Brasile 2014

Argentina bruttissima ma vincente: è l'incubo di tutto il Brasile

(ap)
dal nostro inviato EMANUELE GAMBA
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BRASILIA - Non Messi, stavolta, ma un rimpallo fortunato, un lancio sbagliato che diventa un assist al bacio per Higuain. L'Argentina continua il suo cammino protetto da ogni genere di stellone, vince un'altra volta (e siamo a cinque su cinque, oramai) di misura e con estrema sofferenza e passa il Rubicone dei quarti di finale, un tabù fin dal 1990. Stavolta Messi si è limitato a mettere in moto l'azione del vantaggio, arrivato dopo 8' grazie alla rinascita del Pipita: la partita si è messa subito nelle condizioni ideali per la Selecciòn, che ha potuto arroccarsi attorno a Romero e fiondare rarissimi contropiedi. Giusto un paio, ma spietati: nel primo Higuain ha spolverato la traversa, nel secondo Courtois ha stregato Messi. In mezzo, solamente difesa, malizie, perdite di tempo, attesa, passaggini corti o rinvii lunghissimo.

La classe di uno, la furba sperienza degli altri, con Higuain e Garay un metro sopra tutti: pian piano Messi sta trovando collaborazione dai compagni, anche se l'infortunio di Di Maria nel primo tempo (si sospetta uno stiramento) può avere ripercussioni notevoli. Vedere l'Argentina è sempre di noia mortale, almeno se non si è argentini, ma questa volta le colpe sono anche del Belgio, che si è adeguato al tran tran senza imporre la sua qualità, nettamente superiore. Alla resa dei conti, la generazione dorata di Wilmots si è persa nel momento cruciale, squagliandosi in una partita giocata senza coraggio, senza sfacciataggine, senza freschezza, senza le caratteristiche che avevano portato i Diavoli Rossi fino al sesto posto nel ranking Fifa. Forse i belgi hanno anche peccato di presunzione, senz'altro Wilmots ha sbagliato la formazione scegliendo Mirallas e Origi e non Mertens (o Chadli) e Lukaku. D'altronde, se azzecca sempre i cambi vuol dire che mica sempre indovina i prima undici.

Sabella ha invece finalmente capito che era arrivato il momento di silurare Fernandez e Gago, i peggiori delle prime quattro partite. E non si è vergognato di aggiungere mediani a ripetizione per alzare le barricate. Bruttissima ma vincente: è l'incubo del Brasile intero, l'Argentina.