Da Gerrard a Quagliarella
Il mondiale in dieci giocate
dall'inviato ENRICO SISTI
Il gol del giocatore del Liverpool in Inghilterra-Usa, l'assist di Robinho in Brasile-Corea del Nord, le perle di Cristiano Ronaldo, Forlan, Donovan e Vera e lo splendido (ma inutile) pallonetto dell'attaccante azzurro contro la Slovacchia. Le cose più belle viste finora sul campo in Sudafrica
GERRARD (12 giugno - Inghilterra-Usa 1-1)
Uno sprazzo di Premier League illude Capello dopo quattro minuti. Siamo davvero così forti? Invece di azioni così limpide e fulminanti la sua Inghilterra non ne farà più. Triangolazione perfetta avviata dallo stesso Gerrard, assist rasoterra di Heskey, Gerrard entra in area con l'uomo addosso, controlla di destro, finta di calciare di sinistro e poi mezza punta di destro. "Hard getting better", scrivono i giornali. Facile però fare peggio.
RONALDO (15 giugno - Costa d'Avorio-Portogallo 0-0)
Sono passati undici minuti del suo mondiale e Cristiano Ronaldo già decide di lasciare un segno. Dribbling di tacco su Yaya Toure per liberarsi al tiro, destro impressionante (alla tv africana si parla apertamente di "arma illegale") che si schianta sul palo alla destra del portiere ivoriano Boubacar. Semplicità, tecnica e potenza, imprendibilità sul medio spazio: ossia Ron…
Uno sprazzo di Premier League illude Capello dopo quattro minuti. Siamo davvero così forti? Invece di azioni così limpide e fulminanti la sua Inghilterra non ne farà più. Triangolazione perfetta avviata dallo stesso Gerrard, assist rasoterra di Heskey, Gerrard entra in area con l'uomo addosso, controlla di destro, finta di calciare di sinistro e poi mezza punta di destro. "Hard getting better", scrivono i giornali. Facile però fare peggio.
RONALDO (15 giugno - Costa d'Avorio-Portogallo 0-0)
Sono passati undici minuti del suo mondiale e Cristiano Ronaldo già decide di lasciare un segno. Dribbling di tacco su Yaya Toure per liberarsi al tiro, destro impressionante (alla tv africana si parla apertamente di "arma illegale") che si schianta sul palo alla destra del portiere ivoriano Boubacar. Semplicità, tecnica e potenza, imprendibilità sul medio spazio: ossia Ron…
GERRARD (12 giugno - Inghilterra-Usa 1-1)
Uno sprazzo di Premier League illude Capello dopo quattro minuti. Siamo davvero così forti? Invece di azioni così limpide e fulminanti la sua Inghilterra non ne farà più. Triangolazione perfetta avviata dallo stesso Gerrard, assist rasoterra di Heskey, Gerrard entra in area con l'uomo addosso, controlla di destro, finta di calciare di sinistro e poi mezza punta di destro. "Hard getting better", scrivono i giornali. Facile però fare peggio.
RONALDO (15 giugno - Costa d'Avorio-Portogallo 0-0)
Sono passati undici minuti del suo mondiale e Cristiano Ronaldo già decide di lasciare un segno. Dribbling di tacco su Yaya Toure per liberarsi al tiro, destro impressionante (alla tv africana si parla apertamente di "arma illegale") che si schianta sul palo alla destra del portiere ivoriano Boubacar. Semplicità, tecnica e potenza, imprendibilità sul medio spazio: ossia Ronaldo quando è al top. A Port Elizabeth stanno ancora cercando di risistemare bene la porta.
ROBINHO (15 giugno - Brasile-Corea del Nord 2-1)
Nella partita d'approccio, in cui il Brasile fa più fatica nonostante la timida resistenza, più supposta che altro, della Corea del Nord, ci vuole un gol spettacolare ma forse non del tutto voluto di Maicon dalla linea di fondo per sbloccare il risultato. Poi arriva al 27' del secondo tempo l'assist meraviglioso di Robinho, un taglio strettissimo per la corsa di Elano, che come si dice vale il prezzo del biglietto. La geometria degli angeli.
FORLAN (16 giugno - Sudafrica-Uruguay 0-3)
Il primo schiaffo alla capricciosità del pallone Jabulani e primo concreto risultato (Ronaldo aveva colpito il palo) nella sfida fra piedi (buoni) e tecnologia. Al 24' del primo tempo Diego Forlan manda al tappeto i Bafana Bafana e per farfalle il loro portiere Khune calciando da 25 metri, leggermente di collo esterno, allungando il passo per trovare la coordinazione: ne viene fuori la traiettoria voluta, a spiovere. Magnifica e imprendibile sotto la traversa.
DONOVAN (18 giugno - Slovenia-Usa 2-2)
America con la testa sott'acqua perché sotto di due gol. Al 3' del secondo tempo liscio dello sloveno Cesar, Donovan ha campo libero, entra in area, è davanti ad Handanovic ma molto defilato. Non c'è luce. L'unico modo per buttarla dentro sarebbe di calciare dritto per dritto dall'alto in basso. Donovan ci riesce. Era come centrare una buca da biliardo. Gol del riscossa Usa. Senza quel gol forse non avrebbero pareggiato e forse ora non sarebbero agli ottavi.
VERA (20 giugno - Slovacchia-Paraguay 0-2)
Capolavoro di balistica e coordinazione che arriva al 27' del primo tempo. Taglio in profondità di Lucas per Vera che chiama il triangolo lanciandosi in area con due uomini addosso più un terzo vestito con un'altra maglia che gli si para davanti, il portiere avversario. Circondato, Vera anticipa tutti con un colpo di esterno destro in mezza scivolata, che diventa un gesto di altissimo livello perché effettuato ad altissima velocità e in caduta.
MESSI (22 giugno - Grecia-Argentina 0-2)
La partita è praticamente finita. Messi, che non ha ancora fatto gol, esegue uno dei suoi numeri preferiti: impossibile prenderlo quando parte dalla sinistra e taglia verso il centro, troppo veloce, troppo rapidi i tocchi al pallone. Anticiperebbe pure un ghepardo. Chiude con il solito sinistro a giro, per una volta basso anziché sotto la traversa. E' comunque un emozione vedere cosa combina. Anche se poi il portiere greco Tzorvas riesce a deviare. Palermo raccoglie e segna il 2-0. Manca dalla classifica marcatori, ma Messi c'è.
HANDANOVIC (23 giugno - Slovenia-Inghilterra 0-1)
A Rooney, immusonito, non gliene va bene una. Al 13' del secondo tempo sembrava giunto il suo momento. Controlla di sinistro il lancio di Barry e gira di destro a fil di palo. Miracolosi gli impulsi nervosi e la reattività di Handanovic (già straordinario su Gerrard e Terry) che si apre ad arco e con la punta delle dita della mano sinistra tocca quel che basta per spingere il pallone sul palo. Era gol. Parata sublime.
QUAGLIARELLA (24 giugno Slovacchia-Italia 3-2)
Serve a poco il pallonetto che chiude il più brutto mondiale della storia azzurra. Ma è comunque una rete di livello quella con cui Quagliarella al secondo minuto di recupero rende meno amara soltanto nel punteggio la sconfitta contro la Slovacchia. Il napoletano alza la testa e vede che il portiere Mucha è abbastanza avanti per provare. Prova. E' un ricamo dolce e doloroso. Che non evita a Fabio di diventare una maschera di lacrime.
VILLA (21 giugno Spagna-Honduras 2-0; 25 giugno Cile-Spagna 1-2)
La riscossa del "Guache". Parte palla al piede (è il 17' del primo tempo), sorvola come un angelo sul morbido tentativo di Mendoza e Guevara, finti argini al limite dell'area, altro dribbling su Chavez per prepararsi al tiro. Che parte in "estirada" parziale, il pallone viene colpito col piede in estensione. All'incrocio più lontano. Poi il ringraziamento del torero. Il più bel gol del mondiale finché ancora Villa, al 24' del primo tempo contro il Cile, centra la porta da 40 metri con un taglio interno pensato e voluto. Da quella posizione, laterale, e da così lontano, per quanto possa essere vuota la porta sarà sempre stretta...
Uno sprazzo di Premier League illude Capello dopo quattro minuti. Siamo davvero così forti? Invece di azioni così limpide e fulminanti la sua Inghilterra non ne farà più. Triangolazione perfetta avviata dallo stesso Gerrard, assist rasoterra di Heskey, Gerrard entra in area con l'uomo addosso, controlla di destro, finta di calciare di sinistro e poi mezza punta di destro. "Hard getting better", scrivono i giornali. Facile però fare peggio.
RONALDO (15 giugno - Costa d'Avorio-Portogallo 0-0)
Sono passati undici minuti del suo mondiale e Cristiano Ronaldo già decide di lasciare un segno. Dribbling di tacco su Yaya Toure per liberarsi al tiro, destro impressionante (alla tv africana si parla apertamente di "arma illegale") che si schianta sul palo alla destra del portiere ivoriano Boubacar. Semplicità, tecnica e potenza, imprendibilità sul medio spazio: ossia Ronaldo quando è al top. A Port Elizabeth stanno ancora cercando di risistemare bene la porta.
ROBINHO (15 giugno - Brasile-Corea del Nord 2-1)
Nella partita d'approccio, in cui il Brasile fa più fatica nonostante la timida resistenza, più supposta che altro, della Corea del Nord, ci vuole un gol spettacolare ma forse non del tutto voluto di Maicon dalla linea di fondo per sbloccare il risultato. Poi arriva al 27' del secondo tempo l'assist meraviglioso di Robinho, un taglio strettissimo per la corsa di Elano, che come si dice vale il prezzo del biglietto. La geometria degli angeli.
FORLAN (16 giugno - Sudafrica-Uruguay 0-3)
Il primo schiaffo alla capricciosità del pallone Jabulani e primo concreto risultato (Ronaldo aveva colpito il palo) nella sfida fra piedi (buoni) e tecnologia. Al 24' del primo tempo Diego Forlan manda al tappeto i Bafana Bafana e per farfalle il loro portiere Khune calciando da 25 metri, leggermente di collo esterno, allungando il passo per trovare la coordinazione: ne viene fuori la traiettoria voluta, a spiovere. Magnifica e imprendibile sotto la traversa.
DONOVAN (18 giugno - Slovenia-Usa 2-2)
America con la testa sott'acqua perché sotto di due gol. Al 3' del secondo tempo liscio dello sloveno Cesar, Donovan ha campo libero, entra in area, è davanti ad Handanovic ma molto defilato. Non c'è luce. L'unico modo per buttarla dentro sarebbe di calciare dritto per dritto dall'alto in basso. Donovan ci riesce. Era come centrare una buca da biliardo. Gol del riscossa Usa. Senza quel gol forse non avrebbero pareggiato e forse ora non sarebbero agli ottavi.
VERA (20 giugno - Slovacchia-Paraguay 0-2)
Capolavoro di balistica e coordinazione che arriva al 27' del primo tempo. Taglio in profondità di Lucas per Vera che chiama il triangolo lanciandosi in area con due uomini addosso più un terzo vestito con un'altra maglia che gli si para davanti, il portiere avversario. Circondato, Vera anticipa tutti con un colpo di esterno destro in mezza scivolata, che diventa un gesto di altissimo livello perché effettuato ad altissima velocità e in caduta.
MESSI (22 giugno - Grecia-Argentina 0-2)
La partita è praticamente finita. Messi, che non ha ancora fatto gol, esegue uno dei suoi numeri preferiti: impossibile prenderlo quando parte dalla sinistra e taglia verso il centro, troppo veloce, troppo rapidi i tocchi al pallone. Anticiperebbe pure un ghepardo. Chiude con il solito sinistro a giro, per una volta basso anziché sotto la traversa. E' comunque un emozione vedere cosa combina. Anche se poi il portiere greco Tzorvas riesce a deviare. Palermo raccoglie e segna il 2-0. Manca dalla classifica marcatori, ma Messi c'è.
HANDANOVIC (23 giugno - Slovenia-Inghilterra 0-1)
A Rooney, immusonito, non gliene va bene una. Al 13' del secondo tempo sembrava giunto il suo momento. Controlla di sinistro il lancio di Barry e gira di destro a fil di palo. Miracolosi gli impulsi nervosi e la reattività di Handanovic (già straordinario su Gerrard e Terry) che si apre ad arco e con la punta delle dita della mano sinistra tocca quel che basta per spingere il pallone sul palo. Era gol. Parata sublime.
QUAGLIARELLA (24 giugno Slovacchia-Italia 3-2)
Serve a poco il pallonetto che chiude il più brutto mondiale della storia azzurra. Ma è comunque una rete di livello quella con cui Quagliarella al secondo minuto di recupero rende meno amara soltanto nel punteggio la sconfitta contro la Slovacchia. Il napoletano alza la testa e vede che il portiere Mucha è abbastanza avanti per provare. Prova. E' un ricamo dolce e doloroso. Che non evita a Fabio di diventare una maschera di lacrime.
VILLA (21 giugno Spagna-Honduras 2-0; 25 giugno Cile-Spagna 1-2)
La riscossa del "Guache". Parte palla al piede (è il 17' del primo tempo), sorvola come un angelo sul morbido tentativo di Mendoza e Guevara, finti argini al limite dell'area, altro dribbling su Chavez per prepararsi al tiro. Che parte in "estirada" parziale, il pallone viene colpito col piede in estensione. All'incrocio più lontano. Poi il ringraziamento del torero. Il più bel gol del mondiale finché ancora Villa, al 24' del primo tempo contro il Cile, centra la porta da 40 metri con un taglio interno pensato e voluto. Da quella posizione, laterale, e da così lontano, per quanto possa essere vuota la porta sarà sempre stretta...