Italia

Insigne: "Felice di essere in Brasile, ora voglio ripagare la fiducia"

Il giovane attaccante del Napoli rispedisce al mittente le polemiche: "Ho letto qualche tweet di chi è stato escluso, ma non commento: penso solo a lavorare". Sull'intesa con Immobile: "Vogliamo dare un segnale importante e aiutare l'Italia". E su BalotellI: "Mai giocato insieme, ma non sarebbe un problema"
dal nostro inviato FRANCESCO SAVERIO INTORCIA

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MANGARATIBA - Accarezza la barba, Lorenzo Insigne, per dribblare la timidezza in conferenza stampa a Casa Azzurri. Ci arriva dopo i due gol al Fluminense, non faranno statistica ma intanto mettono in difficoltà Cesare Prandelli nelle sue scelte: l'attaccante del Napoli, dato a lungo a rischio taglio, ora potrebbe addirittura fare il suo debutto, a partita iniziata, contro l'Inghilterra.
Insigne, la davano tutti in bilico: come viveva quei giorni prima delle convocazioni?
"Sono arrivato a Coverciano sapendo che tutti gli altri attaccanti avevano più gol di me e io partivo dietro. Ci ho messo l'ottimismo giusto per mettermi in mostra e guadagnare la chiamata".
Destro e Rossi non l'hanno presa benissimo.
"Non tocca a me commentare. Io sono felicissimo di essere qui e spero di dare il mio contributo. Ho letto anch'io qualche intervista e qualche tweet degli altri, ma penso solo a lavorare e ripagare la fiducia".

Lei e Immobile, da napoletani, sentite di poter lanciare un messaggio particolare, al termine di una stagione segnata dai cori discriminatori?
"Vorremo dare un segnale importante alla gente, certo. I cori contro Napoli fanno male, ma noi pensiamo a fare il nostro lavoro. Io e Ciro ci conosciamo bene, è il nostro primo Mondiale, vogliamo aiutare al massimo l'Italia. Insieme a Verratti abbiamo fatto un anno fantastico a Pescara, quello che abbiamo vissuto insieme non si dimentica e ora basta uno sguardo per ritrovarsi, i movimenti e l'intesa nascono automaticamente".
Potreste ritrovarvi tutti e tre insieme nella squadra titolare.
"Tutto è possibile, ma siamo qui con grandi campioni. Noi tre siamo pronti, indubbiamente il fatto di aver perfezionato certi movimenti nel tempo è un'arma in più".
Stamattina avete applaudito Balotelli, promesso sposo di Fanny.
"Abbiamo saputo anche noi dal tweet della sua proposta di matrimonio. Come me, anche lui ha deciso di fare questo passo importante, siamo contenti per lui".
E' più emozionato o sotto pressione?
"Emozionato, è il mio primo Mondiale. Le pressioni per ora non le sento, forse arriveranno quando cominceremo a giocare".
Come si trova con Balotelli?
"Non abbiamo mai giocato insieme, ma non avrei problemi. Con Ciro, per l'esperienza vissuta insieme a Pescara, ci sta che mi trovi meglio adesso, l'importante però è fare quello che ci chiede il ct quando si va in campo, non sarà un problema intendermi con Mario".

Da giovane italiano è sorpreso di aver avuto tanto spazio?
"Siamo un paese in cui i giovani tardano ad esplodere, vero, ma è da un paio d'anni che stanno esplodendo, non solo quelli che sono arrivati qui al Mondiale: nel campionato ce ne sono tanti altri che si stanno mettendo in evidenza, gli allenatori stanno dando fiducia agli esordienti".
E con Cassano come si trova?
"Bene o male giochiamo nella stessa posizione, siamo più o meno simili tecnicamente, ci piace saltare l'uomo. Lui ha più esperienza di me, non ci siamo parlati, abbiamo solo scherzato ma sono convinto che potrà darmi consigli".
Avrebbe voluto segnare di più nell'ultimo anno?
"Come ben sapete a Napoli non ho giocato nella posizione che prediligo. Ho dato tutto in un altro ruolo per conquistarmi la fiducia di Benitez, ho segnato una decina di gol in stagione, per ora va bene così, poi l'anno prossimo vedremo".
Vuol dire che chiederà di cambiare ruolo?
"Ora sono concentrato solo sul Mondiale. E comunque aver fatto l'esterno mi ha dato più possibilità di essere qui in Nazionale, perché mi sono sacrificato tanto".

Cosa teme dell'Inghilterra?
"Gli esterni e gli attaccanti hanno esperienza di Champions, Sturridge in questo momento è quello che fa più paura, ma noi possiamo metterli in difficoltà".
Avete parlato anche della Costa Rica? Quanto potrebbe essere determinante la seconda gara?
"Per ora parliamo solo dell'Inghilterra, pensiamo a una partita alla volta. Quella fondamentale è la prima gara, per affrontare in modo più tranquillo le altre. Se fai risultato al debutto, puoi giocare diversamente le altre".

Che ricordi ha dei Mondiali da spettatore?
"Uno su tutti: la finale 2006 vista sul maxischermo a Frattamaggiore, e poi il corteo con i miei amici".