L'Olanda guida la riscossa dell'Europa
dal nostro inviato EMANUELE GAMBA
FORTALEZA - Una dopo l'altra le europee rimaste (sei, mica poche: come quattro anni fa in Sudafrica) riguadagneranno terreno, vedrete. La prima è stata l'Olanda, non certo la migliore tra le sopravvissute, che ha eliminato il Messico con sei minuti di fuoco, gli ultimi di una partita bollente in senso soprattutto climatico, al punto che l'arbitro (all'apparenza, il più stremato di tutti) ha ordinato un time out per tempo. O un 'cooling break', come lo ha ufficialmente battezzato la Fifa: pausa per rinfrescarsi. La seconda sembrava che avesse più che altro congelato partita e punteggio, perché i messicani avevano resistito alla veemente reazione olandese al gol di Dos Santos e, dopo essersi dissetati, vedevano ormai il traguardo. Il peggio, insomma, sembrava passato, ma due minuti prima del novantesimo e quattro dopo sono arrivati i colpi di Sneijder e Huntelaar (rigore) che hanno strozzato in gola quel 'Cielito lindo' che mezzo stadio cantava felice.
Giusto…
Giusto…
FORTALEZA - Una dopo l'altra le europee rimaste (sei, mica poche: come quattro anni fa in Sudafrica) riguadagneranno terreno, vedrete. La prima è stata l'Olanda, non certo la migliore tra le sopravvissute, che ha eliminato il Messico con sei minuti di fuoco, gli ultimi di una partita bollente in senso soprattutto climatico, al punto che l'arbitro (all'apparenza, il più stremato di tutti) ha ordinato un time out per tempo. O un 'cooling break', come lo ha ufficialmente battezzato la Fifa: pausa per rinfrescarsi. La seconda sembrava che avesse più che altro congelato partita e punteggio, perché i messicani avevano resistito alla veemente reazione olandese al gol di Dos Santos e, dopo essersi dissetati, vedevano ormai il traguardo. Il peggio, insomma, sembrava passato, ma due minuti prima del novantesimo e quattro dopo sono arrivati i colpi di Sneijder e Huntelaar (rigore) che hanno strozzato in gola quel 'Cielito lindo' che mezzo stadio cantava felice.
Giusto così? Forse. Il Messico ha giocato meglio, e strameritato il vantaggio, fin quando la partita è stata una questione tattica. Nel confronto tra due moduli (e due atteggiamenti, molto cauti) praticamente identici, 'el Tri' è stato superiore per attenzione, organizzazione, qualità generale. Nelle lentezza del pomeriggio, ogni tanto arrivava una sferzata di velocità da Herrera, o da Dos Santos e Peralta che hanno dialogato a meraviglia: era naturale che le loro combinazioni sfociassero prima o poi in una rete. A quel punto l'Olanda ha tirato fuori gli attributi, dimostrandosi anche in questo diversa dalla sua stessa, storica inclinazione: più che i cambi di Van Gaal, che è passato al 4-2-1-3 e poi ha tolto di mezzo l'orribile Van Persie, è stata l'orgogliosissima reazione di Sneijder e Robben a ribaltare la frittata, e in pochi ricordano una rabbia olandese così schiumante, così decisiva, così adatta alle circostanze.
Van Gaal ha evidentemente cambiato non solo la natura tattica, ma anche quella mentale, caratteriale della nazionale arancione. Ha aggiunto un cuore alla qualche volta un po' gelida bellezza olandese. La prospettiva, adesso, è un quarto di finale in discesa e una semifinale probabile. La squadra non è granché, a parte quei satanassi là davanti: quanto saprà renderla grande il grandissimo Van Gaal?
Giusto così? Forse. Il Messico ha giocato meglio, e strameritato il vantaggio, fin quando la partita è stata una questione tattica. Nel confronto tra due moduli (e due atteggiamenti, molto cauti) praticamente identici, 'el Tri' è stato superiore per attenzione, organizzazione, qualità generale. Nelle lentezza del pomeriggio, ogni tanto arrivava una sferzata di velocità da Herrera, o da Dos Santos e Peralta che hanno dialogato a meraviglia: era naturale che le loro combinazioni sfociassero prima o poi in una rete. A quel punto l'Olanda ha tirato fuori gli attributi, dimostrandosi anche in questo diversa dalla sua stessa, storica inclinazione: più che i cambi di Van Gaal, che è passato al 4-2-1-3 e poi ha tolto di mezzo l'orribile Van Persie, è stata l'orgogliosissima reazione di Sneijder e Robben a ribaltare la frittata, e in pochi ricordano una rabbia olandese così schiumante, così decisiva, così adatta alle circostanze.
Van Gaal ha evidentemente cambiato non solo la natura tattica, ma anche quella mentale, caratteriale della nazionale arancione. Ha aggiunto un cuore alla qualche volta un po' gelida bellezza olandese. La prospettiva, adesso, è un quarto di finale in discesa e una semifinale probabile. La squadra non è granché, a parte quei satanassi là davanti: quanto saprà renderla grande il grandissimo Van Gaal?