Sud Africa 2010

Arbitri, alberghi e biglietti
La Fifa è alle corde

Non è un mondiale tranquillo per Blatter. Sul campo gli errori dei direttori di gara, fuori la protesta degli albergatori per le provvigioni irragionevoli, e quella di tifosi e compagnie per i tagliandi falsi

3 minuti di lettura
JOHANNESBURG - La Fifa è alle corde. Più che errori, orrori arbitrali stanno accompagnando l'avventura delle squadre agli ottavi, o l'hanno appena chiusa. Gli albergatori protestano per le provvigioni irragionevoli richieste dal "più grande e esigente tour operator della storia". I tifosi e alcune compagnie scoprono di avere acquistato pacchetti con biglietti falsi e accusano lo staff di Blatter di "non aver non solo controllato a dovere ma di non aver proceduto in realtà ad alcun controllo".

Andiamo con ordine. Inghilterra e Messico sono uscite dal torneo perdendo con tre e due gol di scarto. Ma ancora rimbomba il fallimento degli "officials" preposti al corretto svolgimento di Germania-Inghilterra e Argentina-Messico. Gli errori/orrori dell'uruguayano Larrionda e del nostro Rosetti, fiancheggiati lucidamente dai due assistenti Espinosa e Ayroldi hanno devastato le due partite negando un gol non fantasma ma in carne e ossa a Lampard e concedendo un gol in netto fuori gioco a Tevez. Certe sviste ormai non sono più esecrabili ma disgustose. Soprattutto perché in entrambi i casi uno straccio di tecnologia in campo, anche la più rudimentale, sarebbe stata salvifica. Come suo costume, rigidamente aggrappata ai diktat del suo lider maximo Blatter, la Fifa sente le corde sulla schiena, ha gli occhi chiusi per i cazzotti dell'opinione pubblica, ma non ha nessuna intenzione di finire pubblicamente a tappeto, non getta la spugna, non si dà per vinta: "Non apriremo nessuna discussione sul comportamento degli arbitri", è tutto quello che ha detto il suo portavoce Nicolas Maingot davanti a una platea democraticamente divisa in due parti: chi sorrideva per non piangere e chi crepitava di rabbia: "Riporto soltanto la decisione dell'International Board che sovrintende l'applicazione del regolamento in campo". Anzi il governo del calcio ha persino attaccato i responsabili delle immagini negli stadi, colpevoli a suo giudizio di aver dato troppo risalto agli episodi contestati sui megaschermi. Come se non fosse successo niente. Stropicciatevi gli occhi perché vi siete sbagliati. La tv sudafricana SuperSport ha già annunciato di non avere alcuna intenzione di piegarsi all'invito all'autocensura esteso anche alle emittenti televisive.
Blatter poi dopo le tante polemiche ha capito che non poteva chiudere così la questione: "Chiedo scusa a Messico e Inghilterra per gli errori arbitrali e alla prossima riunione del direttivo Fifa parleremo della possibilità di adottare il video sulla linea di porta"

Questione alberghi: una vicenda nascosta. La Fifa è tante cose insieme, ma soprattutto una straordinaria macchina da spettacolo che porta in giro per il mondo le sue star chiedendo a chiunque venga in contatto con loro, o benefici delle loro prestazioni, un rimborso adeguato: "Ma non mi era mai capitato di sentire che un tour operator chieda al locatore così tanto in provvigioni", spiega il proprietario del Forest Hall, guest house di Walmer, a Port Elizabeth. In pratica la Fifa gestisce l'intera torta dei pacchetti di viaggio, dall'acquisto all'attuazione completa del soggiorno, e con le sue ramificazioni raccoglie la propria percentuale sugli incassi delle operazioni ma in proporzioni, a quanto sembra, inusitate: "Vogliono il 40% contro il 10% che solitamente riconosciuto ai tour operator: se ne approfittano perché comunque per noi questa sarebbe bassa stagione, ma certo è un po' vampiresca come richiesta...". Intanto il Comitato Organizzatore e il governo sudafricano aspettano sempre un segnale di benevolenza: "Se non ci danno quanto promesso, con tutte le spese aggiunte legate alla fine del rapporto con due istituti di vigilanza privata, andiamo in rosso". Circa di 600 mln di euro: "Dovremmo far pagare più tasse ai sudafricani per due anni". Tegola anche sul presidente del Comitato Danny Jordaan: si è scoperto che suo fratello Andrew è il proprietario dell'azienda di servizi (Match Event Services) coinvolta nella costruzione dello stadio di Port Elizabeth (il Nelson Mandela Bay Stadium) e nella gestione dell'ospitalità in zona. Non è un caso. La Match Event è la sussidiaria sudafricana della Match Services Ag, società di Zurigo accreditata ufficialmente dalla Fifa. Uno degli azionisti della Match Services di Zurigo è un tale Philippe Blatter. Nipote di un certo Sepp. Tutto torna?

Ai pacchetti è legato il terzo nodo che la Fifa non sa come sciogliere: la truffa dei biglietti falsi. "Ci hanno messo in contatto con dei farabutti". Un bagarinaggio di alto livello e molto ben organizzato, aggirando qualsiasi presunto controllo della Fifa, ha costretto centinaia di tifosi, aziende e semplici gruppi familiari ad accorgersi quando era troppo tardi di aver acquistato tagliandi "tarocchi": "Noi eravamo convinti che la Fifa avesse gli strumenti per sorvegliare sulla produzione di biglietti fasulli, invece non hanno mai fatto niente di serio", dicono alla Sasol Oil, il gruppo petrolchimico sudafricano, "se adesso ci ritroviamo con i nostri ospiti che vengono respinti ai tornelli degli stadi perché mostrano un tagliando falso, non Fifa". Questo spiega il perché molti dei posti, soprattutto quelli più costosi, delle Suites, sono rimasti vuoti. Un avvocato della Fifa, Clifford Green, si è visto piovere sulla scrivania i casi di ben sette compagnie industriali che reclamavano fortissime perdite. Il totale dell'affare "ticket scam" supera 6,5 mln di rand, più di mezzo milione di euro. La stangata rifilata alla Sasol Oil, per esempio, è cominciata nel 2008 quando un fantomatico Marcus Evans Group si presenta offrendo alcuni vantaggiosi pacchetti per la Confederations Cup del 2009 e i Mondiali del 2010. Viene pagata una caparra di 100 mila euro. Durante la Confederations Cup però la Sasoil scopre che il Marcus Evans Group non ha nulla a che fare con la Fifa. Altre truffe sono state perpetrate alla fine del 2009. In rete è stata scoperta l'attività illegale della norvegese Euroteam. Due persone che lavoravano per l'Euroteam, un danese e un norvegese, sono stati arrestati all'Hotel Michelangelo di Sandton una settimana fa. Ma sul "Sunday Times" di Johannesburg ha continuato ad apparire la manchette pubblicitaria che annunciava: "Biglietti della World Cup, inclusa la finale". Tutto falso. E in certi casi ormai era tardi per recuperare soldi e credibilità perduti: "Blatter sta buttando nel gabinetto il mondiale", scrive il News Of The World". Avessero ragione?