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Avanti con il 'paperone' Green?

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RUSTENBURG - Avanti con Green? Il paperone Robert Green? Quello dalle mani tremolanti? Quello che il mondo ancora ride? Proprio lui, sì. Ma no, non si può continuare con Green, altrimenti altro che finale a Johannesburg. Fabio Capello vuole pensarci, vuole prendersi il suo tempo: "Devo parlargli, è ancora presto per prendere decisioni. Mi assumo la responsabilità della scelta, ci mancherebbe. L'avevo visto in forma nell'amichevole a Wembley contro il Messico e mi aveva convinto. Comunque calma, aspettiamo. Non si può condannare un portiere per un errore". Ma ci sono errori ed errori. Quello commesso da Green al 40' di Inghilterra-Usa è troppo grande per essere derubricato a semplice disattenzione, a incidente di percorso. Perché questa è la World Cup, la competizione più importante che ci sia, e le prodezze e gli errori rimbombano nel mondo, e per anni. Così come rimbombano, e forte, dentro coloro che hann…
RUSTENBURG - Avanti con Green? Il paperone Robert Green? Quello dalle mani tremolanti? Quello che il mondo ancora ride? Proprio lui, sì. Ma no, non si può continuare con Green, altrimenti altro che finale a Johannesburg. Fabio Capello vuole pensarci, vuole prendersi il suo tempo: "Devo parlargli, è ancora presto per prendere decisioni. Mi assumo la responsabilità della scelta, ci mancherebbe. L'avevo visto in forma nell'amichevole a Wembley contro il Messico e mi aveva convinto. Comunque calma, aspettiamo. Non si può condannare un portiere per un errore". Ma ci sono errori ed errori. Quello commesso da Green al 40' di Inghilterra-Usa è troppo grande per essere derubricato a semplice disattenzione, a incidente di percorso. Perché questa è la World Cup, la competizione più importante che ci sia, e le prodezze e gli errori rimbombano nel mondo, e per anni. Così come rimbombano, e forte, dentro coloro che hanno commesso quegli errori e compiuto quelle prodezze. Per questo la papera in mondovisione di Robert Green, che ha condannato l'Inghilterra all'1-1 contro gli Stati Uniti, inevitabilmente ridurrà a zero le sicurezze e l'autostima di Green, e per questo sarebbe un grosso rischio schierarlo ancora, nella seconda partita contro l'Algeria a Cape Town.

Certo che le altre due scelte possibili non lasciano tanto tranquilli. Il più probabile, in linea di successione, è il quarantenne David James, soprannominato "Calamity James" per i suoi celebri errori. L'altro è il ventitreenne Joe Hart, troppo acerbo. Un bel problema, certo, su cui Capello si arrovellerà insieme ai suoi collaboratori nei prossimi giorni. Per il resto, il tecnico italiano si dice soddisfatto per il gioco espresso dall'Inghilterra, non per il risultato. Eppure qualche problema si è visto nel gioco inglese, soprattutto perché manca l'uomo in grado di saltare l'avversario diretto nell'uno contro uno: sulle fasce Lennon, Milner e poi Wright-Phillips hanno combinato poco, mentre Rooney è partito troppo da lontano per potersi rendere davvero pericolso. E anche la coesistenza tra Lampard e Gerrard non è sembrata ottimale, come tante altre volte, anche se Gerrard, forse motivato dai gradi di capitano, ha giocato un'ottima gara. Forse è dal capitano del  Liverpool che bisogna ripartire contro l'Algeria, e cambiare qualcosa intorno a lui. Ma tanto nei prossimi giorni terrà banco la bufera-Green, e torneranno d'attualità le polemiche sui portieri inglesi. In fondo è dai tempi di Peter Shilton che la nazionale dei Tre Leoni non ha un numero uno decente. E ancora non l'ha trovato, come si è visto a Rustenburg.