PORTO ALEGRE - Messi esalta e nasconde. Come il Brasile che sogna di ritrovare in finale, all'Argentina manca qualcosa. Se il Brasile è compatto, nei suoi limiti di dinamismo e di schemi, se il Brasile dà la sensazione di non essere così quadrato in difesa, l'Argentina soffre di dissociazione, è vittima delle sue aritmie. Il Brasile riparte rapido quando la partita è finita, ma forse siamo bravi tutti a prendere d'infilata il Camerun negli ultimi venti minuti di una partita chiusa. Al contrario, anche dopo tre minuti, con la difesa avversaria schierata e tonica, l'Argentina è velocissima in alcuni suoi effettivi (Messi e Di Maria) e paludata in altri (Higuain e Aguero che si è anche infortunato). A centrocampo stesso discorso: si segnala un andamento bipolare. Mascherano sa come giocare a un tocco, massimo due, così può far correre il pallone e stare al gioco di coloro che dettano il passaggio o lo scambio. Ha imparato la tecnica nel Barcellona, a sue spese, facendo anticamera, gavetta: appena arrivato Guardiola non sapeva come utilizzarlo perché l'argentino non seguiva le lezioni (i ritmi del Liverpool di Benitez erano meno ossessivi), era sempre una battuta indietro e con lui la musica del vero tiki-taka diventava caos. L'anno successivo è entrato nella formazione titolare, quasi sempre da difensore centrale, e praticamente non è più uscito. Aveva capito.
Diverso il discorso per il suo compagno di reparto: l'ex romanista Gago (ora al Boca Juniors). Quando il pallone attraversa Gago è come se si sgonfiasse o finisse in un tombino. Sempre un tempo di troppo, sempre un tocco di troppo, a girarsi impiega una vita. Da una sua sciocchezza è arrivata la seconda rete. Sabella purtroppo non ha grandi alternative in quella zona di campo. Ci sarebbe Biglia, ma non ha struttura sufficiente e nemmeno tutta questa esperienza, nonostante i 28 anni. Stesso discorso per Enzo Perez del Benfica, coetaneo del laziale. Maxi Rodriguez è un esterno. Forse il ct sente la mancanza di un Cambiasso ma non può dirlo perché a Cambiasso ha rinunciato lui, da tempo, e senza pensarci due volte. Così come davanti, con Higuain in pessime condizioni e Aguero che meglio non sta (oltre l'infortunio), potrebbe rimpiangere il non aver preso in considerazione Tevez. In attacco, se non altro, di alternative ne avrebbe: sicuramente meglio Lavezzi, ogni volta che è entrato, e meglio Palacio, più mobili e più vispi sia di Higuain che di Aguero.
Un giorno forse ci si domanderà come mai, al netto degli infortuni che ne hanno devastato la stagione, a questi mondiali non sia arrivato anche un talento (sprecato) come Erik Lamela. Con la Nigeria si è giocato a sprazzi. E' stata una partita bella in alcuni frangenti, ma un po' accademica. La sensazione è che entrambe fossero certe del passaggio del turno, con qualunque risultato. Quindi, come per il Brasile contro il Camerun, si è trattato di un falso test per l'albiceleste. Dagli ottavi però l'Argentina non potrà prescindere dalla rapidità e dalla dinamica continuità dei suoi piedi buoni, a parte Messi. E non potrà, per nessuna ragione al mondo, permettersi un centravanti pietrificato. Messi può tutto. Però non bisogna chiederglielo come se fosse un atto dovuto. Altrimenti anche il fenomeno potrebbe scoppiare. O no?
Diverso il discorso per il suo compagno di reparto: l'ex romanista Gago (ora al Boca Juniors). Quando il pallone attraversa Gago è come se si sgonfiasse o finisse in un tombino. Sempre un tempo di troppo, sempre un tocco di troppo, a girarsi impiega una vita. Da una sua sciocchezza è arrivata la seconda rete. Sabella purtroppo non ha grandi alternative in quella zona di campo. Ci sarebbe Biglia, ma non ha struttura sufficiente e nemmeno tutta questa esperienza, nonostante i 28 anni. Stesso discorso per Enzo Perez del Benfica, coetaneo del laziale. Maxi Rodriguez è un esterno. Forse il ct sente la mancanza di un Cambiasso ma non può dirlo perché a Cambiasso ha rinunciato lui, da tempo, e senza pensarci due volte. Così come davanti, con Higuain in pessime condizioni e Aguero che meglio non sta (oltre l'infortunio), potrebbe rimpiangere il non aver preso in considerazione Tevez. In attacco, se non altro, di alternative ne avrebbe: sicuramente meglio Lavezzi, ogni volta che è entrato, e meglio Palacio, più mobili e più vispi sia di Higuain che di Aguero.
Un giorno forse ci si domanderà come mai, al netto degli infortuni che ne hanno devastato la stagione, a questi mondiali non sia arrivato anche un talento (sprecato) come Erik Lamela. Con la Nigeria si è giocato a sprazzi. E' stata una partita bella in alcuni frangenti, ma un po' accademica. La sensazione è che entrambe fossero certe del passaggio del turno, con qualunque risultato. Quindi, come per il Brasile contro il Camerun, si è trattato di un falso test per l'albiceleste. Dagli ottavi però l'Argentina non potrà prescindere dalla rapidità e dalla dinamica continuità dei suoi piedi buoni, a parte Messi. E non potrà, per nessuna ragione al mondo, permettersi un centravanti pietrificato. Messi può tutto. Però non bisogna chiederglielo come se fosse un atto dovuto. Altrimenti anche il fenomeno potrebbe scoppiare. O no?