Brasile 2014

Germania - Usa, profumo di biscotto

L'ultima turno del girone G si presta ai soliti sospetti: un pareggio basterebbe a entrambe le squadre. Ma non è l'unico caso in cui il risultato potrebbe non essere realmente in bilico: tra le poche sfide senza possibilità di aggiustamenti c'è Italia-Uruguay
di ANDREA SORRENTINO

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ROMA - Che buon profumino. Lo avverti nell’aria, pervade mezzo Mondiale. E’ quella particolare fragranza dolce e calda, di zucchero e di lievito insieme, che odora di cose buone e appena sfornate. Di biscotto, insomma. Dicesi biscotto, nel gergo dei dietrologi del pallone, quella partita in cui il risultato, diciamo così, non è che sia davvero in bilico, o in dubbio, almeno per quanto riguarda le squadre in campo (perché gli spettatori spesso sono all’ oscuro di tutto, o al massimo sospettano qualcosa). E’ insomma la partita combinata, con risultato già deciso negli spogliatoi o addirittura durante la gara, a seconda dei risultati degli altri campi, con l’ obiettivo di far passare il turno ai protagonisti del biscotto mentre qualcun altro rimane fregato. Si fa ma non si dice, anzi s’è sempre fatto. Ai Mondiali, agli Europei, in tutti i campionati possibili e immaginabili, dalla serie A alla serie Z di qualsiasi nazione. E’ il calcio, bellezza. Ieri sera a Manaus, per esempio, al fischio finale di Usa-Portogallo la fragranza ha iniziato a sprigionarsi. Un’occhiata alla classifica del girone G, con Germania e Usa a 4 punti, Ghana e Portogallo a 1, e l’ultima partita che sarà proprio Usa-Germania. Con un pareggio passano entrambe. Ed eliminerebbero il Portogallo di Cristiano Ronaldo, che anche se è infortunato rimane uno spauracchio per tutti. E Jurgen Klinsmann, tecnico Usa, è tedesco di Germania… Insomma, ci sarebbero tutti gli ingredienti per il biscottone, anche se ovviamente Klinsi allontana sdegnosamente l’ipotesi: "Non giochiamo mai per pareggiare, ma sempre per vincere". E certo. Ma la storia racconta di episodi strani che coinvolsero la Germania in tempi nemmeno troppo remoti, come quel Germania-Austria 1-0 del 1982 che guarda un po’ era il risultato giusto giusto, esattissimo, per eliminare l’Algeria, e infatti la Germania passò in vantaggio subito e il resto della partita fu melina.

Ma lasciamo andare questi brutti trascorsi, e lasciamo andare pure il ricordo di quel Danimarca-Svezia 2-2 che agli Europei 2004 fu il risultato giusto per eliminare l’Italia di Trapattoni. Pensiamo a questo Mondiale, in cui i pericoli di biscotti, o biscottini, si annidano quasi in ogni girone. Dicesi biscottino la situazione in cui una squadra non ha più nulla da chiedere alla competizione e allora si rilassa e si acquieta, non combatte più tanto nella terza partita e in qualche modo falsa il torneo: potrebbe accadere nel girone A, col Camerun già eliminato che non dovrebbe combattere allo stremo contro il Brasile, anzi sarebbe proprio strano se lo facesse, anche se Felipao Scolari si è indignato appena gliel’hanno chiesto. Perché rispondere in modo indignato a simili insinuazioni fa parte del copione, ovvio. Nel girone C è più complicato pensar male, perché in fondo la classifica è ancora fluida e tutte e quattro le protagoniste possono passare il turno: ma occhio a come si dipaneranno i risultati nei primi tempi, perché se la Costa d’Avorio dovesse andare avanti di più di un gol sulla Grecia allora la Colombia avrebbe bisogno di battere il Giappone, che a quel punto sarebbe comunque eliminato… Ma che pensieracci, che vengono, nonostante il fatto che la contemporaneità della terza partita, in ogni girone, renda difficili gli accordi. Ma non impossibili. I gironi B (Olanda e Cile già qualificate, da decidere solo chi arriva primo) e D (Italia e Uruguay si giocano tutto nel terzo scontro) non si espongono al rischio di biscotti, beati loro. Mentre nel girone E, quello della Francia, a pensar male si farà peccato ma non si può escludere nulla: orecchio alle radioline, anzi agli smartphone, per seguire attentamente il risultato di Honduras-Svizzera, le cui gesta potrebbero influenzare in modo decisivo Ecuador-Francia, eccome se potrebbero. La vedremo. E cosa impedirà, ai prodi protagonisti di Nigeria-Argentina del girone F, di battersi fieramente per un pareggio che traghetterebbe entrambe agli ottavi e senza inutili spargimenti di sangue, o di ammonizioni, visto che nell’ altra partita la Bosnia già eliminata potrebbe non essere al massimo contro l’ Iran ancora in corsa? Sì, lo sappiamo, sono brutte cose da pensare quindi figuriamoci dirle, ma è il mondo che è cattivo, non noi. O forse sono le energie che scarseggiano e bisogna preservarle, come è probabile che riesca a fare il Belgio contro la Corea del Sud (girone H): coreani quasi eliminati a meno di miracoli improbabili, belgi già qualificati ma a cui serve almeno un punticino per essere sicuri del primo posto, quindi le cose appaiono abbastanza chiare. Mentre nell’ altra partita tra Algeria e Russia sarà vero e autentico spareggio, ossia l’unico vero barrage di questo terzo turno della prima fase insieme a Italia-Uruguay, Messico-Croazia, Algeria - Russia e (forse) alle due sfide del girone C. Da oggi si decide la griglia degli ottavi, quattro partite al giorno fino a giovedì. Tutti col fiato sospeso, è il bello del Mondiale. Sul tavolino, di fianco alla poltrona, birra gelata e frittatona alle cipolle, come faceva il ragionier Fantozzi. Però anche una scatola di biscottini non guasterà, anzi sarà necessaria per sentirsi più vicini al Brasile.