. Pum pum, fa il Pistolero, uno sparo di testa per l’1-0 e l’altro di destro, dopo una di quelle sue corse frenetiche palla al piede e il pallone scagliato in rete come una sassata, e se in porta c’è quel salame di Hart è ancora meglio.
Uruguay-Inghilterra è il sogno realizzato di Luis Suarez, perché due gol agli inglesi solo lui poteva rifilarli, c’erano troppo vissuto e troppa sofferenza dietro. Lui infatti lo dice subito, fuori dai dentoni: "Prima di questa partita gli inglesi ridevano di me, mi prendevano in giro, o parlavano di me in modo sprezzante. Adesso vorrei proprio sapere cosa pensano", e il baluginare del canino incendiava la notte. Del resto per i sudditi di Elisabetta II Luis Suarez è il simulatore per definizione, oppure è Suarez il razzista, o anche Suarez il cannibale. Sono capitate tutte e lui, in effetti, in questi quattro anni al Liverpool. Anche i successi sportivi, certo, perché ad esempio sono due anni che lo eleggono giocatore dell’anno, e nell’ultimo campionato ha piazzato 31 gol in 33 partite. Ma è indubbiamente vero che Luisito, un caratterino spigoloso perché forgiato da una vita ricca di imprevisti, ogni tanto si tuffi in area e faccia arrabbiare gli inglesi, che ormai lo conoscono e ogni volta che vedono una sua simulazione gliela rinfacciano per settimane, sparandola in loop in imbarazzanti replay.
Pare sia verissimo, anche se lui ha sempre smentito l’entità del fatto, che in quella partita contro il Manchester United del 2011 Suarez proferì un insulto razzista ai danni di Evra, e la Premier League venne giù per l’indignazione: il risultato fu che al Pistolero affibbiarono otto giornate di squalifica e 40000 sterline di multa. Fu altrettanto vero, assai evidente e immortalato da tutte le telecamere del Regno, il morso che Suarez affibbiò sul braccio di Ivanovic in un Liverpool-Chelsea del 2013. L’arbitro non vide ma la tv sì, e anche lì scattò la tagliola: il reprobo beccò dieci giornate di squalifica e anche la sospesione da parte del suo club, che lo mise fuori rosa. Per questo l’estate del 2013 Suarez la passò a meditare vendetta contro l’Inghilterra tutta, chiedendo a gran voce di essere ceduto. Ma il suo allenatore Brendan Rodgers lo trattenne in un modo o nell’ altro, e il Liverpool ha tirato fuori una stagione quasi perfetta, rovinata solo nel finale dalle topiche di Gerrard che hanno consegnato il titolo al Manchester City. Eppure, nonostante i 31 gol dell’ ultimo campionato, Luis Suarez continua a non trovarsi bene in Inghilterra. E’ preoccupato quando gira per le strade, perché non di rado gli è capitato di essere apostrofato da qualche tifosi, una volta addirittura fu insultato in un centro commerciale da uno che gli si era avvicinato con la scusa di scattare una foto. Insomma tra il Pistolero e l’Inghilterra l’amore non è mai sbocciato, ed è per questo che i suoi due gol a Hart, orchestrati in coppia con Edinson Cavani che è un suo compaesano (sono entrambi nati nella cittadina di Salta), assumono un valore particolarissimo: "Sognavo una notte così. Ho sofferto moltissimo le critiche e i commenti sprezzanti degli inglesi, ora è il mio momento di gioire, e di godere". Poi ha dedicato un video alla sua famiglia, in cui ringrazia commosso tutti, girato nello spogliatoio dell’ Arena Corinthians, lui seduto sulla panca ancora stravolto dalla felicità. Poi ha chiamato il suo agente e gli ha ribadito la richiesta: "Portami via da Liverpool, via dall’ Inghilterra". E’ da un anno che Luis Suarez il Pistolero vuole andarsene al Real Madrid, ed è da un anno che il Real Madrid lo vuole. Quei due gol all’ Inghilterra, ora, li hanno avvicinati ancor di più.
Uruguay-Inghilterra è il sogno realizzato di Luis Suarez, perché due gol agli inglesi solo lui poteva rifilarli, c’erano troppo vissuto e troppa sofferenza dietro. Lui infatti lo dice subito, fuori dai dentoni: "Prima di questa partita gli inglesi ridevano di me, mi prendevano in giro, o parlavano di me in modo sprezzante. Adesso vorrei proprio sapere cosa pensano", e il baluginare del canino incendiava la notte. Del resto per i sudditi di Elisabetta II Luis Suarez è il simulatore per definizione, oppure è Suarez il razzista, o anche Suarez il cannibale. Sono capitate tutte e lui, in effetti, in questi quattro anni al Liverpool. Anche i successi sportivi, certo, perché ad esempio sono due anni che lo eleggono giocatore dell’anno, e nell’ultimo campionato ha piazzato 31 gol in 33 partite. Ma è indubbiamente vero che Luisito, un caratterino spigoloso perché forgiato da una vita ricca di imprevisti, ogni tanto si tuffi in area e faccia arrabbiare gli inglesi, che ormai lo conoscono e ogni volta che vedono una sua simulazione gliela rinfacciano per settimane, sparandola in loop in imbarazzanti replay.
Pare sia verissimo, anche se lui ha sempre smentito l’entità del fatto, che in quella partita contro il Manchester United del 2011 Suarez proferì un insulto razzista ai danni di Evra, e la Premier League venne giù per l’indignazione: il risultato fu che al Pistolero affibbiarono otto giornate di squalifica e 40000 sterline di multa. Fu altrettanto vero, assai evidente e immortalato da tutte le telecamere del Regno, il morso che Suarez affibbiò sul braccio di Ivanovic in un Liverpool-Chelsea del 2013. L’arbitro non vide ma la tv sì, e anche lì scattò la tagliola: il reprobo beccò dieci giornate di squalifica e anche la sospesione da parte del suo club, che lo mise fuori rosa. Per questo l’estate del 2013 Suarez la passò a meditare vendetta contro l’Inghilterra tutta, chiedendo a gran voce di essere ceduto. Ma il suo allenatore Brendan Rodgers lo trattenne in un modo o nell’ altro, e il Liverpool ha tirato fuori una stagione quasi perfetta, rovinata solo nel finale dalle topiche di Gerrard che hanno consegnato il titolo al Manchester City. Eppure, nonostante i 31 gol dell’ ultimo campionato, Luis Suarez continua a non trovarsi bene in Inghilterra. E’ preoccupato quando gira per le strade, perché non di rado gli è capitato di essere apostrofato da qualche tifosi, una volta addirittura fu insultato in un centro commerciale da uno che gli si era avvicinato con la scusa di scattare una foto. Insomma tra il Pistolero e l’Inghilterra l’amore non è mai sbocciato, ed è per questo che i suoi due gol a Hart, orchestrati in coppia con Edinson Cavani che è un suo compaesano (sono entrambi nati nella cittadina di Salta), assumono un valore particolarissimo: "Sognavo una notte così. Ho sofferto moltissimo le critiche e i commenti sprezzanti degli inglesi, ora è il mio momento di gioire, e di godere". Poi ha dedicato un video alla sua famiglia, in cui ringrazia commosso tutti, girato nello spogliatoio dell’ Arena Corinthians, lui seduto sulla panca ancora stravolto dalla felicità. Poi ha chiamato il suo agente e gli ha ribadito la richiesta: "Portami via da Liverpool, via dall’ Inghilterra". E’ da un anno che Luis Suarez il Pistolero vuole andarsene al Real Madrid, ed è da un anno che il Real Madrid lo vuole. Quei due gol all’ Inghilterra, ora, li hanno avvicinati ancor di più.