'Piccole' senza paura, le grandi soffrono tutte
La Germania e in parte la Francia hanno confermato la tendenza di questo mondiale. La tradizionali big del calcio mondiale non possono distrarsi un attimo per non rischiare figuracce clamorosedall'inviato ENRICO SISTI
PORTO ALEGRE - Nemmeno la Francia s'è potuta esimere, anche se alla fine s'è imposta come doveva. Soffrono tutte. E' il segno di questi ottavi, la loro nota distintiva. Le grandi piangono se riescono a passare ai rigori, tirandoli anche piuttosto male. Il Brasile piange perché molti erano convinti di non farcela e che i rigori contro il Cile si potessero trasformare nell'ennesima beffa casalinga. Le piccole sembrano grandi per un'ora (Algeria) poi cedono alla distanza, e magari per la qualità (è successo proprio questo) di un solo giocatore tedesco (André Schürrle). L'Olanda agguanta il Messico quando nessuno se lo sarebbe più immaginato. La Grecia raddrizza una partita aggrappandosi al bavero dell'ultima maglietta avversaria, la Costa Rica. Poi perde ai rigori (e in questo caso tirati quasi tutti benissimo tranne uno). Unica nota dissonante: la Colombia. Ma forse l'Uruguay senza Suarez-Piranhez è veramente una squadra tro…
PORTO ALEGRE - Nemmeno la Francia s'è potuta esimere, anche se alla fine s'è imposta come doveva. Soffrono tutte. E' il segno di questi ottavi, la loro nota distintiva. Le grandi piangono se riescono a passare ai rigori, tirandoli anche piuttosto male. Il Brasile piange perché molti erano convinti di non farcela e che i rigori contro il Cile si potessero trasformare nell'ennesima beffa casalinga. Le piccole sembrano grandi per un'ora (Algeria) poi cedono alla distanza, e magari per la qualità (è successo proprio questo) di un solo giocatore tedesco (André Schürrle). L'Olanda agguanta il Messico quando nessuno se lo sarebbe più immaginato. La Grecia raddrizza una partita aggrappandosi al bavero dell'ultima maglietta avversaria, la Costa Rica. Poi perde ai rigori (e in questo caso tirati quasi tutti benissimo tranne uno). Unica nota dissonante: la Colombia. Ma forse l'Uruguay senza Suarez-Piranhez è veramente una squadra troppo antica per permettersi il lusso tecnico di scalare posizioni in una Coppa come questa, in un calcio che cambia vorticosamente. Lo sport praticato da James Rodriguez certo non può essere quello praticato, ormai senza più l'impulso nervoso del campione, da Forlan.
Tuttavia è la metamorfosi della Germania a stupire di più. Per più di un'ora non c'è stato niente della Germania conosciuta, il giro palla, il movimento senza palla dei trequartisti, i recuperi, la squadra corta, Solo Kroos provava a saltare l'uomo. Müller era statico, Götze fantasmatico, i difensori avevano le palpitazioni. Se non fosse stato per Schürrle forse l'Algeria avrebbe vinto la partita, o magari si sarebbe andati ai rigori e allora vai a sapere che sarebbe successo. I tedeschi non possono appellarsi al clima: a Porto Alegre si è giocato con 13 gradi. Un mistero. Delle tante grandi in sofferenza, la Germania è stata l'unica ad aver offerto, per un'ora, un'altra versione di sé, talmente brutta da culminare, nel finale, prima del vantaggio, in una comica interpretazione di uno schema su punizione (con caduta di Müller durante lo schema).
Il timore di Löw è che qualcuno dei suoi potesse prendere sotto gamba l'impegno e decidesse di pensare già alla Francia. Evidentemente era quasi una certezza. Lo stavano facendo quasi tutti. Ora la concentrazione ai tedeschi non potrà più mancare. Il perdono di Slimani sotto porta non può né deve indurre a credere che anche Benzema, pur di origini algerine, possa comportarsi con altrettanta disponibilità e umana comprensione. Capita che la lezione degli ottavi venga assimilata presto, che l'errore non passi invano. Nel qual caso, la Germania potrebbe tornare se stessa. In tempo si spera per non farci sospettare che non ci sia un "se stessa" cui tornare. Come hanno scritto i siti in tempo reale, più disgustati che preoccupati: "Germania già alla frutta?". Non vogliamo crederlo. Un monito comunque per Argentina e Belgio, favorite su Svizzera e Usa. Gli ottavi sono una "livella". Attenti a come vi muovete. Ma soprattutto, muovetevi tanto e bene, non c'è più alcun motivo di risparmiarsi. E' un attimo: sbagli una chiusura, una diagonale, porti palla come un bradipo e la Coppa scompare. Giri l'angolo e sei a casa
Tuttavia è la metamorfosi della Germania a stupire di più. Per più di un'ora non c'è stato niente della Germania conosciuta, il giro palla, il movimento senza palla dei trequartisti, i recuperi, la squadra corta, Solo Kroos provava a saltare l'uomo. Müller era statico, Götze fantasmatico, i difensori avevano le palpitazioni. Se non fosse stato per Schürrle forse l'Algeria avrebbe vinto la partita, o magari si sarebbe andati ai rigori e allora vai a sapere che sarebbe successo. I tedeschi non possono appellarsi al clima: a Porto Alegre si è giocato con 13 gradi. Un mistero. Delle tante grandi in sofferenza, la Germania è stata l'unica ad aver offerto, per un'ora, un'altra versione di sé, talmente brutta da culminare, nel finale, prima del vantaggio, in una comica interpretazione di uno schema su punizione (con caduta di Müller durante lo schema).
Il timore di Löw è che qualcuno dei suoi potesse prendere sotto gamba l'impegno e decidesse di pensare già alla Francia. Evidentemente era quasi una certezza. Lo stavano facendo quasi tutti. Ora la concentrazione ai tedeschi non potrà più mancare. Il perdono di Slimani sotto porta non può né deve indurre a credere che anche Benzema, pur di origini algerine, possa comportarsi con altrettanta disponibilità e umana comprensione. Capita che la lezione degli ottavi venga assimilata presto, che l'errore non passi invano. Nel qual caso, la Germania potrebbe tornare se stessa. In tempo si spera per non farci sospettare che non ci sia un "se stessa" cui tornare. Come hanno scritto i siti in tempo reale, più disgustati che preoccupati: "Germania già alla frutta?". Non vogliamo crederlo. Un monito comunque per Argentina e Belgio, favorite su Svizzera e Usa. Gli ottavi sono una "livella". Attenti a come vi muovete. Ma soprattutto, muovetevi tanto e bene, non c'è più alcun motivo di risparmiarsi. E' un attimo: sbagli una chiusura, una diagonale, porti palla come un bradipo e la Coppa scompare. Giri l'angolo e sei a casa