Non saranno tutti epici e qualcuno non entrerà nell'almanacco dei Mondiali. Ma ognuno di questi scatti racconta una storia. Di gioia, di rabbia, di delusione. Giocatori affermati o sconosciuti, ma che in questa occasione hanno avuto la possibilità di diventare protagonisti. In questa galleria la fotocronaca del mondiale brasiliano dentro gli stadi.Tutto comincia così, con il Cristo del Corcovado illuminato per l'occasione con fasci di luci che replicano i colori delle maglie delle nazionali partecipanti
Pronti, via e subito c'è un grave errore arbitrale: il centravanti del Brasile Fred si lascia cadere in area contro la Croazia senza che nessuno lo tocchi, ma il giapponese Nishimura assegna il rigore. Siamo sull'1-1 e la decisione pesa: Neymar trasforma e il Brasile vincerà 3-1. Nishimura non arbitrerà più nel torneo (reuters)
Vola come un angelo, Robin Van Persie, in avanti e in tuffo di testa. Segna uno dei gol più belli della competizione e contro l'avversario più temibile: la Spagna campione del mondo, che quella sera crolla contro l'Olanda. E' un 5-1 che annuncia al mondo la forza degli Oranje e l'uscita di scena dei detentori, eliminati già dopo due partite perché perderanno anche contro il Cile (ap)
Ecco la novità più bizzarra ma efficace del Mondiale: la bomboletta spray con cui gli arbitri fissano la distanza della barriera (915 centimetri) sui calci di punizione. Una riga davanti alla barriera e un semicerchio davanti al pallone, il gioco è fatto. Tutti rispettano la distanza e le punizioni si possono calciare regolarmente. Un successo (agf)
Italia-Inghilterra è appena finita 2-1, gol-vittoria di Mario Balotelli su assist di Candreva. Sarà l'unica gioia di un Mondiale tristissimo ma ovviamente nessuno lo sa. Non certo Mario, che anzi ne approfitta per mandare un messaggio ai critici e agli antipatizzanti: 2-1 e zitti, mima con le dita. Dovevano spiegargli che certe cose si fanno alla fine di un torneo, non all'inizio: altrimenti ti si ritorcono contro
Un polpo, un gatto, un ragno. Guillermo Ochoa, portiere dell'Ajaccio ma attualmente senza contratto, è una delle rivelazioni. Il Messico si salva contro il Brasile e va agli ottavi anche grazie alle sue parate, sempre di puro istinto. Verrà piegato solo dal rigore di Huntelaar nel minuti di recupero dell'ottavo di finale
Buffon esce male, Chiellini non segue l'inserimento in area e Oscar Ruiz, fantasista del Costarica, punisce l'Italia: 1-0, prima (e rara) grande sorpresa di questo Mondiale. E' la partita che sancisce gli affanni degli azzurri, prima dell'epilogo contro l'Uruguay
Una enorme prova difensiva che disinnesca l'Argentina e anche alcune occasioni in attacco, sventate da Romero: l'Iran di Queiroz sta per sorprendere l'Albiceleste. Poi Lionel Messi nel finale inventa dal nulla un sinistro da fuori area, dritto sotto l'incrocio, e addio persiani. Ma è stato bello sognare
Quando si cade dall'alto, il botto è ancor più fragoroso. La Spagna campione di tutto esce a testa bassissima, e dopo appena due partite, dopo lo 0-2 col Cile. La crisi del Barcellona in fondo aveva annunciato l'esito del torneo brasiliano, poi le motivazioni incerte hanno fatto il resto: il gruppo è esploso e Del Bosque non è più stato in grado di ricomporlo
E' il 60' di Italia-Uruguay: Marchisio entra pesantemente su Arevalo Rios, l'arbitro Rodriguez Moreno decide per l'espulsione. Per molti è una decisione eccessivamente severa, per altri è da regolamento. In ogni caso l'Italia rimane in 10 ed è l'inizio della fine
Chiellini mostra i segni sulla spalla, Suarez ha gli incisivi indolenziti. Tutto vero: l'ha morso. L'arbitro non può accorgersene ma le telecamere inchioderanno l'uruguaiano alle sue responsabilità. La Fifa lo squalifica per nove partite con la nazionale e gli affibbia pure un Daspo di quattro mesi. Figura di palta in mondovisione ma che non gli impedirà di essere ingaggiato dal Barcellona, e con un ingaggio da 8 milioni a stagione. Ma la Fifa avverte: non potrete presentarlo ufficialmente fino alla fine della squalifica. Ma rimane l'uomo dai denti d'oro
A 9' dalla fine di Italia-Uruguay, Godin salta su un calcio d'angolo, nell'elevazione il corpo ruota e il difensore si ritrova con le spalle alla porta ma riesce a deviare con la schiena: palla nell'angolo alla sinistra di Buffon e l'Italia è eliminata. Iniziano le polemiche e i processi, Prandelli e Abete si dimettono, lì per lì tira aria di novità clamorose ma poi non succede niente, tutto rinviato ad agosto
Tanto tuonò che piovve. A forza di usare i laser per disturbare i giocatori, è finita che un gol mondiale è stato di fatto provocato dall'infernale raggio. Lo dirige verso il volto di Akinfeev, portiere della Russia, un tifoso algerino poco prima di una punizione per i nordafricani. Akinfeev si lamenta con l'arbitro ma è troppo tardi: la punizione parte, Akinfeev è accecato, esce a vuoto e l'Algeria segna l'1-1 che la qualifica ai danni dei russi
Al 90' di Grecia-Costa D'Avorio, sull'1-1, gli ellenici sono eliminati. Ma nel recupero ottengono un rigore. Sul dischetto va Samaras, è il momento più importante della sua carriera: guarda negli occhi il portiere, destro nell'angolo e Grecia agli ottavi. Ma sempre dal dischetto, anche se nella serie finale di rigori, la Grecia sarà eliminata dal Costarica
Il Giappone esce di scena mestamente, con un solo punto in tre partite, e un 1-4 nell'ultma gara contro la Colombia. Ma l'unico gol lo segna Okazaki con il più bel colpo di testa del torneo, in tuffo e spalle alla porta, con magnifica torsione del collo. Arigato
Dopo ogni gol, un ballo. I "Cafeteros" della Colombia hanno rallegrato il torneo con il loro gioco spumeggiante e anche con le coreografie studiate alla fine degli allenamenti con cui hanno festeggiato ogni gol. James Rodriguez, Cuadrado e Armero gli ideatori dei passi, e i compagni li hanno seguiti con entusiasmo
Walter Ayovi nasconde la testa sotto la maglietta, al Maracanà: l'Ecuador ha appena pareggiato 0-0 contro la Francia ed è fuori, anche se ha ottenuto un pareggio e una vittoria. E' stato anche il Mondiale degli sconfitti, tutti usciti di scena con enorme dignità (reuters)
Ancora una volta l'Africa non va lontano: Algeria e Nigeria si fermano agli ottavi, anche se con con onore. Fuori al primo turno la Costa d'Avorio, il Ghana e il Camerun, che è il primo a squagliarsi. Con brutta figura acclusa: Assou-Ekotto e Moukandjo quasi si picchiano in campo in Croazia-Camerun 4-0
Uno dei personaggi minori, ma non meno irresistibili del torneo è Carlo Costly, centravanti dell'Honduras. Eccentrico, indolente, giramondo, inventore di una finta che porta il suo nome (la Costlynha, appunto), arriva in Brasile con un solo obiettivo: segnare un gol, visto che l'Honduras non ne realizza uno nella Coppa dal 1982, quando giocava anche il padre di Costly. Carlo si presenta alla partita con l'Ecuador con una cannuccia blu tra i denti, chissà perché. Ma ce la fa: segna l'1-0, è nella storia del suo paese. E anche se la sua nazionale perderà la partita e chiude a 0 punti, per lui è stato bello lo stesso
E' arrivato in Brasile infortunato, ma è andato in campo lo stesso perché la patria, la squadra e gli sponsor lo imponevano. Ma ha trovato intorno a sé compagni che stavano peggio di lui, o un ambiente poco compatto. Così Cristiano Ronaldo ha vissuto un altro Mondiale ai margini, come già gli capitò nel 2010. Il Portogallo viene eliminato dagli Usa per differenza reti: lo 0-4 iniziale contro la Germania è già una condanna (lapresse)
Controllo di petto, rotazione del corpo, la palla scende, il sinistro la colpisce al volo e la manda sotto la traversa, imprendibile per Muslera. James Rodriguez ha appena segnato il gol più bello del Mondiale, negli ottavi contro l'Uruguay. Realizzerà anche il 2-0 nella ripresa, candidandosi a diventare uno dei migliori giocatori del torneo
Quando pochi centimetri ti cambiano la vita: al 120' di Brasile-Cile, Pinilla ha la palla buona sul destro, fuori area. Tiro potentissimo e ben indirizzato, ma non del tutto. E' traversa piena, poi il pallone torna in campo. Il Cile muore lì. Al ritorno in patria Pinilla si tatuerà il disegno del'azione sulla pancia, a eterno ricordo
Julio Cesar piange a dirotto: i rigori contro il Cile sono appena terminati, lui ne ha parati due e il Brasile è ai quarti. JC aveva pianto anche prima dei rigori, in preda a una tensione pazzesca. Quattro anni prima gli avevano dato la colpa dell'eliminazione contro l'Olanda e nel frattempo era rimasto quasi senza squadra, finché aveva trovato un ingaggio a Toronto pochi mesi prima del Mondiale. Questa partita è per lui la chiusura di un cerchio
Ancora sliding doors. Argentina-Svizzera è sull'1-0, ultimi disperati attacchi elvetici. Dzemaili è libero in area, colpisce di testa da pochi metri: sembra gol invece è palo. L'Argentina vola ai quarti, Dzemaili vola a casa con tutta la Svizzera e non dormirà a lungo
Diego Maradona non manca mai, al Mondiale. Ha seguito il torneo negli stadi, anche se nella prima partita non lo fanno entrare per una serie di disguidi, e lo commenta per una tv venezuelana. Il solito Maradona: provocatorio e provocatore, sempre all'attacco del Brasile e della Fifa e sempre con un occhio di riguardo per la sua Argentina. Tanto sa che Messi non sarà mai grande quanto lui
L'errore arbitrale più grave dopo quello di Nishimura in Brasile-Croazia è dello statunitense Geiger in Francia-Nigeria. Sull 0-0 Matuidi compie un fallo brutale su Onazi, che esce in barella. Matuidi neppure ammonito, poi la Francia segnerà con Pogba e su autogol, aprendosi la strada per i quarti di finale
Imperizia, eccesso di aggressività, fatalità. La ginocchiata di Zuniga a Neymar sul finale di Brasile-Colombia provoca la frattura di una propaggine della terza vertebra lombare di O'Ney e lo cancella dal Mondiale, tra lacrime e urla di dolore. Da quel momento in poi il Brasile non esisterà più. Per Zuniga il Brasile chiede provvedimenti draconiani, che non arrivano
Finisce l'avventura mondiale di James Rodriguez, eliminato dal Brasile. Il colombiano non regge e piange a dirotto in mezzo al campo. David Luiz lo consola e gli parla a lungo, poi si avvicinano anche Dani Alves e Marcelo, si complimentano col grande avversario. E' stato il Mondiale del fair play
Si salvi chi può, c'è Mick Jagger nei paraggi. L'ugola, anzi la lingua più famosa del rock si è fatto una fama di menagramo: per lui l'Italia sarebbe dovuta andare in finale e il Brasile avrebbe dovuto vincere, tanto per citare un paio delle sue previsioni. Lo hanno visto in parecchi stadi del Mondiale e non sempre è stato accolto con simpatia, anzi si è beccato pure qualche fotomontaggio irridente
Si può giocare eccome con la difesa alta. Basta avere un portiere che sappia fare il difensore aggiunto, o il libero vecchia maniera. Manuel Neuer è tutto questo: in Germania-Algeria esce dalla propria area una decina di volte e risolve situazioni intricatissime, con tackle e rilanci di piede neanche fosse un difensore dalla grande tecnica. Sarà eletto miglior portiere del torneo, senza discussioni
Keylor Navas, una delle rivelazioni. Portiere del Costarica e del Levante, nell'ultima Liga è stato eletto miglior numero uno del campionato. Al Mondiale è una saracinesca: subisce solo due gol in cinque partite, di cui uno su rigore. Negli ottavi para due rigori decisivi alla Grecia. E' piegato solo dagli olandesi (reuters)
Il riporto di Nestor Pitana, arbitro argentino, ha sfolgorato per tutta la durata di Germania-Francia al Maracanà. A 20 anni era stato attore in un film, poi ha fatto vari mestieri infine è approdato alla carriera di arbitro. Nel suo passato anche il basket, infatti è altissimo e muscoloso. Era contentissimo di andare in Brasile ma aveva subito detto che non voleva arbitrare la finale perché preferiva ci fosse l'Argentina, ed è stato accontentato
Olanda-Costarica è appena terminata, gli Oranje sono passati ai rigori. Dopo la festa, e mentre lo stadio si svuota, Robben chiama a sè suo figlio Luka e se lo porta nella panchina ormai deserta. Quattro chiacchiere, molte carezze, un bacino, poi papà va a fare la doccia e ci vediamo più tardi. Un professionista è anche questo, cioè un uomo
Stavolta l'Olanda ai rigori ha perso, e in semifinale contro l'Argentina. Così Luka Robben si dispera, in tribuna e tra le braccia della mamma. Arjen Robben, il papà, prova a consolarlo, ma non c'è verso. Imparerà che lo sport è come la vita (agf)
Basta un attimo e un movimento giusto per indirizzare un quarto di finale mondiale: Varane perde per un decimo di secondo Hummels e il tedesco vola a deviare di testa. E' il gol dell'1-0, Germania-Francia finrà così
Tim Krul, secondo portiere dell'Olanda, para due rigori nella serie decisiva contro il Costarica e traghetta i suoi in semifinale. E' entrato al posto del titolare Cillessen al 120', cioè alla fine dei supplementari. Una delle tante decisioni bizzarre e vincenti di Louis Van Gaal (ansa)
Una parata di Tim Howard negli ottavi, Belgio-Usa. Meglio: una delle sue 16 parate compiute nei 120 minuti del match, record di tutti i tempi. Mai un portiere era intervenuto così tante volte nel corso di una partita mondiale. Si meriterà i complimenti di Barack Obama, anche se gli Usa perderanno 2-1
E' stato anche il torneo dei tifosi, colorati, curiosi, sorridenti e festanti, spesso inquadrati. Una in particolare, la belga Axelle Despiegelaere, ha colpito per la sua bellezza, al punto che l'Oreal l'ha vista in tv e l'ha ingaggiata come modella. Salvo compiere una repentina marcia indietro quando nel profilo Facebook della ragazza si è scoperta una sua foto di caccia grossa in Africa, con ai piedi una gazzella appena uccisa. E l'ingaggio è stato annullato
Joachim Loew era un allenatore dimenticato e in difficoltà, quando nel 2004 Klinsmann lo ingaggiò come suo vice in nazionale. Dal 2006 Loew è l'allenatore della Nationalmannschaft e da allora ha sempre portato la Germania almeno in semifinale in due Mondiali e in due Europei. Però lo prendono tutti in giro perché le telecamere e i fotografi lo pizzicano spesso mentre esplora con interesse il suo naso: ognuno sfoga la tensione a modo suo
Miroslav Klose segna il 2-0 al Brasile nella semifinale mondiale. E' la rete che sancisce l'inizio della goleada ma è soprattutto la numero 16 che Klose realizza in una fase finale dei mondiali, stabilendo un record assoluto e staccando Ronaldo che rimane a quota 15. Klose è presente al Mondiale dall'edizione del 2002 (afp)
"Scusate, scusate". David Luiz esce dal campo dopo l'1-7 contro la Germania e in favore di telecamera chiede perdono al popolo brasiliano. E' il commiato dell'eroe della Seleçao nei quarti: il suo gol del 2-0 su punizione alla Colombia aveva illuso tutti (ap)
Felipe Scolari sta dando chissà quale indicazione a Bernard, ma la foto è beffarda: le mani dell'allenatore sono profetiche, perchè indicano il numero 7. Appunto i gol che il Brasile prenderà dalla Germania nella semifinale più indimenticabile di sempre, una disfatta senza precedenti nella storia del torneo (reuters)
Sergio Romero, il portiere che nessuno vuole (la Samp l'ha sbolognato per disperazione al Monaco che non l'ha quasi mai fatto giocare), diventa protagonista. E' come la favola del ranocchio che diventa principe. Romero salva l'Argentina diverse volte nella prima fase poi è l'eroe della semifinale: eccolo volare sul rigore di Sneijder nella serie finale, ed è lui che traghetta tutti a Rio (ap)
Neymar sognava ben altro. Invece tutto finisce con un pianto nella conferenza stampa in cui racconta il suo infortunio e annuncia che in finale tiferà per l'Argentina. Chiude con quattro gol e un assist, e il sollievo di non aver partecipato (come Thiago Silva) al tracollo in semifinale
Il rigore di Van Persie dopo 3' della finale per il terzo posto avvia il 3-0 con cui l'Olanda regola il Brasile. La Seleçao chiude con 10 gol incassati nelle ultime due partite, mai accaduto nella storia. Inizia il dopo-Scolari, anche se Felipao lì per lì non vuole dimettersi. Poi cede. Per gli Oranje un terzo posto con molti rimpianti (lapresse)
L'unico italiano felice della Coppa è Nicola Rizzoli: dopo Gonella nel 1978 e Collina nel 2002, è il terzo arbitro del nostro paese a dirigere una finale del Mondiale. Se la cava benissimo, complimenti. Allora qualcosa di buono c'è ancora, in queste lande (lapresse)
Gonzalo Higuain sblocca la finale con un tocco sotto porta, esulta fino alla bandierina del corner, poi si accorge che il gol è stato annullato per fuorigioco. Poco prima aveva fallito una clamorosa occasione, solo davanti a Neuer: è in quel primo tempo che l'Argentina perde la finale, perchè non sfrutta le occasioni che le capitano. E opportunità simili le rimpiangi per tutta la vita (afp)
Per l'ottava volta nel giro di nove mesi, Lionel Messi vomita in campo. Stavolta anche durante la finale. Il mistero sulle sue reali condizioni fisiche, dunque, si infittisce. E' stato il Mondiale della Pulce solo nelle prime tre partite, poi è calata fino a scomparire. Contro la Germania fallisce anche un'occasione nitida nella ripresa. E chiude la finale con una punizione altissima, in curva, al 122'. Se Maradona sia stato migliore di Pelè davvero non sappiamo, ma che Messi non sia alla sua altezza non c'è più alcun dubbio
E' il 113' della finale. Cross di Schurrle e Mario Goetze, 22 anni, del Bayern Monaco, controlla e appoggia un raffinato sinistro alle spalle di Romero. Come nel 2010, si decide tutto nei supplementari e con un solo gol: all'epoca l'uomo decisivo fu Andres Iniesta. La Germania è campione del mondo per la quarta volta (ap)
Il capitano Philip Lahm solleva la Coppa al cielo del Maracanà, circondato dai suoi compagni di squadra. Apoteosi meritatissima. Alle loro spalle il tecnico Philip Loew esulta, coprendo la presidente del Brasile Dilma Rousseff. Di lato, il cancelliere tedesco Angela Merkel è in tripudio. Il presidente della Fifa Sepp Blatter approva e tira un sospiro di sollievo: il Mondiale brasiliano va in archivio ed è stata una grande edizione. In qualche modo, il Brasile ha retto l'urto e quasi tutto è filato liscio, le temute proteste di piazza non ci sono state. La ventesima edizione della Coppa saluta. Arrivederci a Russia 2018, magari ancora con Blatter presidente (reuters)