Olanda

Olanda, agli ottavi ma un passo indietro della truppa di van Gaal

dall'inviato ENRICO SISTI

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PORTO ALEGRE - La soluzione l'ha trovata il giovane Depay, 20 anni, origini ghanesi, attaccante del Psv. Un assist, movimenti rapidi, un gol, un esempio per i compagni. Ha cambiato la partita che l'Olanda aveva praticamente deciso di perdere per mancanza di motivazioni, il che può sembrare paradossale. Vanno capiti (si fa per dire): molti erano scesi in campo domandandosi "cosa può esserci dopo un 5-1 ai campioni del mondo?" Errore tattico clamoroso. Lo sport ad alto o basso livello, quando trasmuta in agonismo spietato, non vuole pensieri, come il sesso. Se pensi rallenti, se pensi ti incateni al passato o, se preferisci, al futuro. Ma comunque ti sganci dal presente.

E l'Olanda s'è sganciata più volte dalla partita, come una connessione wireless instabile. Le caratteristiche del gruppo di Van Gaal sono abbastanza note (il che non lo rende meno pericoloso): è una di quelle squadre che Gianni Brera avrebbe definito "femmina", disposta ad accogliere per ripartire, incline al contropiede, alla ripartenza, alla folata, tendenzialmente pigra, casalinga, non usciamo che fa freddo, mi muovo solo se c'è urgenza. Anche contro l'Australia l'Olanda ha dovuto toccare con mano una serie di difficoltà evidenti prima di accendersi definitivamente (e solo grazie a Depay). La rogna principale è stata la dinamica organizzazione dei "socceroos", bravi soprattutto nella metà campo avversaria ed eccellenti per qualità tecnica e mobilità in Leckie e nel "nostro" Bresciano (ma notevoli anche i tagli di McKay e la già comprovata rapidità di Cahill).

Correndo all'incirca il doppio della Spagna hanno esaltato i limiti degli olandesi, il centrocampo senza fari, per esempio, la complessa sistemazione della difesa a tre, non sempre la scelta più indicata, come abbiamo visto una volta che alla melensa pittura di Del Bosque si è sostituita la verace natura naif dei ragazzi di Postecoglou. L'Olanda è stata anche fortunata. Nel secondo tempo ha trovato il pareggio quasi subito. Poi ci ha pensato Depay. Rifletta Van Gaal: impegni così ravvicinati non potrebbero suggerirgli di inserire giovani come Depay piuttosto che spremere adulti come Sneijder (bene solo nel finale)? L'Olanda ha fatto sei punti, d'accordo. Però la seconda uscita ha sollevato questioni di non irrilevante spessore. E poi c'è un altro problema di fondo: degli otto gol segnati, sei sono di Robben e Van Persie. Pensiamo già agli ottavi: chi altro, fra gli "oranje", si prende la briga di centrare più stabilmente la porta? Qualcuno è portato? Si faccia avanti. Due soli sono troppo pochi per arrivare in finale.