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Italia, Prandelli: ''Non abbiamo paura''. Ma è allarme Buffon

Il ct è ottimista alla vigilia della sfida con l'Inghilterra: ''Possiamo essere all'altezza. Ma ora dobbiamo diventare squadra vera". Leggera distorsione alla caviglia per il portiere: è a rischio per l'esordio, Sirigu pronto. "Dovremo farci benedire". E non scioglie i dubbi di formazione
dal nostro inviato ENRICO CURRO'

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MANAUS – Un'altra tegola sulla Nazionale a poche ore dal debutto con l'Inghilterra: il capitano Buffon è in dubbio per una distorsione alla caviglia. Soltanto dopo la notte (mattina in Italia) potrà essere sciolto il dubbio.

Prandelli ha dovuto soffocare per i ripetuti guai l'emozione dell'esordio. "In un Mondiale si azzera tutto. Non puoi vincere solo per la storia, perché hai sempre vinto. Ma noi dobbiamo e possiamo essere ottimisti, perché abbiamo lavorato seriamente". Il problema è appunto che i contrattempi continuano: dopo l'infortunio di De Sciglio, la distorsione di Buffon nell'ultimo allenamento, ha subito una distorsione alla caviglia, che è salito zoppicando sul pullman che riportava gli azzurri in albergo.  "Dovremo farci benedire", ha commentato il ct, lasciando teoricamente aperto il dubbio sulla presenza del capitano: è in preallarme Sirigu, appena ristabilito a sua volta dal duro colpo a una costola che lo ha tenuto fermo per qualche giorno.

All'altra incognita, l'impatto col clima di Manaus gli azzurri sono arrivati molto preparati. "Abbiamo trovato il clima che ci aspettavamo. Anche mentalmente siamo pronti ". La vera consolazione è l'entusiasmo dei brasiliani. "Da quando siamo arrivati, ci ricordano la nostra bella Confederations dell'anno scorso. Sono pieni di entusiasmo. Ora dipende tutto da noi e da quanto saremo generosi verso la gente, il calcio è generosità". Se la concessione da parte del medico della Fifa dei due time-out di 3' alla mezz'ora di ciascuno dei due tempi può attenuare il problema climatico, del campo dell'Arena Amazonia, invece, l'Italia non si era mai lamentata. "Ce l'avevano descritto pessimo. Invece l'abbiamo trovato in condizioni molto buone". Anche Candreva, con il ct in conferenza stampa, ha confermato la stessa sensazione.

La partita non potrà essere tatticamente una riedizione dei quarti di finale dell'Europeo 2012, dominati dagli azzurri malgrado la vittoria fosse arrivata soltanto ai rigori. "Questa è un'Inghilterra diversa, che ha cambiato modo di giocare e di stare in campo, E' molto organizzata, non ha solo il carattere, ma quattro giocatori davanti molto imprevedibili e un'eccellente fase offensiva". L'imprevisto che più ha condizionato le scelte del commissario tecnico è stato l'infortunio di De Sciglio alla vigilia della partenza per Manaus: sono in ballottaggio Abate e Paletta, il cui inserimento comporterebbe lo slittamento di Chiellini a sinistra, mentre Darmian rimarrebbe a destra. Il ct non scioglie il rebus. "I dubbi è sempre meglio averli, anche perché fino all'ultimo i giocatori devono avere la percezione di essere in gara".

Di sicuro, dopo avere definitivamente tolto alla Nazionale di euro 2012 l'etichetta di squadra catenacciara per definizione, Prandelli intende proseguire sulla stessa strada anche al Mondiale: ritiene che l'Italia sia cresciuta, rispetto alla finale di Kiev persa contro la Spagna, e lo ha detto alla squadra nel discorso prima della rifinitura, sul campo dell'Arena Amazonia.  "Ai ragazzi ho chiesto di restare sempre in partita, perché basta un momento per deciderla".

La batosta subita contro l'Olanda dagli spagnoli, campioni del mondo e d'Europa in carica, conferma che non esistono gerarchie precostituite. "Questo Mondiale è iniziato con un segnale preciso. Ci saranno tanti gol e tanti cambi tattici e di ritmo durante la partita. Nel primo tempo la Spagna aveva la supremazia, nel secondo è cambiato tutto. Non vedremo una squadra che finisce la gara come aveva progettato. Ci saranno più gare nella gara. Se avesse fatto gol Villa, sul 2-0 avremmo commentato un'altra partita. Le grandi squadre possono subire, ma hanno la capacità di stare sempre in partita e di cambiarla. Può bastare un episodio e per questo, ripeto, ho chiesto ai giocatori di non perdere mai la concentrazione, Se ci  riusciremo, anche con le grandi squadre potremo dire la nostra".

Il ct ha poi accarezzato Balotelli, ma non troppo. "Siamo tutti pronti, la gara iniziale è una partita molto sentita, quindi anche le situazioni che dimostrano l'affetto della gente possono stemperare la tensione. Il contatto con la gente  può fare bene". Gerrard vede l'Inghilterra più forte. "Tutti pensano di essere più forti e di vincere. Noi abbiamo preparato la partita per vincerla. Sappiamo  che ci sarà da lottare e da soffrire, ma non abbiano nessun tipo di paura. La nostra arma è diventare squadra".