Sud Africa 2010

La Fifa si prende tutto
Sudafrica, buco da 2 miliardi

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DURBAN - Non per soldi ma per denaro. Billy Wilder avrebbe impiegato dieci minuti a capire che Walter Matthau sarebbe stato perfetto nei panni della Fifa e Jack Lemmon in quelli del governo sudafricano. Perché quello che sta esplodendo, dopo nemmeno due settimane di partite, è proprio il matrimonio di interessi fra la nazione ospitante e i vertici del calcio mondiale. Una commedia semiseria. Con un bilancio ancora provvisorio il Sudafrica scopre un potenziale buco e chiama in causa la Fifa e le sue strategie al risparmio: "Siamo stati costretti a concedere alla Fifa delle agevolazioni sul pagamento delle tasse ma nonostante ciò, a causa della cattiva gestione del ricavo complessivo che il mondo calcio otterrà da questi mondiale è molto probabile che il Sudafrica dovrà rassegnarsi ad una forte perdita economica". Tradotto in cifre, il profitto della Fifa si dovrebbe aggirare intorno ai 2,7 miliardi di euro: "I mondiali di calcio - ha spiegato a propria difesa ieri il portavoce della Fifa Nicolas Maingot - sono la nostra maggiore fonte di guadagno. Sono i soldi con cui gestiremo tutte le nostre attività per i prossimi quattro anni, sino a Brasile 2014". Il 75% della somma sarà investita nello sviluppo del calcio nel mondo. E quasi niente al Sudafrica che in questo modo, dopo aver speso circa 8 miliardi di euro per garantire lo svolgimento della manifestazione (sei stadi nuovi di zecca, quattro da ammodernare, infrastrutture, trasporti), si troverebbe a rischio fallimento: "Una perdita potenziale di almeno due miliardi".

Il Sudafrica lamenta una mancanza di "tatto", diciamo così, dopo aver consentito "all'esercito della Fifa" di aggirare le barriere. Beni in entrata e in uscita di tutte le società e i gruppi affiliati, incluse le tv e i diritti di riproduzione, cui non è stato applicato nessun tasso doganale. A ciò va aggiunta l'autonoma gestione e conseguente protezione dei marchi sponsor ufficiali della manifestazione. Ammesso che ve ne fosse stato bisogno, la repressione della pubblicità della birra olandese allestita con le ragazze in arancione non troppo vestite (la birra Bavaria) prima di Olanda-Danimarca ha chiarito gerarchie e priorità. "Per noi non era un problema così grave  -  ammette Rich Mkhondo, capo del Comitato organizzatore  -  ma per rispettare i diritti sui marchi della Fifa siamo dovuti intervenire". Insomma comanda la Fifa, uno stato nello stato. E infatti due di quelle ragazze sono finite davanti a un giudice per violazione delle norme che regolano il mercato pubblicitario. "E poi c'è anche da aggiungere che la Fifa non sembra troppo preoccupata per l'extra budget legato all'aumento del personale di polizia dopo la rinuncia dei vigilantes (la Stallion Security e la Fidelity Security, ndr). Sono complicazioni serie che forse risolveremo ma non sotto gli occhi di tutti", assicura Mkhondo. Ma rimane sempre una questione di quattrini: per garantire le buste paga a tutti i poliziotti supplementari ci sarebbe (c'è) bisogno di altri 12 milioni di euro. Il comitato "suppone" che il 50% della spesa debba essere competenza della Fifa. Ma il rapporto fra Matthau e Lemmon è al punto di rottura...