Garanzia Germania: è la quarta semifinale mondiale consecutiva
dall'inviato ENRICO CURRO'
RIO DE JANEIRO - Il calcio tedesco entra tra i primi quattro del Mondiale e dove sta la novità? Da nessuna parte, perché la Germania è in semifinale per la quarta volta consecutiva e per la tredicesima in assoluto si piazzerà appunto tra le prime quattro squadre al mondo. A qualunque latitudine, in qualsiasi continente, con qualsiasi ct, con qualsiasi sistema di gioco, riesce sempre a centrare l'obiettivo. Tanta costanza di rendimento è dovuta alla capacità di programmazione, a un vivaio che si è indubbiamente arricchito grazie alle nuove generazioni meticce e alla capacità di mantenere un livello medio alto dei dirigenti. Questa Germania di Loew, in particolare, è figlia della grande organizzazione dei settori giovanili dei club e della federazione stessa e naturalmente della Bundesliga, il campionato più competitivo d'Europa, cioè del mondo: stadi pieni, spettacolo sempre dignitoso, giovani lanc…
RIO DE JANEIRO - Il calcio tedesco entra tra i primi quattro del Mondiale e dove sta la novità? Da nessuna parte, perché la Germania è in semifinale per la quarta volta consecutiva e per la tredicesima in assoluto si piazzerà appunto tra le prime quattro squadre al mondo. A qualunque latitudine, in qualsiasi continente, con qualsiasi ct, con qualsiasi sistema di gioco, riesce sempre a centrare l'obiettivo. Tanta costanza di rendimento è dovuta alla capacità di programmazione, a un vivaio che si è indubbiamente arricchito grazie alle nuove generazioni meticce e alla capacità di mantenere un livello medio alto dei dirigenti. Questa Germania di Loew, in particolare, è figlia della grande organizzazione dei settori giovanili dei club e della federazione stessa e naturalmente della Bundesliga, il campionato più competitivo d'Europa, cioè del mondo: stadi pieni, spettacolo sempre dignitoso, giovani lanciati senza paura in prima squadra, stranieri molto presenti ma non dominanti. C'è anche qualche stella, perché Hummels è un difensore molto forte, Neuer il portiere più affidabile e i centrocampisti sanno palleggiare e difendere.
Non si tratta, per il momento, di una squadra straordinaria - non ha Messi e Neymar, ad esempio - e non è detto che riuscirà a vincere il Mondiale. Però non manca mai un appuntamento importante e questo significa che la solidità, alla lunga, paga: se non sarà per stavolta, la vittoria arriverà. Il modo in cui ha battuto la Francia, del resto, spiega benissimo tutto. La Germania ha vinto perché era più forte, tutto qui. Nel calcio non sempre succede, ma spesso sì.
La Francia di Deschamps, che è ancora una squadra acerba, ha provato a ribaltare il dato di partenza. Le è mancato il talento in attacco, visto che Benzema è stato troppo timido rispetto al giocatore ammirato col Real Madrid, e le poche volte in cui si è liberato al tiro ci hanno pensato Hummels e Neuer. Alla Francia è mancato un po' anche il centrocampo, troppo basato sulla corsa e poco sulla creatività, con Pogba discontinuo: promette comunque moltissimo e con lui una generazione che può continuare a ctescere. Non è una tragedia: quattro anni fa, in Sudafrica, i bleus toccarono il fondo, adesso sono risaliti e respirano. Sanno di avere perso contro l'avversario più implacabile del mondo: la Germania che non sbaglia quasi mai.
Non si tratta, per il momento, di una squadra straordinaria - non ha Messi e Neymar, ad esempio - e non è detto che riuscirà a vincere il Mondiale. Però non manca mai un appuntamento importante e questo significa che la solidità, alla lunga, paga: se non sarà per stavolta, la vittoria arriverà. Il modo in cui ha battuto la Francia, del resto, spiega benissimo tutto. La Germania ha vinto perché era più forte, tutto qui. Nel calcio non sempre succede, ma spesso sì.
La Francia di Deschamps, che è ancora una squadra acerba, ha provato a ribaltare il dato di partenza. Le è mancato il talento in attacco, visto che Benzema è stato troppo timido rispetto al giocatore ammirato col Real Madrid, e le poche volte in cui si è liberato al tiro ci hanno pensato Hummels e Neuer. Alla Francia è mancato un po' anche il centrocampo, troppo basato sulla corsa e poco sulla creatività, con Pogba discontinuo: promette comunque moltissimo e con lui una generazione che può continuare a ctescere. Non è una tragedia: quattro anni fa, in Sudafrica, i bleus toccarono il fondo, adesso sono risaliti e respirano. Sanno di avere perso contro l'avversario più implacabile del mondo: la Germania che non sbaglia quasi mai.