Brasile 2014

Altro che girone della morte, Costarica e Uruguay solo più preparate

(ap)
dal nostro inviato EMANUELE GAMBA
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BELO HORIZONTE - Visto a posteriori, altro che girone della morte. È stato piuttosto quello noia (mortale) e ha proposto le partite più lagnose e tecnicamente modeste del Mondiale al pari, forse, solamente di quelle del gruppo F (Argentina, Bosnia, Nigeria, Iran), dove almeno si sono goduti un paio di gentilezze di Messi e a proposito del quale mai sono state coniate definizioni roboanti: era un assembramento modesto e i fatti lo hanno confermato.

Il nostro girone ha proposto, al contrario delle previsioni più superficiali, spettacoli desolanti tra squadre tecnicamente impreparate, così ha prevalso chi tatticamente invece lo era: Costarica e Uruguay, formazioni di stampo prettamente difensivo, quasi catenacciare. Il senso generale lo ha raccontato bene il deprimente 0-0 tra Costarica e Inghilterra, una partita con rarissimi sussulti e una desertificazione totale del bel calcio. Non è colpa dei Ticos, sia chiaro: loro hanno completato il trittico di miracoli qualificandosi al primo posto e, sostanzialmente, facendosi beffe della boria altrui.

Gli inglesi chiudono qui il peggior Mondiale della loro non gloriosissima storia: mai se ne erano tornati a casa con un solo punto in saccoccia, nemmeno nel 1950 quando vennero umiliati (ed eliminati) da una formazione di dilettanti statutinetensi. Anche all'epoca l'ultima tappa brasiliana fu Belo Horizonte (allora allo stadio Independencia, oggi al Minerão), città che evidente porta male a quest'Inghilterra senza capo né coda, senza sale e senza pepe. Neanche chiedendo uno sforzo ai ragazzi più giovani, alle promesse sulle quali appoggiare il nuovo ciclo, Hodgson ha cavato un ragno dal buco: i vari Lallana, Barkley, Shaw, Jones e Wilshere hanno deluso, né c'è stata grandezza nel mesto addio alla nazionale di Lampard. Il Costarica ha giocato per risparmiarsi, come fosse un riposo attivo. Ha abbassato i ritmi (invece altissimi contro Italia Uruguay), dosato le forza, alternato difesa e palleggio, evitato ogni rischio e si è goduto il tifo sfrenato dei brasiliani, da cui è stato adottato. Aveva in testa lo zero a zero e se l'è preso, dominando non il girone della morte ma dei moribondi.