La vigilia dei quarti di finale tra giochi tattici e tensioni
Quattro sfide in sostanziale equilibrio:ma la pressione è tutta sul Brasiledi ANDREA SORRENTINO
BRASILE-COLOMBIA - Scarnificando l'analisi, molti pensano che il Brasile parta addirittura sfavorito perché finora ha stentato, perché ha addosso una pressione sovrumana e perché la Colombia gioca bene e in velocità, quindi sarebbe l'avversario peggiore. Forse non è esattamente così, o non del tutto. Nella prime quattro partite il Brasile ha affrontato avversari che hanno pensato più che altro ad arroccarsi, a chiudere gli spazi e a ripartire, evidenziando i problemi in ripiegamento dei verdeoro. Che però simili problemi li ha sempre avuti, perché in ogni Mondiale attaccava e si sbilanciava, tranne forse quattro anni fa con Dunga. La buona notizia per Scolari è che invece la Colombia non pensa proprio a difendersi, anzi ha anima e indole offensive, quindi ci saranno maggior spazi per la Seleçao, maggiori possibilità per Neymar e Hulk di trovare l'aggiramento e per Oscar di cercare le imbucate. Nel riti…
BRASILE-COLOMBIA - Scarnificando l'analisi, molti pensano che il Brasile parta addirittura sfavorito perché finora ha stentato, perché ha addosso una pressione sovrumana e perché la Colombia gioca bene e in velocità, quindi sarebbe l'avversario peggiore. Forse non è esattamente così, o non del tutto. Nella prime quattro partite il Brasile ha affrontato avversari che hanno pensato più che altro ad arroccarsi, a chiudere gli spazi e a ripartire, evidenziando i problemi in ripiegamento dei verdeoro. Che però simili problemi li ha sempre avuti, perché in ogni Mondiale attaccava e si sbilanciava, tranne forse quattro anni fa con Dunga. La buona notizia per Scolari è che invece la Colombia non pensa proprio a difendersi, anzi ha anima e indole offensive, quindi ci saranno maggior spazi per la Seleçao, maggiori possibilità per Neymar e Hulk di trovare l'aggiramento e per Oscar di cercare le imbucate. Nel ritiro brasiliano è una vigilia di grandi tensioni, forse di grandi pianti come quelli che abbiamo visto in campo, di sicuro di enormi dubbi di formazione: non è facile avere 200 milioni di persone, sull'uscio, che fanno il tifo per te ma sono anche pronte a ripudiarti per l'eternità se le cose dovessero andar male proprio qui, nella patria del calcio (il povero Moacir Barbosa, portiere del Maracanaço nel 1950, ebbe una vita terribile, dopo). E in fondo la pressione è il vero grande nemico di questo Brasile, più ancora delle fatiche dei rigori contro il Cile che ormai sono lontani. E attenzione: la squalifica di Luiz Gustavo priva Scolari dell'uomo
adatto per dare un'occhiata seria a James Rodriguez.
FRANCIA - GERMANIA - Stavolta in palio non ci sono l'Alsazia e la Lorena, su cui le due nazioni si scannano da secoli, ma una semplice semifinale mondiale. A naso pare un quarto equilibratissimo, tra chi ha eliminato (con enormi sofferenze) ciò che restava dell'Africa. Nessuna delle due ha convinto, eppure nella prima fase erano state tra le più brillanti. In realtà, anche se le scorpacciate di gol contro Portogallo e Svizzera avevano fatto effetto, entrambe hanno un problema serio: faticano ad andare in gol, anche se la manovra offensiva è piuttosto scorrevole. Loew e Deschamps infatti non hanno ancora trovato il centravanti ideale, o forse non vogliono trovarlo affatto perché magari non si fidano abbastanza di quelli che hanno o preferiscono attaccanti che partecipino parecchio alla fase difensiva: così ecco l'adattamento di Thomas Muller nella Germania mentre Klose rimane in panchina e Schurrle serve come grimaldello conclusivo, o l'alternanza tra Giroud e Benzema nella Francia, anche se con Benzema centravanti e Griezmann a supporto le cose vanno meglio. Si prevede
gran cozzo di centrocampisti pieni di qualità: dalla tonnara che vedrà opposti Pogba-Cabaye-Matuidi a Lahm-Kroos-Schweinsteiger uscirà il vincitore del confronto. Che si prospetta incertissimo, e a forte rischio di supplementari.
OLANDA - COSTARICA - Fate il vostro gioco, signori, ma speriamo non del tutto. Perché se entrambe interpreteranno la gara con l'atteggiamento visto fin qui allora ci attende una gara bloccatissima, con attacchi timidi e nessuna voglia di scoprirsi. Sfida tra due Sun Tzu della panchina come Van Gaal e Pinto, geniali strateghi difensivi che infatti propongono gli arrocchi più interessanti del Mondiale con rivistazione del passato: l'Olanda gioca praticamente a uomo (anche se per l'esattezza è una difesa match up, con partenza a zona e
adattamenti a uomo nel corso dell'azione), mentre i centramericani di fatto ripropongono il libero al centro della difesa. Ma quando quelle rare volte si distendono in avanti, Oranje e Ticos hanno attaccanti di enorme qualità, abilissimi negli spazi. La logica vuole che l'Olanda passi il turno perché ha più qualità e più esperienza a certi livelli, così come la logica vuole che siano gli olandesi a fare la partita e i costaricani rimarranno di vedetta: quindi se Navas continuerà a miracol mostrare tra i pali e Ruiz-Campbell a pungere in contropiede come cobra, anche la logica potrebbe andare a farsi benedire. Ma sarà dura.
ARGENTINA - BELGIO - L'unico confronto diretto tra reduci da terrificanti tempi supplementari, con altalene di emozioni e inenarrabili fatiche. Arrivano spremute e stremate, gli argentini anche di più: sono gli unici finora ad aver giocato tutte e quattro le partite alle 13 brasiliane, e si affacciano alla quinta. Dietro Messi e Di Maria c'è
il diluvio solo in apparenza: la buona luna del portiere Romero è un'arma da sfruttare, anche se i problemi sono a centrocampo dove Gago e Mascherano faticano a far girare il pallone e non sono impeccabili nella protezione davanti alla difesa. Quello è il ventre molle dell'Albiceleste in cui il Belgio vuole tuffarsi, del resto è proprio dalla metà campo in su che dà il meglio con le accelerazioni di Hazard e gli apriscatole offensivi, Origi o Lukaku, con Fellaini appeso ai suoi umori. Ma anche Wilmots dovrà preparare qualcosa per provare a disinnescare Messi, anche se finora è stato inutile: la cerniera davanti alla difesa Witsel-Fellaini vista contro gli Usa forse è da rivedere, troppo rischiosa. I destini della gara passano attraverso il Belgio, più che dall'Argentina: se Wilmots riuscirà a non snaturare troppo la natura dei suoi e al tempo stesso neutralizza Messi, ha il match point. Però se si sveglia (finalmente) uno tra Higuain e Lavezzi, allora cala il sipario e addio Belgio.
adatto per dare un'occhiata seria a James Rodriguez.
FRANCIA - GERMANIA - Stavolta in palio non ci sono l'Alsazia e la Lorena, su cui le due nazioni si scannano da secoli, ma una semplice semifinale mondiale. A naso pare un quarto equilibratissimo, tra chi ha eliminato (con enormi sofferenze) ciò che restava dell'Africa. Nessuna delle due ha convinto, eppure nella prima fase erano state tra le più brillanti. In realtà, anche se le scorpacciate di gol contro Portogallo e Svizzera avevano fatto effetto, entrambe hanno un problema serio: faticano ad andare in gol, anche se la manovra offensiva è piuttosto scorrevole. Loew e Deschamps infatti non hanno ancora trovato il centravanti ideale, o forse non vogliono trovarlo affatto perché magari non si fidano abbastanza di quelli che hanno o preferiscono attaccanti che partecipino parecchio alla fase difensiva: così ecco l'adattamento di Thomas Muller nella Germania mentre Klose rimane in panchina e Schurrle serve come grimaldello conclusivo, o l'alternanza tra Giroud e Benzema nella Francia, anche se con Benzema centravanti e Griezmann a supporto le cose vanno meglio. Si prevede
gran cozzo di centrocampisti pieni di qualità: dalla tonnara che vedrà opposti Pogba-Cabaye-Matuidi a Lahm-Kroos-Schweinsteiger uscirà il vincitore del confronto. Che si prospetta incertissimo, e a forte rischio di supplementari.
OLANDA - COSTARICA - Fate il vostro gioco, signori, ma speriamo non del tutto. Perché se entrambe interpreteranno la gara con l'atteggiamento visto fin qui allora ci attende una gara bloccatissima, con attacchi timidi e nessuna voglia di scoprirsi. Sfida tra due Sun Tzu della panchina come Van Gaal e Pinto, geniali strateghi difensivi che infatti propongono gli arrocchi più interessanti del Mondiale con rivistazione del passato: l'Olanda gioca praticamente a uomo (anche se per l'esattezza è una difesa match up, con partenza a zona e
adattamenti a uomo nel corso dell'azione), mentre i centramericani di fatto ripropongono il libero al centro della difesa. Ma quando quelle rare volte si distendono in avanti, Oranje e Ticos hanno attaccanti di enorme qualità, abilissimi negli spazi. La logica vuole che l'Olanda passi il turno perché ha più qualità e più esperienza a certi livelli, così come la logica vuole che siano gli olandesi a fare la partita e i costaricani rimarranno di vedetta: quindi se Navas continuerà a miracol mostrare tra i pali e Ruiz-Campbell a pungere in contropiede come cobra, anche la logica potrebbe andare a farsi benedire. Ma sarà dura.
ARGENTINA - BELGIO - L'unico confronto diretto tra reduci da terrificanti tempi supplementari, con altalene di emozioni e inenarrabili fatiche. Arrivano spremute e stremate, gli argentini anche di più: sono gli unici finora ad aver giocato tutte e quattro le partite alle 13 brasiliane, e si affacciano alla quinta. Dietro Messi e Di Maria c'è
il diluvio solo in apparenza: la buona luna del portiere Romero è un'arma da sfruttare, anche se i problemi sono a centrocampo dove Gago e Mascherano faticano a far girare il pallone e non sono impeccabili nella protezione davanti alla difesa. Quello è il ventre molle dell'Albiceleste in cui il Belgio vuole tuffarsi, del resto è proprio dalla metà campo in su che dà il meglio con le accelerazioni di Hazard e gli apriscatole offensivi, Origi o Lukaku, con Fellaini appeso ai suoi umori. Ma anche Wilmots dovrà preparare qualcosa per provare a disinnescare Messi, anche se finora è stato inutile: la cerniera davanti alla difesa Witsel-Fellaini vista contro gli Usa forse è da rivedere, troppo rischiosa. I destini della gara passano attraverso il Belgio, più che dall'Argentina: se Wilmots riuscirà a non snaturare troppo la natura dei suoi e al tempo stesso neutralizza Messi, ha il match point. Però se si sveglia (finalmente) uno tra Higuain e Lavezzi, allora cala il sipario e addio Belgio.