PRETORIA - Olanda, che bravi Robben e Sneijder, Brasile, che fenomeni là davanti Robinho, Kakà e Luis Fabiano! Che quarto di finale! Ma attenzione: venerdì la partita si potrebbe giocare su un campo parente stretto delle pozzolane di periferia. Al Nelson Mandela Bay Stadium di Port Elizabeth è allarme: l'erba se n'è quasi andata del tutto e i responsabili temono di non riuscire a garantire un'accettabile ricrescita in tempo perché Olanda e Brasile non siano costrette, oltre alle peripezie del Jabulani, anche a dover fare i conti con le gibbosità del terreno, le "pelate" a centrocampo, i ciuffi d'erba isolati e gli inevitabili cattivi rimbalzi: "Piogge torrenziali e cinque partite: il campo non ha retto".
Per le desolanti condizioni del terreno, l'altro giorno a Uruguay e Corea del Sud non venne consentito di allenarsi il giorno prima del loro ottavo di finale: i giocatori si sono dovuti limitare (cosa anche non proprio regolamentare) a camminare sul campo e ad allenarsi nelle strutture della Nelson Mandela Metropolitan University. Lo stesso era accaduto agli inglesi prima del match contro la Slovenia (in quel caso rimasero a Rustenburg). E identica procedura verrà fatalmente richiesta a Olanda e Brasile.
In questo momento al Nelson Mandela Bay Stadium sono in azione delle lampade giganti per riscaldare il terreno. A centrocampo e nelle aree sono state sistemate delle protezioni impermeabili. Un piccolo esercito di operai sta cercando di tappare i buchi: "In questi giorni lavoriamo dalle quattro del mattino - dice John Thanda, uno di loro - ma se il meteo non ci dà una mano credo che sarà tutto inutile". Il colpo finale è arrivato con il diluvio nel secondo tempo di Uruguay-Corea. "Ma con le lampade sta migliorando", annuncia con sospetto ottimismo Rick Mkhondo, portavoce del Comitato organizzatore. Per fortuna di Robben e Kakà le previsioni dicono che venerdì splenderà il sole. Ma fino a ieri il campo faceva quasi tenerezza.
Per le desolanti condizioni del terreno, l'altro giorno a Uruguay e Corea del Sud non venne consentito di allenarsi il giorno prima del loro ottavo di finale: i giocatori si sono dovuti limitare (cosa anche non proprio regolamentare) a camminare sul campo e ad allenarsi nelle strutture della Nelson Mandela Metropolitan University. Lo stesso era accaduto agli inglesi prima del match contro la Slovenia (in quel caso rimasero a Rustenburg). E identica procedura verrà fatalmente richiesta a Olanda e Brasile.
In questo momento al Nelson Mandela Bay Stadium sono in azione delle lampade giganti per riscaldare il terreno. A centrocampo e nelle aree sono state sistemate delle protezioni impermeabili. Un piccolo esercito di operai sta cercando di tappare i buchi: "In questi giorni lavoriamo dalle quattro del mattino - dice John Thanda, uno di loro - ma se il meteo non ci dà una mano credo che sarà tutto inutile". Il colpo finale è arrivato con il diluvio nel secondo tempo di Uruguay-Corea. "Ma con le lampade sta migliorando", annuncia con sospetto ottimismo Rick Mkhondo, portavoce del Comitato organizzatore. Per fortuna di Robben e Kakà le previsioni dicono che venerdì splenderà il sole. Ma fino a ieri il campo faceva quasi tenerezza.